Archivio storico dell'arte — 1.1888

Seite: 393
DOI Heft: 10.11588/diglit.17347.90
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17347.91
DOI Seite: 10.11588/diglit.17347#0507
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1888/0507
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
A. VENTURI

393

Del soggiorno dello Sperandio a Faenza rimangono a ricordo il medaglione in bronzo, senza
rovescio, con l'effigie di Carlo II Manfredi nel diritto, non riprodotto dallo Heiss, ma bensi dall'Ar-
gnani, 1 che ne diede notizia contemporaneamente all'Armami; 2 e il medaglione di Galeotto Man-
fredi, di cui trovasi un bell'esemplare in piombo nella pinacoteca comunale di Faenza. Il Friedlander
suppose che la medaglia fosse stata eseguita prima che Galeotto divenisse signore di Faenza, ma
ben considera il Malagola, che prima del 1477 quegli « non aveva compiuto imprese guerresche,
e che però non gli sarebbe stato appropriato l'invictus Martis alumpnus ». E la considerazione
del Malagola è suffragata dal fatto che, dopo un anno dal giorno in cui divenne provvigionato dei
Manfredi, lo Sperandio lasciò Faenza. Una lettera di Giovanni II Bentivoglio ci informa che solo
ai primi di luglio del 1478 l'artista si era recato a Bologna, lasciando Faenza, ove aveva patito
un furto di tante robe che erano valutate cento ducati d'oro. Per ciò il signor di Bologna, in due
lettere, di cui l'una può dirsi il duplicato dell'altra, scritte nel 19 di luglio e nel 25 d'agosto, pre-
gava Lorenzo il Magnifico di scrivere a Galeotto Manfredi, perchè facesse riavere la roba tolta
allo Sperandio. 3

L'artista accudì probabilmente ai lavori d'ornamento del magnifico palazzo del Bentivoglio,
che parve al Burzio stanza degna d'imperatori; e si potrebbero supporre per suoi i due capitelli,
ora in una casa di via Galliera in Bologna, provenienti dalla demolizione della reggia bentivo-
lesca. Nell'uno è raffigurato, in un tondo a ino' di medaglione, Giovanni II Bentivoglio; nell'altro,
il divo Augusto ; ma non essendo a nostra cognizione opera alcuna in marmo certa dello Sperandio,
sarebbe poco prudente per ora l'assegnargli quelle sculture. A lui gli storiografi bolognesi ascris-
sero il busto del giureconsulto Nicola Sanuti in terra cotta, e il monumento eretto in Bologna
alla memoria di Alessandro V; ma quelle attribuzioni non avevano fondamento di sorta. Cosicché
anche per il periodo, in cui lo Sperandio visse a Bologna, conviene ricercare il ricordo nelle
medaglie.

Esiste nella collezione Orloff a Firenze un busto in terracotta rappresentante Giovanni II Benti-
voglio, somigliantissimo alla medaglia dello Sperandio, e in quella Dreyfuss a Parigi un bassorilievo
rappresentante Eleonora D'Aragona, simile assai alla figura del medaglione commemorativo delle
sue nozze, ma la somiglianza iconografica non è un dato sufficiente per noi, che solo abbiamo, per
istabilire confronti, le piccole medaglie.

1 Cenni storici sulla zecca, sulle monete e medaglie de' Manfredi signori di Faenza, ecc. Faenza, Conti, 1886.

2 Les mèdailleurs italiens du quinzième et seiziéme siede, III. Paris, 1886.

3 Archivio di Stato in Firenze, Carteggio Mediceo innanzi il Principato, filza 36, 1003.

« Magnilice ac prestantissime vir, tamquam frater honorande. Benché io sia certo el mio scriuere operar molto apreso
lo Ilio Sr<= Galeotto da Faenza, niente di meno so che el vostro naie più apresso soa Sria a la quale per vna mia li ho rico-
mandato et pregato strectissimamente che essendo stata furata a vno maestro Spieraindio tanta roba che ascendeua a
la soma de' ducati cento doro, dentro da faenza, doue habitaua za sono quindese dì dicto M« Spieraindio. et al presente
habita qui in Bologna; voglia operare et fare, che elio consegua dieta roba et maxime hauendone pur soa S"» alcuno indicio
doue è dieta roba. Il che priego V. M. per mio amore ne voglia farne scriuere vna simile, mostrando de scriuere da sè et
pregare strectamente soa S"a faza dicto M» Spieraindio rehabia dieta roba et de V. M. lo receuerò in apiacere singulare,
offerendome et ricomandandome de continuo a quella. Bononie, die xviiij Jul. 1478.
« M. V.

« Johannes de Bentivoliis Armorum etc. ».
\_Fuori~] « Magnifico ac prestantissimo Laurentio de Medicis fratti honorando ».
Archivio suddetto, Carteggio suddetto, filza 31, 218.

« Magnifice et prestantissime vir tanquam frater honorande. Benché sia certo el mio scriuere hauere qualche effecto
apreso il Signore M. Galeotto da faenza, nientedimeno a mi è notto il scriuere de V. M. per multi rispecti douer operare più ;
et scriuendoli in fauore de vno M° Speraindio a mi amicissimo; al quale habitando in Fauenza glie fu robata tanta roba
ascendeua a la suma de ducati cento doro; che soa Signoria voglia operare la consegua II che priego V. M. me sema de
scriuerli vna simile, mostrando, prefato M° Speraindio essere amico a V. M. et non a mia compiacenza scriverli. Et da pre-
fata V. M. lo receuerò in apiacere singulare, maxime essendo dicto maestro Speraindio rehabia el suo : che sono certo lo
rehauerà, uolendo prefato Sigre misser Galeotto. Et perchè per un'altra mia scrissi a V. M. questo medesimo tenore et non
sauendo se fu presentata, di nouo ho scripto la presente, offerendome et ricomandandome de continuo a prefata V. M. Bo-
nonie. die xxv augusti 1478.

« Johannes de Bentivoliis Armor. etc. ».

[Fuori} « Magnifico ac prestantissimo viro honorando Laurentio de Medici ».
loading ...