Archivio storico dell'arte — 1.1888

Seite: 397
DOI Heft: 10.11588/diglit.17347.90
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17347.91
DOI Seite: 10.11588/diglit.17347#0511
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1888/0511
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
A. VENTURI

397

sedute sul dorso di animali incrociati. Potrebbesi pure trovare qualche simiglianza nel modo con
cui Sperandio rappresentò la lince nella medaglia di Francesco Gonzaga con le medaglie ferra-
resi, ove pure si vede; e cosi nelle medaglie di Fra Cesario Contughi e di Ludovico Brognolo
potrebbesi riscontrare qualche affinità con quelle del Marescotto.

Uno dei motivi più comunemente usati dallo Sperandio, nei rovesci de' suoi bronzi, si è quello
di rappresentare figure allegoriche ritte o sedenti su animali simbolici posti su scogliere; motivo
che non si adatta troppo alla forma circolare della medaglia. Le sue figure femminili hanno vesti
cinte in alto, appena sotto al seno, raccolte di nuovo sull'addome, e con pieghe che si dispongono
quasi circolarmente intorno al ginocchio, e si stirano ad angoli acuti sulla gamba. I ritratti, i busti
sono pieni di carattere, e benché manchi ad essi la forte ossatura dei tipi eternati dal Pisanello,
essi sono eseguiti con facilità mirabile. Il medaglione commemorativo delle nozze di Ercole d'Este
e di Eleonora d'Aragona, quello del doge Agostino Barbarigo ed altri sono eseguiti con una grande
finezza; le stoffe delle vesti a fiorami e tutti i più piccoli particolari con la più grande fedeltà.
Nei rovesci de' medaglioni non dimostra certo la vivacità, la freschezza inventiva del Pisanello,
non il suo studio, la sua ricerca potente della natura e degli animali; ma tuttavia, se anche non
ci appare fantastico ed elevato, nella complessa ed animata composizione della medaglia onoraria
di Francesco Gonzaga, nella-figura di Galeazzo Marescotti, nei giuocatori a scacchi del rovescio
della medaglia del Pepoli, nel guerriero a cavallo trattenuto da un monaco nella medaglia di
Niccolò da Correggio, lo Sperandio dimostra disinvoltura di compositore.

A lui fu ascritto il busto del Mantegna, nella cappella di Sant'Andrea a Mantova; ma, oltre
che quel bronzo ha maestà antica e solidità mantegnesca che Sperandio non ebbe mai, non si può,
dopo quanto abbiamo detto sulla cronologia dell'artista, ammettere che questi eseguisse il busto
onorario del Mantegna, morto nel 1506. E cosi lo Sperandio rimane semplicemente, per ora, il più
fecondo medaglista del quattrocento 1.

A. Venturi

1 Compiuto questo studio, devo rendere le maggiori grazie alcomm. Gaetano Milanesi, all'archivista Stefano Davari, al
conte Ippolito Malaguzzi, direttore del R. Arcli. di Stato in Modena, e al dottor Umberto Rossi che mi coadiuvarono amiche-
volmente nelle ricerche intorno allo Sperandio, e mi segnalarono documenti inediti.
loading ...