Archivio storico dell'arte — 1.1888

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CRISTOFORO GEREMIA

sue faciende: In ogni cosa havesse bisogno del favore de la Vostra S. ve lo ricommandiamo quanto la
iustitia et honestà paté. Benevaleat I). Vestra cui nos offerimus. Ex Florentia, die v septembris 1462.

« L. Cardinalis Aquileien. Dui Pape Camerarius etc. ».
{fuori) « [111. et exjcell. domino domino Ludo [vico Majrchioni Mantue etc. Compatri [nostro
honojrando ».!

Mentre Cristoforo era in viaggio per Mantova, la marchesa Barbara, disperando forse che egli
potesse ottenere il permesso di allontanarsi da Firenze, lo incaricò di una commissione con questa
lettera :

« Dilecte etc. — Perchè haveressemo pur bisogno de certa quantità de perle cusì per la sposa
nostra habiamo a mandar via, corno per quella ha a venire in casa e qui intorno male se ne tro-
vano a confidentia, siamo mosse a darve questo incaricho, rendendone certe che per rispeto nostro
ne toreti uno podio de cura e cusi voressemo che vui stesive attento o intravenisteve se in quella
citade ne comparesseno da vendere et ce li farestive havere. Vorlano essere tute perle da fare al-
cuni ligami per portar in testa che fosseno tonde e bianche nè voriano valere mancho de uno du-
cato l'una. Et se non se potesseno havere cusì tutte tonde et chel ge fosseno qualche scaramazi
per dentro, non staressemo de torli che poteressemo cernir le belle e le altre rivendere : pur po-
tendosse haver tute fiore, tanto più ne seressimo contente. Ne voressimo al presente fin a ducente
belle e poi andaressemo dreto de tempo in tempo fornendosse de le altre secundo achadesse de
vedere per non comprar la carestia. Se anche ne potestive havere da rechamo a precio conveniente
non staressemo de tome. Vedete adunche a servicio nostro de tor questo carico e trovandone non
ve rincresca avisarcene de la quantità et del costo che provederessemo ben al modo del pagamento
e se quelli de chi fosseno non volessero aspetare et che a nui paresse il merchato conveniente, che
in questo se rendemo certe fareti come farestive per vui proprio, habiamo tanta confìdentia nel
Reverendissimo monsignor nostro compatre che ne farà fare tanta credenza che nui ne siamo avi-
sate et che habiamo posto l'ordine al modo del pagamento comunicando questa cosa col tempo cum
Sua Rma Si. e se a lei non paresse ben facto impazarsane porete ridurve a Petro di Cosme, al qual
havemo fato intendere il tuto e non ne lassarà impazate. — Mantue, ut supra (13 septembris 1462) ». 2

Il latore della lettera non trovò l'artista a Firenze e la riportò indietro; certo la marchesa
ebbe modo di spiegargli e raccomandargli l'affare nella breve permanenza che egli fece in Man-
tova, ed infatti, appunto un mese dopo, già tornato presso il cardinale, le rispondeva in proposito:

« Illma et exeellina domina domina et benefactrix mea unica post comendationem etc. — Tor-
nato a Firenze sperava havere la lettera de vostra IUma Signoria de la facenda de le perle per
sapere quel che io havesse a fare et trovai che chi l'avea portata, per non esser io in Firenze,
non havia voluto lasarla e cosi la reportò adrieto. De che io non intendendo chiaramente la vo-
luntà de vostra S. pensai esser meglio spetare se la S. vostra me scrivesse de novo. Non veden-
domi altro deliberai cerchare et investigare per ditte perle, de le quale ne ho trovato assai et
de più sorte. Et siando per mandare ala vostra Illma S. una mostra, non me accorsi se non quando
el mio Rmo S. me comandò montasse a cavallo et cosi in questa hora parto per andare in uno
servicio di sua Rma S.; starò forsi xv giorni, per tanto vostra Hlma S. se digni havermi per scu-
sato, per non esser stata servita da me corno era sua intentione et mio desiderio, el qual non è
ad altra cosa più intento che servire vostra S. Se tornato che io sia la S. vostra vorà ch'io se-
quita più ultra de ditte perle, o che facia altro, sempre sarò apparechiato ali comandamenti d'essa
vostra S. ala quala continue me aricomando. Ex Florentia, die xiij Octobris 1462.
« E. Ill»'e D. V.

« fidelis servitor Cristoforus Zeremie de Mantua ».
(fuori) « Illme et Excellme domine dne Barbare Marchionisse Mantue etc. dne et benefactrici
mee ». 3

1 Carteggio di Firenze. — La ietterà diretta alla marchesa Barbara, salvo poche varianti di niun conto, è redatta come
quella diretta al marchese. L'indirizzo è : « IH. et excell. domine domine Barbare Marchionisse Mantue etc. comatri nostre
honorande ».

2 Copialettere marchionali, libro 39.

3 Carteggio di Firenze.
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