Archivio storico dell'arte — 1.1888

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U. ROSSI

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Su questo affare non ho rinvenuto altri documenti ; forse la marchesa si rivolse agli Albrizzi,
gioiellieri veneziani fornitori della corte mantovana, ai quali l'anno seguente fu fatto un grosso
pagamento per gioie e perle da loro vendute al marchese. Se a Cristoforo fosse stato confermato
l'incarico, certo egli se ne sarebbe presa cura, perchè era diligentissimo nelle commissioni che gli
davano i suoi signori; aveva persino a cuore le collezioni artistiche ed archeologiche del mar-
chese e, come abbiamo visto, gli mandava a regalare oggetti d'antichità; di più lo avvertiva delle
gherminelle usate dagli antiquari, come lo prova questo passo d'una lettera del Bonatti :

« Preterea Christofano Yeremia dice se li capitasse alcuno cum carnami per vendere, che la
Cel. V. guardi come compri che non sia gabata, perchè qui è uno li fa contrafacti, incolando
quello biancho cum tanta perfectione non è persona che non li fusse colta et la prova a cono-
scerli è de tocarli in qualche canto in el biancho cum una lima, che sono teneri ». 1

L'ultimo documento mantovano sul Geremia è una lettera di raccomandazione del 1463, che
il marchese Lodovico gli dirigeva in favore di un certo Gian Carlo Gentilisia, il quale si recava
a Roma per istudiarvi l'arte :

« Christophoro Hyeremie.

« Dilecte noster. — El se transferisse a quelle parte questo garzone chiamato Zohane Carlo
Zentelisia, nostro citadino, qual ha uno poco de designo et vene lì per imparare: dilchè el ne havea
facto pregare te lo volessemo recomandare. Nui certo vederessimo volentieri che e lui et*li altri
nostri mantuani se facesseno virtuosi et da bene: perno haveremo a caro che tu vedi se lo po-
. testi metter cum qualche homo da bene col qual potesse imparare et farsi valente, che ce ne farai
piacere assai. — Ut supra (Belzoiosi, xviiij octobris, 1403) ». 2

Se però l'archivio Gonzaga è muto da quest'anno in poi sul nostro artista, altre notizie ci for-
nisce il Muntz nel suo lavoro citato. Si può quindi credere che Cristoforo sia stato al servizio
del cardinal d'Aquileia sino al 1465, anno in cui questi mori : in seguito passò direttamente al ser-
vizio della corte papale, e nel 1468 ebbe l'importante incarico di restaurare la statua equestre di
Marco Aurelio, che oggi è sul Campidoglio e che allora si trovava a San Giovanni Laterano.. Dopo
quest'anno si perde di lui ogni traccia ed è a supporsi che sia morto nei primi anni del pontificato
di Sisto IV, perchè vediamo incaricato, non lui, ma Lisippo suo nipote di far la medaglia di questo
pontefice.

Forse nuove ricerche negli archivi romani varranno a mettere meglio in luce la vita del Ge-
remia e a farne trovare dei lavori ora sconosciuti. 4 La fama grande di cui godette presso i suoi con-
temporanei e le medaglie che di lui ci restano stanno a dimostrare come egli fosse davvero un
grande artista anche in quell'epoca fortunata della quale persino i mediocri oggi agli occhi nostri
diventano sommi.

Umberto Rossi

1 Carteggio di Roma. Lettera di Bartolomeo Bonatti, 1461, 2 novembre.

2 Sembra che il Gentilisia fosse pittore e di non grande valentia ; a lui si riferisce senza dubbio quanto segue, che il
cardinale Francesco Gonzaga scriveva alla marchesa Barbara sua madre :

« Ilo visto la richiesta me fa V. S. de ritenere el Zentilizia a quella opera suoa di cofani, ad che rispondendo dico, che
non solamente lui, ma quando io li fussi di bisogno voria essere ad ogni voluntade suoa. E cussi benché l'havesse in le mani
da finirme certi fornimenti miei da cavallo, nondimeno resto contento che rimanga ad ugni commandamento de V. Ex. »•
— Carteggio di Roma. Lettera del cardinale Francesco Gonzaga, 1<176, 7 dicembre.

* Sebbene non porti la sua firma, credo che sia del Geremia la nota medaglia del cardinale d'Aquileia col rovescio
Ecclesia restituta eoe alto; mi confortano in tale opinione l'essere egli stato al servizio del patriarca e più ancora l'analogia
di stile fra questa e la medaglia di re Alfonso.
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