Archivio storico dell'arte — 1.1888

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

riunione dei tre palazzi Capitolini, opera dell'ar-
chitetto cav. Erzoch, per la quale i giornali cit-
tadini hanno avuto parole di encomio. Il cava-
liere Erzoch, eseguendo in fretta e furia la sua
opera di pochi giorni, è riuscito a cattivarsi la
benevola attenzione del pubblico, col ricordarsi
che quando si tratta di por la mano sopra monu-
menti pregevoli per modificarli in qualsiasi modo,
il meglio che possa farsi è lo attenersi, più che
sia possibile, al già fatto. Val meglio una copia
ben eseguita che un brutto originale. Il cav. Er-
zoch ha fatto una bella copia, mettendoci del
suo (che non è poco) una ben adatta disposizione
delle parti, un'armonia d'insieme che piace e
che ha fatto a molti desiderare che il legno e la
tela diventino (con qualche modificazione che un
più quieto esame del lavoro può suggerire) pie-
tre e mattoni.

— Tra le opere d'arte sollecitamente finite
per la venuta dell'imperatore dobbiamo noi an-
noverare anche la fontana di Termini? Ahimè
no! Quella non è un'opera, finora, d'arte, ma di
scalpellino: nè valgono a renderla diversa quei
quattro leoni di gesso verniciati a bronzo che le
sono addossati. Anche la collocazione di questi
non mi pare troppo soddisfacente. Situati in dia-
gonale, come quelli di piazza del Popolo sotto
l'obelisco, avrebbero, parmi, fatto maggior figura.
La tazza della fontana troppo alta nuoce non
poco al suo effetto: confessiamo adunque che se
la ricca massa delle acque zampillanti e i giuo-
chi teatrali della luce elettrica rendono questa
fontana un ornamento non ispregevole per que-
sta Roma, già tanto ricca in fontane monumen-
tali; per quanto concerne l'arte propriamente
detta, rimane, senz'altro, al di sotto di molte
altre. Sappiamo però che si pensa di abbellirla
con qualche ornamento artistico.

— Il Governo ha pubblicato in questi giorni
il programma di concorso per un'opera archi-

tettonica gigantesca, pel palazzo cioè del Parla-
mento nazionale. La mente, a questo nome, ri-
corre all' immenso palazzo che si specchia nel
Tamigi, di fronte a St. Thomas Hospital, e che
costò all' Inghilterra non meno di 75 milioni.
L'Italia certo non erigerà un colosso come quello;
ma v'è pericolo che le enormi difficoltà plani-
metriche che presenta la località prescelta va-
dano a compensare la minore entità dell'edilìzio ?

Questo palazzo deve, o dovrebbe, sorgere nel-
l'altura di Magnanapoli, ed occupare una vasta
zona di terreno nella quale si trovan compresi
gli avanzi del Foro Traiano e la Torre delle
Milizie, che dovranno essere rispettati. Questa
condizione non sarà una delle minori difficoltà
contro le quali dovrà combattere l'ingegno dei
concorrenti.

Il vasto edifizio dovrà accogliere ambedue i
rami del Parlamento nazionale, contener quindi
le aule per la Camera e pel Senato, e una terza
aula più grande per le sedute Reali. Dovrà poi
contenere tutto quanto è necessario pel servizio
dei due Corpi legislativi, secondo suggeriscono
i più moderni raffinamenti del lusso e delle co-
modità locali.

La somma messa a disposizione della Com-
missione Reale, che dovrà soprintendere al la-
voro, non mi sembra proporzionata all'entità dei
progetti da eseguirsi, poiché 25,000 lire da di-
stribuirsi fra cinque autori dei progetti migliori
non sembrano adeguato compenso alle loro fa-
tiche. E vero che al vincitore del concorso sarà
affidata l'esecuzione dell'opera con l'equa remu-
nerazione relativa: e sarà qualche cosa.

Il 31 ottobre del venturo anno, alle 3 pome-
ridiane, scadrà il termine improrogabile per la
presentazione dei progetti. Speriamo di vedere
qualche opera degna dell'antico nome italiano e
dell'antica magnificenza di Roma.

C. Galeazzi

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