Archivio storico dell'arte — 1.1888

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448 GLI ALLIEVI DI RAFFAELLO DURANTE IL PONTIFICATO DI CLEMENTE VII

fino a q° di, hanno havuto d. 600 e restono havere d. 400 » (Archivio di Stato di Firenze, n. 327,
fol. 23). 1

« 5 aprile D. cento d° di camera, che d. 50 pagati a M. Baldassarre da Pescia per Julio
pictore e d. cinquanta pagati a Giovan Frane, pictore e sono per uno accordo facto con loro.
M. Jac° Salviati di d. 1000 d° di cam. da pagare loro ogni mese, d. 100 che la pa paga comincio
d'ottobre proximo passato e sono per conto della pittura della sala de Pontefici, e fino a q° giorno
hanno havuto d. 700 e restono havere ancora d. 300 » (fol. 25).

« 3 luglio, (ai medesimi, 1000 d.) per l'ultima pagha e ogni loro resto di d. mille d° die. pa-
gliati loro per conto della pictura della sala de Pontefici, quali d. mille si sono pagati loro a d. cento
il mese e la pa pagha comincio d'octobre proximo passato » (fol. 31).

Un « Johannes Franciscus pictor », evidentemente il Penni (soprannominato il Fattore), riceve,
il 25 dicembre 1523, 50 ducati « prò pictura palei aulae consistorialis », e il 15 marzo 1524, 80 du-
cati per dipingere le bandiere della guardia svizzera e dei balestrieri; « due. octuaginta auri de
camera .... prò pictura banderiarum Helvetiorum et balestrariorum custodie palatii ».2

Forse è del pari al Penni che si riferisce il documento seguente: « 1534, 26 febbraio. Pro pictura
et utraque ex parte deauratura dictorurn pennonum (vexillis seu pennonibus magnis ad orna-
mentum tubarum equitum levis armature custodie S. Stis prò accessu Massiliam versus de sue
Beatitudinis ordine appositis) magistro Joanni Fiorentino pictori et coloribus .... due. 24 » (Man-
dati, 1531-1534, A, fol. 114).

Di tutti gli allievi di Raffaello, quegli che meglio seppe mantenersi nel favore di Clemente VII
fu il dolce ed elegante Giovan da Udine. Lo si trova occupato regolarmente, dal 1524 al 1534,
ora a dorare dei quadri, ora a dipingere delle fasce o degli stendardi.

Alcuni estratti basteranno per caratterizzare questi lavori.

1525, 10 maggio. A mastro Giovan da Udine a bon conto per fare dorare il quadro di Nostra
Donna (T. S. 1523-1527, fol. 74). — 1526, 26 luglio. 374 ducati d'oro della Camera per la pittura
di 17 bandiere o stendardi destinati ad Andrea Doria, capitano delle galere del papa. — 1528, 16 di-
cembre. 20 d. a conto sul prezzo di un baldacchino che dipinge per il papa. — 1529, 14 agosto.
5 ducati per « uno pome dorato fatto per lo sparviere di velo di seta e d'oro ». — 1530-1531.
300 ducati per sette « vexilla » dipinti per il forte Sant'Angelo. Nel 1531-1532 nuovi stendardi di-
pinti per la fiotta comandata da Antonio Doria. — 1534, 26 febbraio. Pittura e doratura di quattro
« vexilla seu penones » (oggi diciamo fiamme) destinate ai trombettieri della cavalleria leggiera
della guardia pontificia; queste fiamme, dipinte da ambedue i lati, avevano figurato al famoso con-
vegno di Marsiglia (« prò accessu Massiliam versus »).

Il restauro del mosaico dell'abside di San Pietro fu parimente uno di quei lavori relativamente
secondari affidati all'attivo ed ingegnoso cittadino d'Udine: 1531, 15 aprile: « A maestro Giovanni
da Udine per acconciatura del musaico di San Pietro due. 25 ». — 7 giugno: « Due. 10 di camera
a Mro Gio. da Udine per più stelle di bronzo per il musaicho ». — 1524, 28 settembre. Due. cen-
tum nonaginta auri de Cam.a de mandato ... magro Joanni de Utina pictori prò diversis laboreriis
factis ad usum S. D. N. » (arch. secr. Vai Intr. et Ex. C. A., 1523-1524, fol. 201 v).

1526, 26 luglio: « A m° Giovanni da Udine d. 374 d'oro di eh. per la pittura di 17 bandiere
overo stendardi delle quali 9 di tela 6 di tersanello (?) e 2 di domascho, le quali sono tute fatte
per el mco m. Andrea Doria chapitano delle ghalere di Nostro Sre » (Firenze, archivio di Santa Maria
Novella, 331, fol. 6 v. Registri segnalati dal Milanesi).

1528, 16 dicembre: « Mro Giovanni da Udine pictore per conto d'uno baldachino che depignie
per la Sta di nostro Sre de dare addi 16 di dicembre d. venti d° di Ca... per tanti pagatoli a buon
conto sopra la pictura di dicto baldachino » (Firenze, n. 329, fol. 11).

1529,14 agosto: « D. 5 a Mro Giovan da Udine... quali se li sono pagati per chosto d'uno pome
dorato fatto per lo sparviere di velo di seta e d'oro » (ibid. fol. 25).

1529, 14 agosto: « Magro Joanni d'Udino pictori in loco Bartholomei de Pistorio castri S. Angeli

1 Documento segnalato da R. G. Milanesi, Vasari, t. IV, p. 645, t. V, p. 529.

2 Archivio segreto Vaticano, f. 1523-152*1, ff. 113, 160 v.
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