Archivio storico dell'arte — 1.1888

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NUOVI DOCUMENTI

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« Pisano de Verona.

« Egregie etc. — Remanemo satisfacti per la toa
lettera circa quanto rechiedevemo saver da ti de
quelle camere et luogi clic solevi tenire qui in
corte. A la presente tu scrivi domandando dinari etc.
Al presente dio sa [se] noy te ne poressemo dare
alcuno. Ma in questo tempo che differarai la toa
partita per andare ala majestà del Re, corno tu di1
haver deliberato : vederemo sei sera possibile farte
alcuna provisione, e possendo lo faremo de bona
voglia, perchè la natura nostra sempre è stata de
satisfare volentera a chi debe havere da noi. — Man-
tue, xi marcii 1444 ».

Il marchese Gian Francesco di lì a poco mo-
riva e il carteggio del suo figlio e successore Lodo-
vico non offre alcuna notizia intorno al Pisano, il
quale tuttavia deve essere stato in relazione con lui
e fors'anche tornò a Mantova nel 1447, anno in cui
modellò le medaglie di Lodovico e di sua sorella
Cecilia Gonzaga. 1

Solo alcuni documenti di molto posteriori ci par-
lano del Pisano e quantunque di minor interesse dei
più sopra riportati, non sono da trascurarsi total-
mente, in quanto che ci dimostrano come durasse
viva la fama e la memoria di lui e quanto studio
si avesse di conservarne le opere. Una lettera da Bo-
logna accenna alla medaglia di Lodovico Gonzaga
solo di sfuggita, ma merita pur essa di essere ri-
prodotta, perchè vi sono contenute altre notizie arti-
stiche importantissime.

« IH.™ princeps et excelse due, dne mi singu-
laris etc. — Novamente retrovandomi ala presentia
de misser Zoanne di Bentivogli e de molf/altri, fra
i quali se determinava del ornato del palazo de la
sua mag.ia, se devene a questa conclusione : de ornar
gli spatii de li archi sopra i capitelli del cortile de
quello, com molte imagine de antiqui romani e dopo
queste interserire alqune imagine de Segnor dignis-
simi de Italia: fra le S.rie di quali fu commemorata
la imagine de la vostra S. segondo la medaglia vechia
del Pisano, e non volendo però assentire a quella,

1 La dimora del Pisanello a Mantova nel 1447 non è compro-
vata da alcun documento; vi sono, è vero, le medaglie .sovraccennato
con questa data, ma non è affatto improbabile che l'artista le abbia
eseguite a Milano, dove appunto si trovava in quel tempo.

Un'altra circostanza da non trascurarsi è la data della medaglia
di Belloto Cùmano, fatta nel 1447 come le due di Lodovico e Cecilia
Gonzaga. Intorno a questo Belloto Cùmano, di cui dirò più avanti,
nessuna notizia ho trovato negli archivi mantovani e parrebbe quindi
che la sua medaglia sia stata lavorata in altro luogo che non a
Man tova.

Circa poi l'opinione sostenuta dallo Heiss che la medaglia di
Gian Francesco Gonzaga sia postuma, credo che a sfatarla comple-
tamente basti la prova delle relazioni che col detto principe ebbe il
Pisano, già dimostrate dal Venturi (Il Pisanello a Ferrara), ed ora
suffragate da queste lettere. Anche la medaglia di Vittorino da Feltro
deve essere contemporanea a quella di Gian Francesco.

sei se potesse far di mancho, dimandono: sei ce era
imagine che demostrassi la faza de la vostra S. se-
gondo el tempo presente: fu resposto che a Bologna
non era alquna nè in scultura nè in pictura segondo
l'antiqua imagine, et io com quello che desidero lo
honore ampio e memoria perpetua de vostra S.ria in
la qual ho summa fede e speranza di meglio, dette
intentione ala mag.tia de misser Zoanne, non però
certa, de tener modo, sei fusse possebile haverla, aciò
se compesse sua voglia: Per la qual cosa non retro-
vando modo alquno per conseguer tal effecto delli-
gentemente sono pregar la vostra Ill.ma S. se voglia
dignare de drisarla qui a chi par e piaze a quella
e più presto sia possibile, perchè voleno sia finito ci
chortile ala venuta de la Ill.ma madona principessa.
Una cosa prego vostra S. che questa domanda non
sia attribuita a prosumptione alquna ma a la cupi-
ditate de la perpetua memoria de la vostra S. tra
bolognesi. Ala quale sempre me recomando. Data
Bononie die 28 maij 1465.

« Eiusdem dominationis vestre

« Servitor fidelissimus
« Bernardinus Benedusius ».

[fuori] « Ill.mo Principi et excelso dno dno mar-
chioni Mantue dno suo metuendissimo etc. — Man-
tue ».1

Le tre lettere che seguono sono relative alla rovina
di una sala dipinta dal Pisanello, accaduta nel 1480;
Filippo Andreasi ne avvisava il marchese Federico
in questi termini :

« Illustrissimo Si. mio. — Eri sera da circha ala
prima ora de nocte cascò una giave et parte de la
soffita de la sala del Pisanello. Le altre giave ri-
maste, secundo dice Job soprastante, son marce in
li muri et stano male. Questa matina io gli andai a
bonora insieme cum m.ro Luca per fargli fare tal
provisione chel resto non venga in ruvina: non se
gli mancarà per mantenire quella et anche altro.
Ala grafia de v.ra Ill.ma Si. sempre me gli ricomando.
Mantue, 15 decembris 1840.

«D. V. Ill.lue

« servitor fìdelis Philippus
« de Andreasiis cum recom. » 2

Contemporaneamente scriveva al marchese anche
l'architetto Luca Fancelli:

« 111. p. et ex. dne dne mi singularissime etc.
A questi di pasati per dubio non chagise la sofita
della sala biancha Fabian fata discharigar d'un gran
peso de parechi cara de pezame de chopi e chome
credo siate avisato è chaduto una chorda da chiave
della salla del Pisanello, chon una parte di sofita,
perchè tute dite chorde sono state azunte per lo
pasato perchè erano marze nel muro e non ano so-

1 Archivio Gonzaga, Carteggio di Bologna.

2 Arch. sudd. Carteggio interno.
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