Archivio storico dell'arte — 2.1889

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LUCA DELLA ROBBIA

ED I SUOI PRECURSORI IN FIRENZE

ell'occasione dell'esposizione dell'arte ceramica in Roma ritorna
alla nostra mente il nome di un artista, il quale coli'invenzione
delle statue in terra cotta invetriate ha fatto sì, che anche
l'arte maggiore trovasse nella ceramica un mezzo di esplicarsi ;
di un artista, il quale, insieme a' suoi parenti più giovani, ha
prodotto una quantità quasi incalcolabile di tali sculture, che
si devono annoverare fra le più gentili e più apprezzabili opere
d'arte del Rinascimento. Già il Vasari, parlando delle terre cotte
invetriate di Luca della Robbia, cosi le celebra: « Ne venne
arricchiio il inondo e l'arte del disegno d'un'arte nuova, utile
e bellissima, ed egli di gloria e lode immortale e perpetua. »
Quando si nomina Luca della Robbia, il nostro pensiero
di solito corre appunto a quelle numerose statue di terra cotta invetriala, che sono sparse per
tutta la Toscana, e che vediamo con sorpresa perfino nelle più piccole chiese dei remoti luoghi
degli Appennini e al Monte Amiata. Se però tutti i lavori che passano sotto il nome di Luca della
Robbia fossero realmente di sua mano, in tal caso la fama di iniziatore del Rinascimento, ch'egli
divide con Donatello e col Ghiberti, sarebbe esagerata, ed anzi ingiustificata, giacche, oltre ad alcune
opere veramente da maestro, avrebbe fatto anche numerosi lavori eseguiti in fretta, e alcuni addi-
rittura rozzi. Senonchè anche in questo, come in parecchi simili casi nell'arte, si abusa del nome
del maestro attribuendogli i lavori de' suoi allievi e garzoni. Un grandissimo numero di queste
statue invetriate non ha nulla a che fare con Luca; esse sono lavori di suo nipote Andrea, o dei
figli o degli scolari di questo, e per la maggior parte sono state eseguite mezzo secolo, o perfino
un secolo intero, dopo la sua morte.

Quello che io dico non è punto una cosa nuova; già il Vasari nella biografia de'vari artisti
della famiglia della Robbia ci dà un punto d'appoggio sicuro per una distinzione critica delle
statue in terra cotta invetriata; e se anche per molto tempo ciò fu trascurato, pure le recenti
ricerche artistiche latte in Germania ed in Francia colla guida del Vasari e sul fondamento dei
nuovi documenti, sono riuscite a stabilire una caratteristica dei vari artisti della famiglia della
Robbia ed una separazione de' loro lavori. Però nella patria stessa di Luca, alta quale dobbiamo
i documenti, queste nuove indagini non furono quasi prese in considerazione, ed anche i ricerca-
lori italiani non ne tennero conto; cosicché il libro del Cavallucci sulla famiglia dei della Robbia
dovrebbe nella parte critica essere completamente rifallo sulla base di quanto ha pubblicato il
Molinier, e perfino Anselmo Anselmi nel suo eccellente articolo m\VAltare romano nella chiesa
di S. Medardo in Arceria (pubblicato in questo Archivio, anno i, fase, ix), nella asserzione finale
che, quantunque i documenti ne indichino come autore Giovanni della Robbia, tuttavia le statue

Archivio Storico dell'Arte - Anno ii, Fase. i.
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