Archivio storico dell'arte — 2.1889

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UMBERTO ROSSI

dei Normanni: e questo corno, secondo una noticina annessavi, sarebbe appartenuto a Kollone,
primo duca di Normandia ed era una volta conservato alla Sainte-Chapelle a Parigi.

È posteriore un altro corno foggiato a cono tronco, la cui superficie è divisa in sei sezioni
adorne di rabeschi con animali, di stile bisantino; su una di queste sezioni è scritto a grandi let-
tere il nome MAVRICIVS, in caratteri che già accennano al gotico e che quindi consigliano ad
assegnare questo pezzo al dodicesimo secolo. E l'orse gli è contemporaneo un frammento di pettine
su cui e espressa l'andata in Egitto: la vergine cavalca un asino ed ha davanti a sé il bambino
che coglie frutti da una pianta: san Giuseppe in abito da pellegrino tien l'animale per la briglia,
e lo guida verso un edifìcio che lascia vedere dalle finestre delle statue di divinità rovesciate.
Sotto vi è una leggenda: EHGIPTI • SIMVLAGRA • FVtìVAT • PRESENCIA • XPI.

Ma la via lunga mi sospinge ed io non finirei se dovessi rammentare tutto ciò che esce dal
comune, per cui cercherò di essere breve e insieme di non passar sotto silenzio alcuno dei pezzi
più importanti. Dirò prima di tutto degli oggetti destinati ad uso sacro che naturalmente sono i
più numerosi: e comincierò da una cassetta che contiene tre ricci di pastorale in avorio. Il più
antico risale al secolo xi e la sua voluta termina a fogliami entro cui sfanno due uomini nudi ;
è un bel lavoro che però risente un po' troppo dell'arte bisantina e che forse fu eseguito nell'Italia
settentrionale. Il secondo, del secolo xm, ha la voluta composta di fogliami e di animali insieme
intrecciati, che termina secondo l'uso di quei tempi in un serpente: verso il punto in cui il riccio
s'innesta sul nodo è figurato un vescovo in abiti pontificali assistito da due sacerdoti e da due
chierici; nel nodo sono scolpiti diversi santi. Il terzo, di tipo piuttosto comune, è di lavoro fran-
cese del secolo xiv, ed è similissimo ad uno che è descritto nel catalogo della collezione Soltykolf
al n. 202: la voluta si chiude riattaccandosi all'asta del pastorale e incorniciando così due basso-
rilievi, uno dei quali rappresenta la crocifissione, l'altro la vergine fra due angeli.

I dittici saci'i sono parecchi e appartengono quasi tutti alla grande scuola francese di scultura
che fiori nel secolo xiv. E specialmente degno di nota un grande dittico diviso in quattro scom-
partimenti su cui si seguono la Crocifissione, l'Adorazione de' Magi, il Giudizio universale e l'In-
coronazione della vergine. L'arie in queste tavolette accenna già un grande progresso: soltanto
la trattazione del nudo è ancora molto primitiva e le figure contorte e scorrette di Cristo sulla
croce stonano assai in mezzo a quelle degli altri personaggi vestiti e ammantati con certa eleganza
senza che i panneggiamenti servano di maschera alla sproporzione delle membra. Tuttavia quando
si considerino con attenzione, questi dittici perdono l'interesse che pare abbiano a prima vista :
l'uniformità dei soggetti e del modo di trattarli non depone gran fatto in favore del genio in-
ventivo degli artisti francesi che hanno il merito di avere esercitato la scultura in avorio come
arte industriale, dandole uno sviluppo quale non s'era mai veduto in occidente lino allora.

Non tutti però i dittici della collezione Garrand sono di fabbrica francese : ve n'è uno piccolo
terminato a sesto acuto, nel quale si rivela il realismo dell'antica scuola fiamminga e che rap-
presenta la vergine coronala da due angeli e la Crocifissione. Un altro, in cui le dorature e i
colori non men che la scelta e la maniera di figurare i varia soggetti, tradiscono l'origine ila-
liana, è diviso in due piani: superiormente si succedono l'Annunciazione, la Visitazione e l'Ado-
razione dei pastori; sotto, l'Andata dei magi ad Erode, l'Adorazione deimagi e la Strage degli
innocenti-

Una bella statua di Madonna seduta, col bambino in grembo benedicente alla latina è forse
opera dell'Italia del nord, riferibile al secolo xm ; dietro il sedile è praticata un'incavatura che
servì probabilmente a contener reliquie.

Spetta alla serie degli avorii un altro reliquiario composto di una grande cornice di bronzo
dorato sulla quale sono rapportati ornamenti a fogliami e paste di vetro: in mezzo v'è una sta-
tuetta d'avorio di santa Caterina coronata, assisa in una sedia a finissimi trafori e in atto di
calpestare un uomo in abito x'eale che sembra implori pietà: nella parte inferiore della cornice
vi sono due piccoli smalti e una custodia per le reliquie. Questo bel prodotto dell'arte borgognona
proviene dalla collezione Mordrey e spetta alla fine del xiv secolo.

Diverse statuette di Madonna col bambino si possono classificare fra i lavori francesi del
secolo xiv : una tra le altre è notevole per l'accuratezza dell'esecuzione che si manifesta sopra-
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