Archivio storico dell'arte — 2.1889

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LA PINACOTECA COMUNALE MARTINENGO IN BRESCIA

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cato dal Bidelli come «uno di casa Lusaga». 1 Nel fondo uri vasto paesaggio. In un angolo della
tela, come avverte il Cavalcasene, si legge la data MRXLII. L'intonazione un po'torbida e velata
del dipinto accenna infatti all'età più provetta dell'autore, nella quale egli veniva modificando man
mano in questo senso la sua tavolozza, finché essa divenne da ultimo, nei pochi anni che superò la
metà del secolo, sensibilmente plumbea ed opaca.

Più tozza e meno ispirata è altra tela centinata, eseguita a tempera, conservatissima, rappre-
sentante la Madonna col Bambino e San Giuseppe davanti alla consueta capanna, con due pastori
di dietro, ch'è pure un recente acquisto fatto dal municipio, sempre opportuno per rappresentare
ulteriormente il pittore (n. 9).

Caratteristico per i suoi accordi grigi argentini è il Cristo seduto, dopo la flagellazione, con
un angelo di dietro che presenta la veste intrisa di sangue, opera apparentemente posteriore
anch'essa al quarto decennio del secolo (n. 2G).

Infine non vuole essere dimenticata fra i quadri provenienti dalle chiese, la tela della Discesa,
dello Spirito Santo, per quanto non vada noverala di cerio fra le migliori cose del Moretto. (Porla
il n. 2!)). Oltre che il soggetto di per se stesso esce già dalla sfera consueta delle sue composizioni
di argomento religioso, vi si nota una certa pesantezza, sia nelle forme, sia nel colorito, una
intonazione rossastra nell' incarnato delle figure alquanto ordinarie, da rammentare, come già
ebbe a rilevare il sullodato storiografo dell'arte, 2 lo scolaro del Moretto, il bergamasco G-iovan
Battista Moroni, pittore altrettanto valente nell'arie del ritrarre le figure dal vero, quanto sgra-
ziato e povero nei soggetti ideali. Quando si tenga conto in fatti dei ripetuti esempi che si hanno
di opere condotte dal giovane Moroni, ad imitazione di quello del maestro, non dovrebbe apparire
inverosimile ch'egli avesse pure prestato l'opera sua nel compimento di qualche lavoro commesso
al pittore bresciano, come potrebbe essere avvenuto nella circostanza di codesla Discesa dello
Spirilo Santo, di effetto alquanto studiato ed accademico, non ostante certi pregi della invenzione,
in ispecie nella bella prospettiva e nei motivi architettonici.:i

Una mancanza sensibile nella nuova pinacoteca bresciana è quella di qualche ritratto, che
rappresenti degnamente il valore del Moretto in simile genere di pitture; poiché quello di un flo-
rido gentiluomo in pittoresco costume del tempo (un antenato della famiglia Borgondio Sala), per
quanto attraente a prima vista, non verifica in sè tutte le finezze nè il modo d'interpretare le
forme, proprio del maestro stesso, sicché non saprei accettare senza esitazione l'attribuzione al
Bonvicino, affermata dal catalogo, al n. 19. E in vero ben altri ritratti di mano del Moretto si
vedevano pochi anni or sono fra private mura bresciane, due dei quali stanno ora a testimoniare
delle sue peregrine disposizioni allo studio del vero, poeticamente idealizzato, in una grande rac-
colta, continuamente frequentata da amatori e da intelligenti d'ogni nazione, quale è la galleria
Nazionale inglese in Londra. 4

Seguirono le traccie dei due grandi artisti bresciani dei quali si è discorso fin qui, e massime
quelle del Romanino, altri due concittadini di vaglia, Lattanzio Gambara, cioè a dire, e Giovan
Girolamo Savoldo. Buon decoratore il primo e vivace frescanle, come attestano tuttora in pubblico
parecchie case da lui ornate in Brescia. La pinacoteca ne porge due esempi in un ritratto di lui

1 Vedi Ridoi.fi, Maraviglie della pittura, I, p. 345.

2 IIistory of painting, oca p. 413.

3 Fra i dipinti del Moroni in dipendenza diretta
dal Moretto si potrebbero citare, anzi tutto, una com-
posizione a mozzo figuro nella pinacoteca di Brera, poi
1' Uccisione di san Pietro martire in casa Bonomi Ce-
rerìa quivi, dall'originale del Bonvicino all'Ambrosiana,
un San Gerolamo leggente nella civica galleria Carrara
in Bergamo, una Assunta nella chiesa parrocchiale di
Cenate, una Santa Chiara in Santa Maria Maggiore a
Trento, dove avvi pure una celebrata pala del Moretto,
nella (malo credo vi sia da constatare egualmente la
collaborazione dello scolaro bergamasco, e parecchi altri.

4 Proveniente dalla galloria Lechi vi è il ritratto a
mozza figura del conte Sciarra Martinongo Cosaresco,
che medita di vendicare la morte del padre; dalla gal-
leria Fenàróli quello da capo a piedi del simpatico gen-
tiluomo, datato dell'anno 1526. Vedi in proposito Io scritto:
L'Arte italiana nella galleria Nazionale di Londra
pei' Gustavo Fri/./.oni, nell'Archivio storico italiano,
quarta serie, tomo V, anno 1880, p. 69. — Sir Henry
Li/yard, nella sua artistica dimora in Venezia, possiedo
una imponente e severa figura d'uomo, il quale sta
seduto, colle mani giunte in atto di preghiera questo
dipinto fu eseguito dal Bonvicino nella sua età più
provetta.
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