Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

Dipinto di Luca Giordano nella badia di
Montecassino. — Ad impedirò la distruzione di una
dolio maggiori e più ricche composizioni dol Giordano,
fu divisato di togliere la cagione dei guasti, prodotti
dalla umidità che trapela dalla faccia anteriore dol muro
che resta allo scoperto, o senza intonaco, sopra l'altezza
dol portico precedente la chiesa, in quella parto ap-
punto che corrispondo alla parto superiore della pittura.
Ma ora conviene risolvere il problema: so sia conve-
niente nascondere uno dei pochi avanzi dell'antica strut-
tura dell'edificio con asfalto e intonachi, e tanto più
che gì'intonachi con le areno del luogo non reggono
lungamente a cielo aperto, per l'asprezza del clima,
sopra quel monto. 0. M.

Chiesa di S. Salvatore in Paterno. — Per

la costruzione della ferrovia Solmona-Roma, fu espro-
priato quell'edificio posto in vicinanza della strada na-
zionale da Avezzano a Molina; ma trovandosi in osso
marmi antichi e pregevoli, fra cui una bella antichissima
porta, fu provveduto perchè quelli fossero esclusi dalla
cessione. Ailidati intanto al municipio, ne verrà fra
breve, secondo quanto ci viene assicurato, determinata
la collocazione definitiva. 0. M.

Castello svevo a Lucerà. — Il castello svevo
di Lucerà, monumento importante d'architettura me-
dioevale, di cui ora conservatisi pochi ma preziosi avanzi,
può dirsi, anche per gli avvenimenti a cui si collega,
il monumento più importante della regione.

Esso è tuttora in consogna dell'orfanotrofio militare
di Napoli, il quale por sua istituzione ne ha l'usufrutto,
che cesserà soltanto quando il castello medesimo do-
vesse esser restituito al servizio militare. Il municipio
di Lucerà è ora in trattative per l'acquisto di osso; o
il Ministero dell' Istruzione Pubblica dovrà studiare
quei provvedimenti che, pel mutarsi delle condizioni
di proprietà o di uso, si crederanno più opportuni alla
migliore conservazione di esso. E. A.

La pittura italiana moderna giudicata
all'estero. — In un articolo intorno all'ultima espo-
sizione artistica di Monaco, pubblicato nella Kolnìschc
Zeitung (anno 1888, n. 300) troviamo un giudizio inte-
ressante sullo stato della pittura odierna in Italia. L'au-
tore osserva che in tutto le ultime grandi esposizioni
la maggior quantità di quadri fu data appunto dall'I-
talia; o già questa quantità o questa facilità dol creare
è un sogno del rapido sviluppo della pittura italiana,
la quale, nella maggior parte de' suoi prodotti, mostra
un carattere speciale, il realistico. Solo chi ha qualche
conoscenza un po' intima delle varie scuole, sarà giunto
a scorgerò, che nella esposizione di Monaco, come in
quella di Bologna, lo singolo sale, le singole pareti
erano ordinato por scuole. I pittori italiani moderni
tendono principalmente a riprodurre lo coso cosi fedel-
mente ed indeterminatamente, come esse si mostrano al-

l'occhio in mezzo all'aria ed alla luce, e ciò per mozzo di
Semplici masse di colore, relativamente poche, nelle (piali
le particolarità si perdono. Per accrescere la grazia di
questa rappresentazione essi scelgono una luco forte e
viva ed una ricca coloritura. Per tal modo l'esecuzione
dei quadri, segnatamente di quelli di grandi propor-
zioni, è cosi larga ed indeterminata, che questo appa-
rente accozzamento di masse di colore acquista forma
e vita soltanto quando sia veduto a distanza. Ma un
osarne accurato dei quadri deve condurre a riconoscere
il sentimento veramente artistico e il carattere pieno
d'effetto della pittura italiana moderna.

L'A. ritiene che in nessun altro paese la pittura
sia cosi fresca, cosi semplice, cosi naturalistica come
in Italia. Gli artisti amano proclamarsi indipendenti
affatto dall'aite antica e si compiacciono esercitare la
più acuta critica contro gli antichi maestri. Ma anche
se non si voglia considerare che ogni artista cresciuto
a Venezia, a Firenze, a Roma, ha preso in sè incon-
sciamente una buona parte dell'arte antica, che ad
ogni passo gli si para incontro, tuttavia a questo ripudio
dol passato e a questa quasi brutale limitazione alla
sola natura, la pittura odierna in Italia deve tutta la
sua scioltezza e la sua grazia nella riproduzione della
natura. Il nuovo sviluppo, non solo dell'arte, ma di tutta
la vita italiana si fonda in generale su una ribellione
al passato, la quale, non accompagnata da manifesta-
zioni estorno, è tuttavia più viva di quella generata in
Francia dalla grande rivoluzione. Chi visita per la prima
volta la culla dell'aito ed ha occhi anche per la vita
moderna, rimarrà inorridito, vedendo in qual modo gli
Italiani vivano in mezzo ai tesori dell'arte, come tutta
la loro vita sia la più alta antitesi del passato, dal
quale non si lasciano toccare, passandovi accanto come
presso ai resti dell'epoca dei barbari. Così avviene anche
nell'arte, mi forse col minimo danno, inquantochè ap-
punto in questo modo gli artisti italiani hanno appreso
a vedere direttamente la natura ed il loro naturalismo
ha acquistato speciale freschezza e forza.

Quanto si è detto rende facile comprendere come i
due principali indirizzi dell'arte italiana sieno il pae-
saggio e la pittura di genere, o la fusione di en-
trambi. La pittura storica, presentemente in Italia
molto trascurata, richiede nella composizione e nella
concezione uno studio ed un raccoglimento che non
sono nel carattere dei nostri artisti; e per le stesse
ragioni non fiorisco nemmeno il ritratto. Ma al con-
trario gli artisti italiani riproducono il loro paese ed
il loro popolo con tale varietà, freschezza e colorito,
che nessun altro li può eguagliare. Dal tempo di Ca-
nale o di Belotto appena oggi s'è ridestato in essi il
sentimento della bellezza della loro patria. Ma essi la
osservano in modo affatto differente dagli stranieri. Le
grandi forme classiche, i toni delicati del colore sono
cose comuni; ossi provano invece una gioia infantile
nella bellezza generale del paese in tutti i vari mo-
menti del giorno e della stagione ; da questa attingono
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