Archivio storico dell'arte — 2.1889

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

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— Il convento e la monumentale chiosa di Classe presso
Ravenna sono stati ridotti a museo nazionale, destinato
ad accogliere gli oggetti d'arte che si trovano già, o
che verranno in luco in quella città e nel suo ter-
ritorio. Ravenna, che sul declinare dell'impero d'Oc-
cidente, raccolse la eredità di Roma moribonda; che fu
sede dei re goti, dopo esserlo stata degli ultimi im-
peratori, e continuò sotto gli esarchi a mantener vive
lo tradizioni romane, Ravenna, che possiedo tanti mo-
numenti della più grande importanza artistica e storica,
meritava bene di avere un museo nazionale degno della
sua storia.

E questo avrà per le cure indefesse del comm. Pazzi,
che sta attivamente ordinandolo.

Riassumiamo da un articolo della Nazione di Firenze
alcune notizie su questa importantissima istituzione.

La sala che dà accesso all'antico refettorio del con-
vento di Classe contiene uno stupendo affresco di Luca
Longhi e una quantità di ornati marmorei del xvii
secolo, pregevolissimi, come pregevolissime sono le vo-
triere colorate del refettorio, opera del secolo scorso.

Seguono due grandi gallerie chiuse a cristalli, le
quali contengono una collezione epigrafica di oltre du-
gento iscrizioni latine e greche, pagane e cristiane, e
una raccolta di cippi, busti, capitelli, bassi rilievi e
ornati greci e romani dei migliori tempi; il tutto clas-
sificato secondo i dottami della istoria e dell'arte.

A questa nobilissima parte del museo tien dietro
un corridoio che conterrà una raccolta singolarissima
e interessantissima di mattoni romani e bizantini.

Nel chiostro troveranno luogo i fittili, tanto del
vecchio museo che quelli di nuovo pervenuti; vasi ci-
nerari, olle, anfore, lucerne, balsamari, ecc., i quali co-
stituiranno un'altra raccolta ammirabile.

La stupenda chiesa di Classe è stata puro ridotta
a museo. Divisa in tre scomparti, contiene nel primo,
frammenti architettonici bizantini; nel secondo, capitelli,
mensole, cibori e altri oggetti dell'epoca del Rinasci-
mento ; nel terzo, colonne, candeliere del Lombardi,
autore del chiostro; un superbo antiporto del xvi se-
colo, una statua colossale del pap i Corsini, e sei al-
tari di pregiato lavoro del secolo xvn, adorni tutti di
colonne e di tarsie di marmi orientali.

La sala della sagrestia, ricca di due magnifiche
colonne di porfido sanguigno e di una parete intagliata
in legno nel xvn secolo, è destinata ai lavori in avo-
rio, in legno e in madreperla, dell'epoca bizantina, ai
bronzi, ai sigilli, alle monete, agli arredi sacri, allo ce-
ramiche e ad altri oggetti di gran pregio che la ren-
deranno una delle parti più ricche di questo museo.

Gli oggetti che già vi sono collocati, gli altri che
devono esservi deposti, e quelli che in seguito usciran-
no in luce per gli scavi, verranno a costituire una
suppellettile per quantità e per qualità preziosissima,
e il museo Nazionale di Ravenna prenderà posto tra
le più importanti collezioni provinciali.

E Ravenna dovrà gratitudine grande al suo citta-
dino benemerito che sta con tanta cura ordinandola,
al governo e agli altri corpi morali che avran con-
tribuito a dotarla di un museo degno delle sue tradi-
zioni e del suo grande passato.

— Il sindaco di Roma, considerando che « per prov-
i vedere con armonia e continuità di concetti e di tra-
i dizioni .all'ordinato andamento dei servizi ed istituti di
carattere storico ed artistico dipendenti dal Comune è
necessaria una unità di criteri direttivi, di peculiari
studi e di speciale vigilanza » ha istituito presso il suo
gabinetto una Commissione permanente pei servizi di
carattere storico ed artistico, della quale ha chiamato
a far parte persone autorevoli nelle arti figurative, nel-
l'architettura e nella musica e amatori e studiosi di
cose patrie. La commissione, adunatasi sotto la presi-
denza del sindaco, ha deliberato di dividersi in sotto-
commissioni, le quali si riuniranno in sedute plenarie
per gli affari più rilevanti e di carattere generale, ed
ha incaricato alcuni de' suoi membri di preparare un
disegno di regolamento. La difficoltà maggiore è ora
quella di coordinare la nuova commissione con altre
speciali già esistenti, specialmente colla benemerita com-
missione archeologica.

Facciamo voti perché la nuova commissione perma-
nente, la quale in una città come Roma, dove l'arte e
la storia hanno tanti e così grandi interessi, corrisponde
ad un vero bisogno morale, dia frutti proporzionati al-
l'alto intendimento che l'ha ispirata.

Gennaio IS89. C. Gai.eazzi
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