Archivio storico dell'arte — 2.1889

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IL PALAZZO DI PIO IV IN MILANO

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tutto il ceppo gentile occorrente per la facciata, consegna che doveva cominciare alla metà del
successivo mese di,marzo per continuare senza interruzione. 1

E i lavori dovettero essere inlatti iniziati e condotti abbastanza celermente, giacché la parte
architettonica che venne realmente eseguita, rappresenta appunto tutto il lavoro compiuto in
quell'anno, giacché, in seguito alla morte di Pio IV avvenuta ai 6 di dicembre del 1565, la fab-
brica veniva interrotta in quello sialo in cui rimase per tre secoli, e il Seregni, al quale non
venne concesso di condurre a termine l'abitazione di Pio IV che era stato il suo mecenate, doveva
disegnare invece la parte decorativa del monumento che fu innalzato in duomo a quel pontefice milanese.

Non ci rimane ora che a ricostituire il progetto definitivo quale era slato iniziato, approfit-
tando delle assai scarse memorie che si sono conservate-
li disegno planimetrico clic riproduciamo (pag. 62) indica lo stalo del palazzo verso la line del
secolo xvn, pei' cui presenta la distribuzione ideata ed iniziata dal Seregni nel 1565, colle aggiunte
che verso il 1696 vennero (alte dal conte Giacomo Giuseppe Simonella. 2 Riesce facile il distin-

VEDUTA PROSPETTICA DEL PITTORE GALLI ANI
nell'Archivio Soia-Busca in Milano

1 Non sarà senza interesse il riportare il testo ori-
ginale di questa convenzione, la quale è l'unico docu-
mento che attesti come il Seregni sia stato l'archi-
tetto della fahbrica, e come i lavori siano stati intra-
presi solo nel marzo del 1565:

« 1565 adi 9 februar.

« Nota del accordio e mere to dil ceppo quale an-
derà a far la faciata de la Casa de S. Sta in brera de
Milano fato tra l'Ili.0 Sig. Filippo Serbellone a nome
de S. S.ta per una parte e M." Ant.° e Alberto da Mar-
chirolo e M.ro Gasparino da Carono, compagni cauatori
di esso ceppo per l'altra parte, quali tutti insieme di
comune voler prometteno e se obliga.no a dar tutto il
ceppo che in essa faciata intoruenira, di grossezza di onze
seij sino in quatro secondo gli sarà richiesto e questo
di ceppo gontille consegniate alla rippa del fosso de Mi-
lano a tutte sue spose, e detto S.<= 111.0 solo abbia a pagare
la discaregatura e conca per el pretio de soldi quaranta
per quadreto dico soldi 40 in lunghezza e larghezza se-
condo il bisognio e ordine li sarà dato per me Vinc.0

Seregnio Ingen.0 e occorendo gli interuenisse pezzi de
più grossezza delle ditte onze 6 se gli abbia da pagar
alla ratta del predito pretio e parimenti prometono, co-
menzando a mezzo il mese di marzo sino a tanto se po
lauorar in predara di darne continuo seij naueti per
caduno mese, e questo se intende a esser observato fra
l'ima e l'altra parto quali di comune voler si sono con-
uenuti di quanto nella presente si colitene. »

2 Questi lavori di aggiunta al concetto del Seregni
risultano dalla richiesta fatta dal conte Giacomo Giu-
seppe Simonetta nel 1695, di occupare una porzione di
area stradale allo scopo di poter disporre la nuova fab-
brica in linea retta con quella già esistente. La richie-
sta, conservata nell'archivio civico di S. Carpoforo nelle
carte « Famiglia Simonetta » è cosi concepita :

« Jll.mi S.i - Nella Fabrica intende fare il Conte
Giacomo Giuseppe Simonetta ser. hum. delle V. V. S. S.
Ili.mo per ampliare la sua casa da Nobile d'habita-
tiono, posta nella contrada di Brera in Porta nuova
parr. di S. Eusebio di già principiata, gli bisogna
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