Archivio storico dell'arte — 2.1889

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IL PALAZZO DI PIO IV IX MILANO

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guervi la parie originaria del palazzo giacché questa è corrispondente a quella tratta della fronte,
la quale porta la indicazione dello scomparto architettonico a colonne e pilastri, e il cui sviluppo
- di braccia mil. 80 - metri 48 - è suddiviso in tre parti mediante l'avanzamento del corpo cen-
trale costituito dalla porta fiancheggiata da due finestre per ogni lato. La porta conduceva alla
corte principale, sul. l'ondo della (piale si innalzava la parte più importante del palazzo, costituita
da un largo ed esleso corpo di fabbrica prospettante il vasto giardino, alle cui sale si accedeva
mediante un ampio vestibolo a colonne di marmo macchiar cecilia collo scalone a destra. Le scu-
derie si trovavano verso la via Brera, occupando l'ala destra della fronte.

Da queste disposizioni della pianta il partilo architettonico generale della fronte risulla es-
senzialmente differente da quelli presentali nei primi studii conservati alla biblioteca Ambro-
siana: notevoli modificazioni si ebbero anche nei particolari decorativi, i quali erano di molto
pregio. Sgraziatamente, come si disse al principio di questo studiò, all'alto della demolizione
della parte iniziala non venne fatto un rilievo architettonico, e neppure si provvide a l'olografie
di particolari. Il solo disegno dal véro che sinora ebbi a trovare è quello eseguito nello scorso secolo
dal pittore Gallia ni, (pag. 03) e che si conserva nell'archivio Soia-Busca, antico archivio Serhelloni. 1
.È un disegno troppo sommario per poterci dare i particolari decorativi, ma è sufficiente per indi-
carci lo stato in cui rimase inlerrolta la fabbrica il basamento si vede ultimalo lungo tutto lo
sviluppo della fronte, come pure è ultimato l'ordine dorico, nella parie a sinistra della porta, assieme
alle finestre del piano terreno le quali sono sormontale da quelle, finestrelle di piano ammezzalo
che furono una disposizione così carati eristica dell'Alessi. Nella parte a destra della porla, la deco-
razione in pietra dell'ordine terreno rimase inlerrolta alla metà circa delle colonne e delle fine-
stre: non si scorge nessun altro indizio sul concetto della parte superiore del primo piano, e
neppure della decorazione della porta, salvo che la interruzione della cornice dorica in corrispon-
denza alla colonna che inquadra il motivo della nicchia laterale alla porla, lascia supporre che
l'ingresso dovesse essere decoralo colla sporgenza di quattro colonne isolate, conforme al motivo
dall'Alessi adottalo nel palazzo Marino.

In fine devesi far menzione di una fotografia eseguila prima della demolizione del palazzo
nel 1805, della quale diamo pure la riproduzione.3 (pag. 04.)

Fortunatamente le ricerche e le indagini riguardo a questa facciala mi hanno fornito altri
elementi coi quali mi sarà possibile in un prossimo studio, di ricomporre ima parte di questo inte-
ressante esempio di architettura della seconda metà del cinquecento.

Luca Beltrami

certo sito della strada che riguarda nella med.a con-
trada di Brera, per poter attaccare per retta linea
dieta fabrica alla fabrica vecchia per renderla deco-
rosa et alla citta ancho cospicua che pero alle med.e
S. S. V. Ill.me fa ricorso d.to Conte. » - Cameretta
10 die. 1695.

Come risulta dalla planimetria riportata in questo
scritto, la rettifica dell'allineamento stradale dovette
servire più che altro ad ampliare la scuderia, la quale
nel concetto Seregni, si limitava assai probabilmente
all'ala destra del fabbricato, sulla stessa linea alla quale
corrispondeva il muro di testata dello scalone.

1 Di questa veduta presentiamo la riproduzione, la
quale venne già da me inserita nella pubblicazione Mi-
lano Vecchia del 1887, colla dichiarazione del nome
dell'architetto Vincenzo Seregni in base ai documenti

che fin d'allora aveva rintracciato, e che ora vengono
pubblicati per la prima volta.

'- Il Bianconi nella sua Nuova Guida di Milano,
stampata nel 1787, cosi giudicava questi frammenti:
« la facciata cominciata nel decimosesto secolo, ed an-
cora da finirsi, tutta di pietre, mostra nel dorico lus-
sureggiante ordine, sopra un continuo sbalzato zoccolo,
più desiderio di piacere, che rettitudine e semplicità.»
E dopo questo giudizio, nel quale già si sente l'influenza
del freddo classicismo.che allora guadagnava terreno,
si fa questa domanda : « Come ornare il secondo or-
dine di fronte del primo? »

3 La fotografia mi fu gentilmente comunicata dal-
l'onorevole conte G. Castelbarco Albani, presso il quale .
era conservata.

Archivio Storico dell'Arie. - Anno II, Fase. II.

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