Archivio storico dell'arte — 2.1889

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IL PRESUNTO STEFANO DA FERRARA

DELLA PINACOTECA DI BRERA IN MILANO

i

e il aiutar dei gusti col mutar dei tempi dipende spesso da
circostanze casuali e di capriccio, quali sono quelle inerenti
alla instabilità della moda, lo slesso non è a dirsi rispello al
mutamento di gusto artistico seguito dal principio del nostro
secolo in qua.

Siamo convinti quindi, che quella evoluzione che noi ab-
biamo veduto compiersi in favore della nostra arte del Quat-
trocento, sia fondata sopra basi più serie e più slabili di quelle
della moda, ossia venga giustificala da una più matura esti-
mazione dei pregi sostanziali della ingenua ed originale espres-
sione del carattere onde è improntata l'arte più precoce del
Rinascimento fra noi, in confronto di quella dei secoli po-
steriori.

Gli è in omaggio a tale considerazione che la Direzione della pinacoteca di Brera volle collo-
cato recentemente in un posto più accessibile all'osservatore uno dei più importanti monumenti
artistici fra i tanti che vi si trovano. Trattasi di un dipinto di vaste dimensioni (largo metri due
e mezzo, alto più di tre) clic a prima vista si presenta per un'antica pala da altare, e nella quale
il tipo della scuola di Ferrara del xv secolo, quale ci è noto per molteplici manifestazioni, chia-
ramente apparisce. Vi è rappresentata seduta in allo ed ornalo trono sotto un portico arioso la
Madonna col Bambino, in mezzo a due sante inginocchiate, mentre più a basso stanno in piedi dai
due lati due austeri santi di slanciata statura.1

Pervenuta alla galleria nel 1811, in seguito alle soppressioni napoleoniche, e classificata per
opera di Stefano da Ferrara, questo nome di autore doveva riuscire un vero enigma agli studiosi,
non polendo in verun modo essere identificato né con quello del più antico suo omonimo che
ebbe a decorare nel secolo xrv la cappella di S. Antonio da Padova nella chiesa del Santo
stesso, nè con quello del più recente, verosimilmente un debole scolaro del Garofalo, che unito al
cognome di Falzagalloni vien indicato a Ferrara quale autore di una pala colla data 1531, »ià in
Santa Maria in Vado, ora collocala in pinacoteca. 2

È da avvertire del resto che un' altra tavola di carattere ben diverso passava lino a pochi
anni or sono per opera di Stefano da Ferrara nella galleria di Brera. Intendiamo alludere a una

1 Vedasi nella tavola qui di fronte la riproduzione dotto a torto in relaziono a dotto dipinto apparisco dal
tolta dalla fotografia fattane dai fratelli Alinari di Fi- fatto che. egdi morì già nel 1500. Vedasi a questo pro-
ronzo colla attribuzione a Stefano da Ferrara. posito quanto no scrisse il BaRUFFALDT, Vite deipiltori

2 Che il cognome di Falzagalloni d'altronde sia ad- e scultori ferraresi. Voi. I, p. 156.
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