Archivio storico dell'arte — 2.1889

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GUSTAVO PRIZZGNI

cimi suoi quadri suole chiamarsi Baipassare forlivese. 1 Dalla data stessa della sua opera prin-
cipale'in Forlì, a. -1512, si ricava che l'ordine delle sue relazioni col Rondinelle), va precisamente in-
vertito da quello che ci vorrebbero lare accettare gli antichi scrittori ravennati* si ricava cioè a
dire elio il Rondinolio, già artista provetto nel secolo precedente, fosse l'anziano fra i due e che
il Forlivese, pittore del resto ben più mediocre, avesse invece da lui imparalo e cercato poi più
o meno d'imitarne la maniera, comò indicano infatti le pitture che ci rimangono di lui. Quanto al
di lui tìglio Matteo non ne troviamo altra menzioni1, ma è chiaro che la sua collaborazione alla
pala di Brera, dopo quanto si è notato sin qui, diventa vieppiù problematica per non dire im-
possibile. 2

Ora chi non vedrebbe chi1, dagli esempi midolli si può ricavare un utile ammaestramento,
quello cioè a diro della importanza manifesta che si compete ad una sensata interpretazione delle
testimonianze anche le più considerevoli per antichità o per altre circostanze, se si vuoiti proce-
dere con passo sicuro.nei progressi della scienza critica? Non mancherebbero d'altronde molti altri
casi a confermarlo,;

A che serve p. es. l'invocazione di un anlico documento che viene fatto dagli scrii tori di cose
bresciane per sostenere che un cerio accurato dipinto di una Annunciazione, sopra un aliare della
chiesa di sant'Alessandro, proviene dalla mano di Fra Gio. Angelico da Fiesole, quando il quadra
tutto quanto, sia nelle figuri1, sia negli accessorii architettonici ecc., accusa chiaramente la sua
origine venda contemporanea?

R per citare un esempio più generalmente nolo, si sa quale sia il giudizio dei conoscitori più
illuminati d'oggidì intorno a sei dipinti che Infiora vedonsi esposti e dal gran pubblico indistinta-
mente ammirali nella Tribuna degli Uffizi come opere di Rafaello. Por quanto si vogliano addurre
gl'inventari] medicei in proposito, due soli in renila fra i sei quadri si qualificano per opere uscite
dal pennello del divino Urbinate, mentre è ormai ovvio che, dei rimanenti, due si palesano per
open1 di scuola fiorentina, uno di scuola veneta, l'ultimo forse appartiene alla bolognese, ad ogni
modo ad epoca posteriore.

Il vero si ò che quella stessa disfinzione, che deve fare lo storico"in gènere fra la sussistenza dei
fatti e le opinioni che intorno ai medesimi si sono venule' formando, incombe al critico dell'arte,
e che la condizione essenziale perchè quest'ultimo vi riesca è, ch'egli si studii di coltivare inde-
fessamente l'esercizio dell'occhio insieme a quello della mente che lo guidi.

Gustavo Frizzoni

1 Così si firma infatti tanto in una pala elio si trova
ora nella patrocinale ili Leniate presso Milano, quanto
in un quadretto-a piccolo figure rappresentante l'Ado-
razione de' Magi nella galleria del sig. Benson a Londra
e nella grande tavola del 1512 elio stava sull'altare

maggiore di S. Mercuriale a Forlì, d'onde fu trasportata
nella pinacoteca comunale.

2 A onor del vero il Cavalcaseli già nella Ristori/ of
Painting in Norih Itali/ stampata parecchi aitai or sono ;
a p. 594, aggiudica al Rondinello il quadro' accennato.
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