Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 75
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.17
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.21
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0103
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0103
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
DEL LUOGO DI NASCITA DI LEONE LEONI

75

procedere alla elezione dei nuovi Riformatòri, trovasi il «cav. Leoni di Giov. Battista Leoni, come
assente di continuo » 1 Si comprende da tutto ciò che furono sempre mantenuti alla famiglia de' Leoni
i diritti della cittadinanza arci ina, quant unque continuamente assente, giusta quanto ivi è detto.

Gli scrittori che vogliono nativo di Arezzo Leone Leoni, si appoggiano al fallo innegabile che
Leo de Leonibus si chiamava sempre aretirius, qualifica che compare anche negli atti pubblici e pri-
vati da lui sottoscritti. Ciò por altro non decide punto la questione a favóre della loro opinione. Poteva
essere nato in Menaggio per dichiarazione pubblica a stampa fatta dallo storico contemporaneo Morigia,
accettata dallo Zani2 e portare egualmente la qualifica di aretino, a ricordo della patria d'origine.
Non mancano per verità altri esempi a quei tempi. Il celebre commentatore di Dante, Guniforto
Barzizza, detto anche Guiniforto Selli Bargigi, aprì gli occhi alla luco in Pavia nel 1406; tutta-
via egli si dichiarava sempre bergamasco (Bergomas) per accennare alla sua patria d'origine,
essendo cosa notoria come di Bergamo fosse suo padre Gasparino.3 Da ciò risulta all'evidenza come
l'epiteto di Bergomas assunto dal Barzizza debba essere consideralo non altrimenti che nel senso di
oriundo da Bergamo, da famiglia appartenente a quella città. Così Pier Candido Decembrio, segretario
del duca Filippo Maria Visconti, nato in Pavia il 24 ottobre 1399 e morto in Milano il 12 novembre 1477,
come è detto nell'epitafio scolpito sul monumento che gli fu eretto nel vestibolo della basilica di S. Am-
brogio in Milano, viene sempre indicato Vigevanasco, dacché Vigevano fu la sua patria d'origine. Lo
stesso si dica del famoso giureconsulto Giasone del Maino. Tutti sanno che nacque a Pesaro nel 1435,
eppure nelle varie edizioni delle sue opere figura sempre Jas'on mediolanensis. Di lui si conservano
anche parecchi consulti legali che portano la sua firma colle parole Jason mediolanensis. Per
effetto di una disposizione degli statuti di Milano indicata in una delle sue opere, «si è piuttosto
oriundi della città a cui appartiene il genitore, che non del luogo ove casualmente si è nati. » 1
Si comprende chiaramente ch'egli se ne valse per dirsi e chiamarsi ripetutamente milanese,
quantunque fosse nato a Pesaro, facendo valere che discendeva da illustre famiglia milanese. 5
Tutto ciò spiega ora benissimo il perchè anche Leone Leoni, (piai loro contemporaneo, giovandosi
della stessa disposizione si dicesse sempre Arelinus, non tenendo conto del luogo della sua nascita
che deve essere stato Menaggio, per quanto si è già esposto. Per meglio convincersi che non si
allontana punto dal vero questa interpretazione, basta por mente, che anche il figlio di Leone
Leoni, di nome Pompeo, aveva adottato di dirsi aretino, benché nato in Milano. Nel grande museo
nazionale di Madrid si ammira un gruppo in bronzo rappresentante l'imperatore Carlo V che
atterra e calpesta il demone dell'odio e del furore. Vicino ai piedi di questo mostro furono incise
in carattere minuto le seguenti parole: leo p. pomp. p. aret. f. 1504, il che vuol dire: « Leo
pater, Pompeius lilius, aretini, fecerunt 1504.»° Altrettanto si legge sulla statua dell'imperatrice
Isabella e su quella di Maria d'Austria regina d'Ungheria, che si trovano pure nello stesso museo
e che furono lavorate da Leone Leoni insieme al figlio Pompeo. 7 Ben si comprende come questi
due insigni statuarii preferissero dirsi aretini. Naturalmente doveva accrescere pregio alle loro opere
il farle ritenere lavoro di artisti provenienti dalla Toscana, ossia da quella plaga di terra in cui
primeggiavano nel modo più squisito il sentimento e la tecnica dell'arte.

' Per queste osservazioni d'induzione storica, credo che si debba ritenere vera la notizia data

1 Notizie favoritomi dall'onorevole sindaco di Arezzo,
a eoi rendo pubbliche grazie.

2 Vedi : Enciclopedia della belle arti voi. XI, p. 320.
:i Come pavese e professore di filosofia in questa

Università degli studi figura Guniforto Barzizza anche
nell'opera : Memorie e documenti per la storia dell' U-
niversità di Pavia (Pavia, 1878 parte I, pag. 155). Della
sua nascita in Pavia fa cenno il padre suo in un Memo-
riale che presentò al duca Filippo Maria Visconti, là
ove dice: hujus vestri Papiensis studii atque urbis, apud
quam natus fuerat (Vedi : Gasparini Barzizii Bergo-
matis et Guiniforti filii opera etc. Romao, 1723, pars I,
pag. 88). Eppure gli scrittori bergamaschi, nulla cu-

randosi del fatto ch'egli nacque in Pavia, lo procla-
mano sempre bergamasco, tacendo il nome del luogo,
ove ebbe realmente i natali.

4 Veggasi l'opera col titolo: Consiliorum sive re-
sponsòrum 1). Iasonis Maijni mediolanensis. Venetiis,
1581, tom. Ili, pag. 128. Consilium 77.

5 Di Giasone del Maino e degli scandali universi-
tari nel quattrocento abbiamo uno studio molto impor-
tante del dott. Ferdinando Gabotto, uscito alla luce
in Torino nel 1888.

0 E. Pi.on, 0]>. cit. pag. 282.

1 E. Pi.on, op. cit. pp. 287-288.
loading ...