Archivio storico dell'arte — 2.1889

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DEL LUOGO DI NASCITA DI LEONE LEONI

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statile antiche, le quali in Roma conservano il decoro dell'antichità, nella forma stessa e nella gran-
dezza, in cui si veggono i proprii originali. Haveva nondimeno una stanza col lume tolto nel mezzo
dalla parte più alta, dove stavano riposti molti quadri di Leonardo da Vinci, di Titiano e di altri
pittori, i quali fiorirono verso lo imperio di Carlo Quinto. » 1

Molte sono le opere d'arte che fanno onore al nome di Leone Leoni e si trovano indicale in
un ben ordinato catalogo, pubblicato nell'opera di Eugenio Plon (p. 249-316).

Fra i suoi lavori di maggior grido, merita speciale menzione quello che si ammira nella
cappella Medicea della cattedrale di Milano. Dall'opera di Gaetano Franchetti, contenente la storia
e descrizione di quel meraviglioso tempio, con trenta tavole sul rame, uscita alla luce in Milano
nel 1821, ed ornata nel frontespizio di un medaglione coll'efflgie del valentissimo scultore pavese
Giovanni Antonio Omodeo (Homodeus), tolgo le notizie che si riferiscono all'opera del Leoni. -
Fu il papa Pio IV (Gian Angelo Medici milanese) che con somma splendidezza volle erigere nel
maggior tempio di Milano, nel 15(34, un fastoso monumento a ricordo del proprio fratello Gian
Giacomo,3 marchese di Melegnano (m. 8 ottobre 1555) e per onorare la memoria dell'altro fratello
Gabriele (m. 1531).

Il Franchetti così scrive:

« Questo magnifico monumento disegnato dal divino Michelangelo,i è ornato di finissimi
marmi e di sei colonne di marmo orientale, mandale appositamente da Roma dal pontefice sud-
detto. Le cinque figure di bronzo sono di mano del celebre scultore Leone Leoni, detto il cava-
liere Aretino, che trasse i suoi natali nella terra di Menaggio sopra il lago di Como. La statua
di mezzo rappresenta Gian Giacomo in piedi che colla destra sostiene il lembo della veste mili-
tare e colla sinistra si appoggia all'elmo collocato sopra un tronco di albero. Ai due lati fra gli
intercolonnii, sono due belle statue sedenti, la Pace e, la Virtù militare ■' in atto mesto e dolente;
le altre due più in alto figurano la Provvidenza « e la Fama, e nel mezzo vedesi un bassorilievo
pure di bronzo, dello slesso Leoni, rappresentante la Natività di Cristo. Egli operò parimenti
gli altri due bassorilievi7 e fece i duo candelabri sopra le colonne laterali. Delle due iscrizioni a
lettere di bronzo, l'ima si riferisce a Gian Giacomo, l'altra a Gabriele, di lui fratello. » Ecco ciò
che vi è detto:

,10. JACOBO MUDICI MARCHIONI MEREGNANI EXIMII ANIMI ET C0NS1L1I VIRO " MVLTIS VICT0RI1S PER
TOTAM FERE EVROPAM PARTIS ' APVD OMNES GENTES CLARISSIMO " CVM AD EXITVM VITAE ANNO AETATIS
LX ' PERVENISSE!'.

GABRIELI ■ MEDICI 1 INGENII 1 ET - FORTITVDINIS 1 EXIMIAE 1 ADOLESCENTI ' POST ' CLADEM ' RHETIS 1 ET 1
FRANCISCO ' II - SFORTIAE 1 ILLATAM ' NAVALI 1 PRAELIO ' DVM • VINCIT • CVM - IXVICTI 1 ANIMI 1
GLORIA - INTERFECTO.

Negli Annali della fabbrica del Duomo di Milano dall'origine fino al presente, è riferita una

' Op. cit. Milano, 1619.

2 Veggasi dalla pag. 66 alla 69.

3 Questo Medici, imo dogli ultimi capitani di ven-
tura che ebbe l'Italia, è chiamato dagli storici col ti-
tolo di Medichino o Médeghino per distinguerlo dai
Mollici di Toscana, coi quali non aveva di connine elio
il cognome.

4 Così s'è ritenuto da molti scrittori, ed anche dal
contemporaneo Vasari, ma forse erroneamente. Da una
novella del fiorentino Celio Malbspini, che è ]'85a delle
sue Dugenlo Novelle, pubblicato in Venezia nel 1609,
si rileva che a Michelangelo Bonarroti sarebbe stato
bensì offerto dal papi l'allestimento del disegno, ma
si accenna che nell'atto stesso in cui egli dichiarava di

non accettare l'onorevole incarico per la sua avanzata
età, avesse proposto in sua vece Leone Leoni, « come
ben adatto per simile improsa e più accomodato, mas-
simamente abitando egli in Mi'ano ». Si dove quindi
ritenore che lo stesso Leoni abbia dato anche il dise-
gno di così suporbo mausoleo. Paolo Moiugia nel suo
libro il Duomo di Milano afferma infatti che il monu-
mento dei Medici fu « inventato e lavoralo per Io di-
vine mani del cavaliere Leone Leoni » (Milano, 1597,
pag. 46).

5 Dotta anche la Milizia.

(i Altri invece dicono la Prudenza.

7 L'uno rappresenta l'Adda, l'altro il Tic'no.
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