Archivio storico dell'arte — 2.1889

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IL GRUPPO DEL LAOGOONTE E RAFFAELLO

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anni nell'armario della sala del Consiglio de' Dieci, lo donò finalmente l'anno 1534 al cardinale di
Lorena che lo condusse in Francia. 1 »

Dopo la esecuzione di quelle riproduzioni, un'altra ne lece Antonio Elia, scultore ignoto sin
qui, ma cerio non indegno di esser»; ricordato perchè la sua riproduzione del Laocoonte venne
apprezzala dal sommo Caradosso, confratello del Sanzio. Era Antonio Elia probabilmente padovano:
nel 1508 si t rova a Ferrara intento a tare idoli di terra per le commedie che si rappresentavano
nella corte di Alfonso I d' Este; 2 nel 1512 si trovava alla corte istessa, donde si dipartì per Roma.
Quivi, nel 1517, viveva nel palazzo del cardinale Ippolito 1 d'Este. «È alloggiato qui,» scriveva
da Roma l'oratore Bernardo desiabili, vescovo d'Adria, al duca di Ferrara, li 21 marzo 1517,
« in casa de Mons. 111.»1» et Rev.lll[> suo fratello maistro Antonio Elia sculptore, qualle è stato cum
V.' F,ec.tia et qui reputato bon maistro de l'arte sua. Lui cava tute le bone cosse el può havere de
qui in megiura et fale picole de Cera, et ha facto el Lachaonte, et altre cosse antique reputate
bone da Garadoso, et da li altri boni maistri. » Dopo averlo raccomandato al duca, l'oratore soggiun-
geva, « el dicto maistro Antonio ha facto qui et Lachaonte, qualle è reputato el megliore sia stato
facto. ;ì » Queste parole dimostrano l'alta stima in cui si tenne il Laocoonte di Antonio Elia, che
cerio dovette essere tutto dedito alla riproduzione dell'antico. Qualche mese dopo della lettera del
Goslabili, Giuliano Caprili scriveva ad Ippolito I d'Este, che si preparava a partire per l'Ungheria;
l'accomandandogli di prendere con sé Antonio Elia il quale si riprometteva di largii onore. « Mi

1 Vasari, Le vite. Ed. Sansoni, VII, 488 e seg.

2 Arch. di Stato in Modena. Camera ducale. Muni-
zioni e fàbbriche. Registro 1508, c. 93 v.).

« f 1HS-M. V." YIIJ. adj 18 dexombre
« A spexa de le comedie se fa in sala per tanti pa-
gati videlicet.

A in." Antonio Lie sculptore per opere 6 date a for-
mare ydolj de terra Lire 2.14.0. A mastro Zoane da' ere-
mona dipintore por opere 0 a maxeuare colliri L. 2.2.0
in Libro a. c. 124, L. 4.1G.0. »

(Arch. sndd.0 1512. - « Libro - Spisanti - da c. 1.
a c. 12.

« ad Antonio Elia scultore ogni settimana por suo
ordinario

« gennàio-febbraio: libbre una d'olio, due di sale,
una di carnesala, una di formazo, una di candele, grana
n° 1, granadie n° 1.

« marzo : libbre una d'olio, due di sale, una di can-
dele, grana n° 1, granadie n° 1. »

aprile: in questo mese nulla avvi notato di contro
il suo nome.

maggio-giugno: una libbra d'olio.

luglio: nessuna somministrazione trovasi registrata
di contro il suo nome.

agosto: una libbra d'olio.

settembre-ottobre: notalo soltanto il nome senza l'in-
dicazione di alcuna somministrazione.

novembre-dicembre: nò pure notalo il nome fra
quello de' spisanti

in questi due ultimi mesi tra gli Spisanti è com-
compreso un'altro scultore m° Antonio Lombardo non.
nominato negli altri mesi di quell'anno.

:i (Archivio di Stato, Carteggio diplomatico. Roma).

« 111.™° et Exc.m° Signore mio observandissimo. Sono

tuta via in pratica per trovare Medalgie antiquo et bone,
Testo, et Figuro picole antique de Metallo, et già ho;
veduto qualche Medalgia, et do una figura do uno her-
cule de Metallo antiqua longa pocho più de uno palmo
me è stato parlato, Ma me hano dicto che quellui de
chi la ò ne ha potuto bavero cento Ducati de oro: Mes-
ser Augustino Gisi ha promesso me farà havere qualche
cossa bona: Cimi Raphael da Urbino non ho potuto per
anchora parlare.

« Lo è allogiato qui in Casa de Mons IU.mo Gt Rov.ln"
suo fratello maistro Antonio Elia sculptore, qualle è
stato cum V.;l Ex.tia et qui reputato bon maistro de
l'arto sua. Lui cava tute lo bone cosse el può havere
de qui in megiura, et falò picole de Cera, et ha iacto
el Lachaonte, et altre cosso antique reputato bone da
Caradoso, et da altri boni maistri: Quando la Ex.a V.
volesse chel dicto go lavorasse, lui la servirla voluntera,
et se faria opera chol potesse vedere, mogiurare, et
rctraro tute queste cosse bone et fargole de Cera picole,
et quella le potoria poi faro getaro de Metallo a suo
piacere. Lo dico porche lo è gran fatica ad havere qui
de queste cosse antique, et porche el dicto maistro Anto-
nio ha facto qui el Lachaonte, qualle ò reputato el mel-
giore sia stato facto.

(Omissis)

« Romse XXI Martij MDXV1J.
« Ejusdem Excellentia; Vostra?

« Servus
« Reltrandus Oostabilis Episcopus
« Adriensis »

(a tergo)

« Hl.mo Principi ot Exc."'<> Domino Domino Alfonso
Estensi Duci Ferraria; et Domino observandissimo. »
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