Archivio storico dell'arte — 2.1889

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VICENDE DEL DUOMO DI MILANO E DELLA SUA FACCIATA

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cetto dell'alio tiburio), sia decorative, erano oramai pervenute ad elementi concreti, che più non ve-
dremo mutare. Eppure il componimento del grandioso edificio sarà assai più Ionio e passeranno tutto
[1 xvi, il xvn ed il xvni secolo prima che l'intera costruzione sia ultimala, tanto nella sua elevazione
ed estensione, che nella sua decorazione.

Il concetto «lei tiburio od alta cupola centrale e delle circostanti (piaiIrò torricciuole faceva parie
del progettò primitivo della costruzione, ed era ispirato alla grandiosa cupola circondata da quattro
torri del San Lorenzo di Milano (Costruzione
di siile romano-bizantino, del quale il lom-
bardo fu una derivazione) ed era pure ispi-
rato ai tiburii lombardi, dei quali citeremo
ad esempio quelli della chiesa della Certosa
di Ghiaravalle e dell'abazia di Morimondo.
Il tipo del tiburio e guglia di Ghiaravalle
cosi rullo tra il 1330 ed il 1350 è perfetta-
mente quello del tiburio attuale del duomo
nella sua parie inferiore e quello del tiburio
completo che appare nell'aniica tavola di
Pietro da Pandi no. 1 E così-vale pure il con-
fronto col tiburio di Morimondo rimasto
monco e cioè col solo tamburo ottagonale
che risale al xm secolo. Eppure questo ele-
mento caratteristico della cosi razione sorse
lentissimamente. L'archilei l o Filippino degli
Organi, che per moltissimi anni diresse i
lavori della fabbrica, conservando il carat-
tere della costruzione, nel 1448 dava la noia
dei materiali necessari alla sua erezione. Ma
passano gli anni e soltanto il 24 settembre
del 1500 cotesto tiburio (ira ultimalo ed an-
cora senza decorazione e senza la guglia
finale; questa venne principiata soltanto nel
1759 su disegno e modello degli architétti
Croce e Menila e venne finalmente ultimata
nel 1775. (Fig. io).

1'] delle (piatirò Iorricciuole una sola fu
costruita in lutto il tempo che corre dal
1402 al principio di questo secolo, e fu quella
compilila ìnd 1407 (fig. 11) dal celebre scul-
tore Antonio Omodeo, (die presiedette pure ' >v

ai lavori del duomo quale architetto. p[G A . , PiLONI DEL DUOMO ED IL LORO CAPITELLO

A Filippino da Modena, il depositario
dell'ultima e lontana tradizione artistica (1(4

duomo (piale si era venula elaborando dal 1386 al 1102, tenner dietro (pianti architetti, scultori ed
artisti fiorirono in quel tempo in Lombardia e fra i nomi più celebri vanno ricordati quelli dei Solari,
del Filarete, clell'Omodeò, del Dolcebono, del Bramante, di Leonardo, del Caradosso, del Battaggio
da Lodi, del Seregni, ecc. ecc. (Hi architetti oltremontani non scendevano più in Lombardia; fossero
anche venuti non avrebbero più recata alcuna lolla di stile. Lo stile lombardo ed il gotico si erano
dileguati. Pareva destino che ogni nuova forma dell'arte avesse a dar l'assalto alla costruzione

i Anticamente esisteva in duomo una tavola 4(4 Gian Galeazzo Visconti quale protettore del duomo che ne
pittore Stefano da l'andino, eseguita nel 1412 la quale . portava appunto il modello col tiburio compiuto. Questa
era a più scomparti od in uno di questi rappresentava tavola ora si troverebbe a Parigi nella raccolta Gernuschi.
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