Archivio storico dell'arte — 2.1889

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del duomo ed ora venuto il turno dell'arte del rinascimento, poi fu la volta del seicento ed infine
dello stile barocco. Camillo Boito con frase felice scrisse che l'arte in allora aveva mutato indole,
gusti, sistema, linguaggio, e clic il duomo era diventato un libro che nessuno sapeva leggere più.

Le vicende di questo terzo periodo della costruzione del duomo, che abbraccia tre secoli (xvi
xvn e xviii) formarono una serie ininterrotta di risvegli e di sonnolenza artistica, di pallidi entusiasmi

e di incertezze, di ostacoli frapposti dalle
vicende politiche e dalie pestilenze che agi-
tarono e decimarono i cittadini.

La costruzione progredì a stenle. Gli
ostacoli maggiori che si opponevano al suo
protendersi verso la Ironie erano il cam-
panile grande da un lato ed il palazzo del
Broletto divenuto palazzo ducale, dall'altro.

Il Ireneo del campanile grande fu raso
al suolo nel 1459. Ma il palazzo ducale creò

Fig 10. — IL TIBURIO E LA GUGLIA Fig. 11. — TORR1CCIUOLA DELL'OMODEO

impedimento assai più tenace e duraturo. Nel 1450 Francesco Sforza concedette la distruzione
della parie del palazzo ducale che sporgeva sull'area predestinata al duomo; la demolizione però
non fu compiuta che per quel lauto che bastò ad avanzare di altre tre campate.

Nel 1456, lauto per consolarsi con illusioni ed accrescer la fede e la speranza, piantarono con gran
pompa una colonna sulla linea ove doveva sorger la facciala, e rimase solitaria, giacché nel 1177 la
duchessa Bona ed il Aglio Gian Galeazzo donavano la piazza dell'Arengo e nel 1489 la vecchia facciala
di S. Maria Maggiore veniva trasportata appena sulla terza linea dei piloni al Inali.

Questa linea venne oltrepassata soltanto nel 1560, anno nel quale furono intraprese le fondazioni
è le costruzioni di piloni davanti alla vecchia lacciaia e nello spazio che rimaneva verso la linea futura
della fronte, costruzione assai Ionia giacche nel 1592 una parte del palazzo ducale si ergeva tuttora
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