Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 135
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DI UNA DELLE PIÙ ANTICHE COPIE DAL CENACOLO DI LEONARDI DA VINCI 135

chiesa, come apprendiamo, venne incominciata a edificare nel 1481 e come autore principale viene
nominato l'architetto e scultore Pietro Lombardo. Senza addentrarci a discutere se vi sia più degna
d'attenzione la parie architettonica o la decorativa, possiamo asserire che quest'ultima è di una squi-
sitezza, (piale non fu superata altrimenti. Se essa d'altronde rivela le elette disposizioni di Pietro per
farle scultoria, giova notare che in questa parte egli fu largamente coadiuvato dall'opera del figlio
Tullio. A lui infatti, come ò generalmente riconosciuto, vanno attribuite molte parti decorative sì in
basso che in alto rilievo nell'esterno e nell'interno della chiesa. Vi si aggiunge ora il bassorilievo di
che abbiamo da discorrere, inaspettatamente ritrovato. Infatti, allorché durante l'opera di ristauro
venni1 disfallo il pavimento e rimosse le lastre di pietra che lo ricoprivano fin dal tempo di un aule
riore ristauro eseguitovi nel seicento, dovette essere non piccolo lo stupore di chi vi pose mano, nel

TULLIO LOMBARDO - COPIA DAL CENACOLO DI LEONARDO DA VINCI

(Chiosa di S. Maria de' Miracoli a Venezia)

trovare una di queste lastre che serviva da pietra sepolcrale, lavorala sulla parte rovescia dallo scal-
pello di uno scultore. Non poteva essere difficile poi il riscontrarvi una copia libera dalla celeberrima
composizione del Cenacolo di Leonardo da Vinci, benché mutilata dal lato destro e non tutta condotta
a termine coll'opera dello scalpello. E invero, come si vede, solo il lato sinistro, comprendente due
gruppi di apostoli è interamente finito, la parte inferiore dove dovevano starei piedi, sgraziatamente
mutilata. Degli apostoli dal lato destro mancano i due estremi; gli ali ri, insieme alla figura di N. S.,
non sono che abbozzali collo scalpello; le parti inferiori anzi non per anco sbozzate dal piano uni-
forme della pietra.

Comunque sia, quello che conferisce un interesse particolare all'opera si è il suo aspetto di una
rigidità primitiva, la quale, mentre rivela bene la mano di Tullio, nello stesso tempo accenna ad
un'epoca precoce che ad ogni modo non può dilungarsi di molto dalla fine del quattrocento, (piando
il capolavoro di Leonardo era appena terminato. Ci si presenta dunque indubbiamente nel bassorilievo
accennato una delle più remote fra le tante copie dal Cenacolo, che concorrono a dimostrare come il
medesimo fosse divenuto presto popolare e fatto oggetto di particolare attenzione fra gli artisti,
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