Archivio storico dell'arte — 2.1889

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GUSTAVO PRIZZONI

Il fare di Tullio poi si riconosce por moli i suoi tratti caratterisl Lei, che si possono avvertire a prima
visi a e che voglionsi riassumere nella indicazione delle mani isteccMte e a dita rettilinee, nei molivi
dei panni a sottili ed acute pieghe, in line nei tipi (lolle teste, dallo capigliature e dalle barbe a lince
ondulate costantemente.

In simili particolari anzi si riconosco l'originalità dell'autore il quale Interpreta il soggetto con
una cecia libertà, imprimendovi il proprio carattere, per quanto interiore a quello dell'artista preso a

TULLIO LOMBARDO - BASAMENTO DI UN PILASTRO
(Chiesa di S. Maria de'Miracoli a Venezia)

modello, senza preoccuparsi delle varianti che appariscono appunto nell'aria delle teste, nei gesti
delle mani, nell'andamento dei panni. Libertà codeste che del resto siamo solili ad avvertire in modo
analogo, là dove si tratta del nesso che corre fra l'arte classica dell'antichità e quella del nostro rina-
scimento, il quale, per quanto si compiacesse dello studio di quella, non lo intese mai in modo servile
e convenzionale, bensì animalo da un nuovo sodio di vita, elicsi espande in ogni sua espressione con
mirabili effetti.

Il Cenacolo di Tullio ora è visibile nell'andito che dalla chiesa conduce in sagrestia, infisso noi
muro accanto ad una finestra. Il fotografo Giovanni Battista Brusa di Venezia lo ritrasse recentemente
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