Archivio storico dell'arte — 2.1889

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DOMENICO G-NOLI

di visitarlo oggi in ogni sua parie: ma quel tanto che se ne può yéderej basta a dimostrare che
se esso è interiori1, por mole a quello di san Maree e a qualche altro palazzo del Quattrocento,
non ce n'ò però altro ohe sia meno danneggiato da successivi lavori, e che perciò meglio si presti,
riaperti i portici e le loggiej tolte nelle sale i tramezzi * le tele, ad essere restituito nel primitivo
suo stato. Quelle magnifiche sale decorale dal Pinturicchio, che formano un insieme, come ben
dice lo Schmarso'W, della più eletta eleganza e nobiltà, diverrebbero un monumentò d'arie da
gareggiare per alcuni rispetti coll'appartamento Borgia nel Valicano, e il palazzo restaurato
d'uno de' più fastosi cardinali del Quattrocento, formerebbe un monumento storico e artistico dei
più singolari.

Una Commissione nominala, in seguilo ad un mio scritto, mela dal Governo e mela dal Comune.

e di cui facevano parlo uomini illustri, recalasi a visitare il palazzo dei Penitenzieri, è siala
unanime nel giudicare ch'esso non debba essere demolito: è perciò da ritenere che non fallirà
ancora l'augurio volto al suo palazzo dal cardinal di Torino.

Non voglio chiudere senza tornare ad insistere su d'un punto: che cioè, liberissimi noi d'imprimere
ai nuovi quartieri e alle nuove costruzioni l'impronta del nosl ro gusto, del nost ro modo di vederi» e di
sentire, non dobbiamo però, se non costretti ila ragioni di necessità 0 utilità pubblica, modificare,
come si è tallo nel Seicento, secondo il gusto dell'età nostra le condizioni dei monumenti storici;
Di stradoni larghi e lunghi si; ne può fare quanti se ne voglia : ma una piazza come quella di
san Giacomo Scossacavalli. noi non passiamo rifarla. Ha un lato la chiesetta di san Giacomo, che
colle sue vecchie leggende, col suo antico nomi» di san Salvatore in Bordonia ricorda gli eserciti
di pellegrini che muovevano col bordone da ogni parte del mondo a venerare le tombe degli
apostoli; dal secondo lato l'elegante palazzo edificato dal Bramante al cardinale Adriano di Comete,
al poeta latino famoso pel banchetto offerto ad Alessandro VI che vi restò avvelenato, al ricco
cardinale che poi, fuggiasco da Roma, spari senza che mai s'avesse notizia del luogo, del tempo
e del modo di sua morte ; dal terzo lato il palazzo che possedette e dove morì Raffaello, colla storica
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