Archivio storico dell'arte — 2.1889

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DOMENICO GNOLI

sala coperta ancora dal soffitto di Bramante ; dal quarto il palazzo del cardinal della Rovere tutto
dipinto dal Pinturicchio, dove abitarono il Pinturicchiò stesso e ii Perugino e il Salviati e il Vasari,
e le memorie del sacco dato a quei palazzi prima dalle ordì1 del Valentino poi da ([indie del
Borbone, e i personaggi storici che li abitarono, quali l'Alidosi, Luigi d'Aragona, il cardinal Salviati,
il Madruccio, Pietro Accolli, il Commendone e tanti altri, [brinano un insieme storico e artistico
che mi pare ben più conveniente come vestibolo e direi (piasi preludio del Valicano, che non
sarebbe un enorme stradone fiancheggiato di caserme a sei piani. Poiché, non ultimo inconveniente,
demolilo quel lato eli Borgo, sorgerebbe più indietro una lunga Bla di quei gabbioni pretenziosi,
di quelle abbominazioni rettangolari di stucco che conosciamo pur troppo, e 'che l'ormerebbero il
più goffo accesso alla gran basilica.

A demolire ce sempre tempo. La facile estetica della linea retta, dell'angolo retto, dell'allarga-
mento, della simmetria ad ogni costo, entra a sostituire in certi periodi il fine sentimento dell'arte ed
esercita sugli animi una l'orza pressoché irresistibile. Ma se applicheremo questa nostra estetica
ai monuménti del passato, dubito che i posteri non ce ne saranno grati. Il pontefice Sisto V, che
fece demolire il Seltizonio, die si sbizzarrì a tagliar delle strade lunghe e diritte a perdila d'occhio sulle
alture del Oidio, dell'Esquilino, del Viminale, del Quirinale e del Pincio, incontrò un giorno un intoppo
nella prosecuzione della linea retta che da S. Giovanni in Laterp.no egli voleva condurre lino al centro
abitato della città; c'era di mezzo il Colosseo, figli non era'uomo da sgomentarsi di siffatti ostacoli,
e ordinò che l'osse tagliato. Ma Giulio Antonio Santorio, cardinale di santa Severina, saltò su come
un ossesso, tirò .dalla sua altri cardinali, e mise il campo a rumore lauto che il Colosseo fu salvo. 1 Si
può iniaginare se gli l'osse dato del pedante per aver fallo sacrificare quella bella linea retta alle vec-
chie pielre del Colosseo: e nondimeno oggi nessun ingegnere di società costruttrici avrebbe il coraggio
di lare una proposta simile. Egli é che il consenso universale ha oramai consacrato, lino ad uh certo
punto, i solenni avanzi della grandezza romana, mentre i monumenti e le memorie del medio evo e
del Rinascimento non trovano ancora in quel consenso la forza necessaria a difenderli dalla smania
demolitrice di chi non vede salute fuori dell'allargamento, della simmetria e della linea reità. Ma è da
credere che al medio evo e al Rinascimento s'attribuirà un giorno, forse non lontano, non minor
valore che all'antichità più remota.

Domenico Gnoli

1 Card, di Santa Severina, "Vita scritta da lui stesso, Bibl. Corsiniana, manoscritto 808.
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