Archivio storico dell'arte — 2.1889

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NUOVI DOCUMENTI

Documenti sul pittore Baciccia

Nel seicento fu grande a Roma la fama del pittore
Gio. Battista Gauli, detto il Baciccia, non solo per le suo
solenni decorazioni, ma anche po' ritratti pieni d'anima
e di colore. Raccontasi che egli non lasciasse i perso-
naggi che ritraeva starsene immobili, nel martirio della
posa; ma che li invitasse a discorrere, a gestire, a muo-
versi. 11 secentista pittore capiva come il ritratto non
sia, né debba essere la materiale riproduzione de' tratti
della fisonomia di un uomo, ma la interpretazione del
suo carattere e de' suoi sentimenti. Come Gros, che non
riusciva a rendere sulla tela l'immagino di Béranger,
il quale stava innanzi a lui con la tosta cadente sonnac-
chiosa, si mise a cantarellare le canzonette popolari di
lui, che avevano commossa la Francia, e d'un tratto gli
occhi di Béranger scintillarono, e la testa si sollevò
animata e piena di luce; cosi il Baciccia voleva cogliere
a volo l'espressione della vita de' suoi personaggi. Papi,
principi, ambasciatori furono ritratti da lui, e lo fu
pure il Bernini, come sappiamo dalle lettere seguenti.
Invitato a Modena a far ritratti por la corte estense, egli
accettò di buon grado, specialmente perché avrebbe avuto
modo di visitare, di studiare il Correggio nella vicina
Parma, che era allora la Mecca dell'artista. E il Ber-
nini lo presentò alla Corte ducalo con una lettera sua,
quando finalmente nel 1060 si recò colà. Ma a Modena,
a quanto pare, non foco che gli abbozzi de' ritratti estensi,
elio a Roma poi continuò e condusse a compimento.

Francesco Imparato

« Ser.ma Altezza

(H omette)

« Quanto al Pittore, che V. A. mi chiese io dirò ciò
che mi pare in ordine al sapere. Per rittratti è meglio
del Morandi di gran lunga, et è più Pittore: il Bernini
si é l'atto dipingere da q.t» istesso. Il Papa ha lasciatosi
dipingere', e V. A. sij sicura che mai e stato fatto il
più bello. D. Mario pure egli l'ha ritratto, et il Bernini)
non se ne può appagare; quanto allo Stringa poi non

mi dà l'animo di farne il paragone, e cosi dico anche
il Canonico.

« Per il trattamento occorrendo, che venisse mi pare
che fermandosi in Modana si potrebbe senza contrattare
coji lui aggiustarli una Do/.ina dovo egli fosse servito
senza dirli altro, e cosi alla muta sarebbe allogiato con
ogni convenienza, e senza specificarli in forma d'accordo,
che non mi pare se non più honorevole, e se poi V. A.
allo volto lo volesse far qualche cortesia sarchilo più
spiccante.

« Del Prezzo do Rittratti io non posso diro so non
che egli non pretonde, se non quello, che egli li dà, ma
non credo che sia per scostarsi dalle cose convenienti ;
perchè ha fatto tré Rittratti al sig.r Ambre, che l'hanno
regalato di trenta doble ; et egli si chiama non solo
pagato, ma regalato.............

« Di V. A. S.i»a

« Roma li 25 Dicembre 1666.

« Hum.mo Dev.mo et Oblig.1»» S.™ o Sud.'o
« Vg."c Rangoni »

« Ser.ma Altezza

(si omette)

« Hò parlato col Pittore il quale hà dispositene di
ueniro q.to maggio, et la sua intentione è per studiare
dal Correggio à Parma por poter poi dipingere li Angoli
della Cupolla di S.ta Agnese; e poi quando li riosca
studiorà le pitturo di Modana cosi piacendo a' Ser.mi
Padroni nel qual tempo potrà anche seruire V. A. Lo
pretensioni sue, dà ciò che io comprendo, anzi lo sò di
corto, non sono so non modoratis.me essendo gioitene
discreto, e senza alcuna uanità, mà quando V. A. uoglia
che si parli più schietto seco col Pittore lo farò. Vna
cosa mi souiene, che q.to dipende total.te dalla Princi-
pessa di Rossano e con suo consenso partirà per Lom-
bardia. V. A. può rifflottore in qual forma si potesse
farli anticipare il tempo per fare li rittratti con comodità.

« Roma li 29 Docembrc 1666

« Hu.mo Deu.mo et Oblig.mo S.rc e Sud.to
« Vg,ne Rangoni »

Archivio Storico dell'Arie, - Anno II, Fase. III-IV.

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