Archivio storico dell'arte — 2.1889

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pigli piacerò di quel loco, ma si volo advertir sua S'=>
elio non si fermi troppo in quelle stanze anchor humidè
come già scrissi unaltra volta.

« Li palchi dello duo Camere se faccino piani corno
ultimamente fu ordinato cosi elicili vostra paternità a
Bartholomeo che no scrivo cosi che do Mortari et simili
coso por postare stuelli ot che no corchi in presto senza
comprare adesso tutti stromenti, vada alla munitiono che
troverà un mortaro grande di Bronzo et so lo facci dare
cosi se ni manca qualche altra cosa al proposito elio se
trovi in dotta munitioue, elio so la faccia darò.

« Delli cinque ducati elio Vostra paternità per la! tra
ci scrisse havere spesi che poro non ci ricordiamo hone
se di tanti scrisse o più tacciassi li rendere da detto
Bartholomeo, siamo qui a Charoggio ot del malo puree
ne manco, et quali ne troviamo senio al piacere et comodo
di V. P.ta alla quale ci offerimo, Bonvalcnto, ex Villa
charogii iiij Junij MDXX.

uti frator Julius vicecancellarius
(foris) « Reverendo in chi-.» patri Domino M. Episcopo
Aquinati dig.m" tanquam fratri Car.m0 Rome »

«R;de in christo Pater uti frator Gir.'»' Havemo
ultimamente lo lettere di vostra paternità do xij del meso
per le quali havemmo proso piacere grandissimo leggendo
et ridendo come si con lei proprio havessomo ragionato,
et perche i miei secretarij qui già tutti sano elio leggo
le lettere di quella avidissimamente hanno cominciato
sotto tal protesto a fraudarmi in modo cho quando mi
vogliono coglierò a leggere qualche lettera di coso me-
lanchonice mi adescano prima con le di Vostra p.ta tutte
piene di piacere ot consolarono offerendomi in vista il
dolce et poi l'amaro dentro nascosto, hor veda vostra
paternità elio arto ha insegnata a questi mei familiari.

«Circa lacquedotto piacemi molto si seguiti di murare,
ma fate ogni modo che se gli faccino alcune finestrelle
da potervi intrare dentro quando accadera di nettarlo
o saldare se tal volta facesse danno, pero che tal finestre
siano tanto alte elio per quello non possa escire fuori
lacqua quando corro più grossa per lacquedotto, et già
scrivemmo altre volte elio so vi dovesse lassare amnino
queste finestre, pero vostra paternità veda non manchi
perche vi sono più elio necessarie et anche molto hene
si advertisca chel lavoro sia bono et per tenere. Ci piace
cho quelli duo cervelli fantastichi dipintori siano dacordio
et che lavorino-

«Quanto alle storio o fabule piacemi siano coso varie
ne mi curo siano distose et continuate et sopra tutto
desidero siano coso noto acciò non bisogni chel pintore vi
aggiunga come fece quello cho scrisse questo è un Cavallo.

«Lo cose di Ovidio di che vostra paternità mi scrive,
mi vanno a gusto poro veda di eleggerne lo bollo il che
a lei rimetto. Cose oscure conio ho dotto non voglio, ma
varie si et, scolte. Lo coso del testamento vecchio bastino
alla loggia di N. S.1"^ Circa lo statue di casa, ben dice
Vostra paternità che sono in conserva benché non penso
anche di trasferirla, quanto al farne di stucco vederemo
che se no facci qualche una.

«Havemo riso di cuore cerca larte haveto usata con
li seopettini por indurli a quanto havovano promesso,
quando questo partito habbia effetto saremo molto con-
tenti, non già pero so non con loro comsenso ot henvo-
lcntia.

«Cerca li Can.ei anche ci piace la risposta havete
lor data.

«Havemo scritto al R.mo Armellino come desiderate
ma quelle sono frasche alla affottieno vi portiamo.

«Volemo ogni modo quella vostra Dianazza poiché
a voi non piace pur sete cacciatore et non so perche
siato mutato, ma ben mi accorgo siete in tutto dato a
phebo.

« L'edificio Acquedotto ot la loggia et tutto tutto
Falrono alla prudentia tutolla ot cura di Vostra paternità
raccomando ot me insieme, ot bcnvaleto ex Florentia
svij Junij MDXX.

« Uti frater Julius Vicocaneellarius
(foris) « R.do in ch.m Patri D.no Mario Episcopo Aqui-
nati dig.m0 uti fratri Carissimo

« Roma »

(Sigillo con lo stemma mediceo)

Un disegno del Primaticcio
e un altro del Seri io

11 duca Ercole II d'Este aveva edificato una palazzina
nella villa di Copparo ne! Ferrarese, e per dimostrare
la sua amicizia al re di Fi-ancia pensò di farvi dipin-
gere la battaglia di Marignano o non quella di Ravenna,
conio scrivono unanimi gli storici ferraresi. Piuttosto
che ricordare i fasti della sua casa, premeva ad Ercole 11
di adulare il potente re francese; pregò quindi il car-
dinale Ippolito II, suo fratello che si trovava in Francia,
a ottenergli un abbozzo della battaglia detta de' giganti,
e il ritratto del re, nel costume di guerra. Il re aggradì
il desiderio, o promise di far eseguire lo schizzo al suo
pittore, il Primaticcio, o di dare il suo ritratto del tempo
in cui avvenne la battaglia. Non sappiamo se fosse tosto
soddisfatto il desiderio ilei duca: il Baruffaldi afferma
elio la palazzina ili Copparo fu dipinta dai Dossi: ma
Giovanni Dossi nel 1540 era già morto, e Battista Dossi
nel 1547- 1548, ultimi anni della sua vita, era. occupato
a dipingere il palazzo dogli Angeli in Ferrara. I-i pro-
babile clic i dipinti del Copparo fossero eseguiti da Gero-
lamo da Carpi e da Camillo Filippi, pittori della Corte
estense.

Un altro disegno richiesto dal duca Ercole II si eia
quello del palazzo, fabbricato da Sebastiau Serlio al car-
dinale di Ferrara, conosciuto sotto il nome di Hotel de
Ferrare; ma il cardinale non se no mostrava grande
ammiratore, tanto che persuase l'architetto a togliere la
pianta del palazzo dal suo libro di architettura, che si
pubblicava pei tipi di Vascòsan a Parigi.

A. Venturi
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