Archivio storico dell'arte — 2.1889

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(Archivio di Stato in Modena - Archivio Ducale se-
creto - Casa - Carteggio ira i Principi Estensi.)

« al S.r Car.lo do Este a XI do Settembre del 46.

« R.mo et IH.toó s.r fratello etc:. Io desiderarei, di haue-
re in disogno Jl fatto darme de mnlignano, nel quale Jl Re
con tanta sua'gloria et1 per sua virtù, riporto la2 nono-
rata vittoria che si sa, 3 Et questo per farla mettere in
pittura nella Casa mia di Coparo, pero prego V. S. R.ma
che 4 quando le vonghi a proposito) voglia dire a s. m.ta
che hauondo io fatto fare vna Casa alla Campagna, et
volendo 5 adornarli a | con diuerse pitture ho ancho pen-
sato 0 per mi [a | satisfattione et per lassar chiaro testi-
monio De la servitù mia, et7 del valore et ,Imprese di
s. m.ta farli mettere, La detta battaglia, et Jmaginan-
domi 8 elicila ne hàbbij qualch[e] disegno, la supplico
quando cosi le sia in piacere dar ordi[ne | chio ne habbij
un schizzo Jnsieme col Retratto di s. m.ta in quel tempo
se si retrouasse qualchuno... 9 accio che lo possi far faro
più simile che mi sia possibile, 10 et collocarlo, oue a,
me parerà che stia bene, che ueramente lo riceuero per
molta grafia da s. m.ta, oltre che 11 et mi sarà di gran-
dissimi] spasso et contento, ogni volta, chio andare a
caccia in 12 quel loco, sarà a lutti i mei successori

che ... 13 humile...........Do la detta 14 la haverc

piacere che se le domandi, ma quando ella .Indicasse di
non, non ne parli altramente.

« Vorrei ancho hauor Jl ritratto de rnons.1' lo delphijno
ma questo V. S. R.ma senza 15 domandarlo a sua altezza
me lo potrà mandare Lei la qual ancho mi t'ara molto
piacere a mandarmi .11 dissegno do la sua Casa de fon-
tanabellio, come sfa perche molto desidero vederla Es-
sendomi stato detto che E bella. »

(Archivio di Stato in Modena - Archivio Ducale se-
creto - Casa - Carteggio tra i Principi Estensi.)

« lll.mo et Ex.mi>>S.r Fratello et S.* mio osser.™»

« Dissi anco a S. M.ta del desiderio che haueua
V. B.xtin dhauer un disegno del fatto d'arme di mari-
gnano, come ella pur mi scritte, a che S. MM mi disse,
che in nero la non no haueua nessun schizzo, ma che

1 et è aggiunto in interlineo in luogo di et vii tu cancellalo.

2 la in interlineo in luogo di Cai cancellato. A la precede
in interlineo questa cancellato.

3 che si sa aggiunto in interlineo.

4 a. che seguono le parole un di cancellate.

5 volendo in interlineo in luogo di desiderando cancellato.
G pensalo in interlineo invece di designato cancellato.

7 da chiaro a mia, et in interlineo sopra memoria a mei heredi
cancellato. Chiaro fa seguito a qualche, cancellato.

8 Jmaginandomi sostituito nell'interlineo a pensando can-
cellato.

9 da Insieme a qualchuno . . . . in interlineo in luogo di con
lìiabito del quale Ella quel di Era ves'ìta cancellato.

10 da far fare & possibile in interlineo in sostituzione di
Cauarne di tutto un ritratto.

11 oltre che aggiunte in interlineo.

12 Caccia in sostituite nell'interlineo a . . . itar cancellato.

13 alle parole mei figlioli cancellate sono sostituite nell'in-
terlineo le altre tutti i mei successori che . . .

14 De la detta in interlineo.

15 alla parola senza seguono dirtene altro a cancellate.

lhaueua bensi ben ala mente, che non credeua che
nessun sapesse meglio darlo ad intendere, ne far far di
lei, Et che bisognerà partirlo in duo parti Luna che
contegna il comincianiento de la battaglia del primo
giorno All'ala notte che li dipartirono, Et laltra dal'alba
del di seguente infino al tino Et dicendoleio se S. M.ta
uoleua che gliene ricordassi come si trottasse in luogo,
che ui fusse il Bologna, Et gliela potesse dar ad'inten-
dere, mi disse che si, Et cosi mi disse anco che in quel
tempo mi daria uno do suoi ritrati di quel tempo, si
come le domandai, affili che ne potessi far far un simile,
et si come non mancherò di fare, Secondo elio farò poi
saper albera al ex.lia Vostra. Et certo che S. M.ta ha
mostro dhauer caro di saper questo desiderio suo. Non
mancherò similmente di far d'hauer anco un ritratto di
rnons.1' delfino.

« Quanto al designo poi che la mi domanda de la
mia casa di Fontanableo V. Ex.tia sappi, che ella è assai
manco infatti di quel chella ha per auuontura il nome,
Et quel che la dee far forse nominar per bella, credo
che sia più tosto per esser fatta nel luogo, doue è, et
dotto par che sia più di quel che ui conuegnoria, Et
per esseruisi osseruato anco un poco più le misure et
ordini del architettura, cosi nel francese come in quel
che ciò del .Italiano, clic non si sogliono cosi auuertiro
et osseruare in quelle di questi paesi, che perche in
effetto sia cosa segnalata no notabile, Et m.r Bastian
Serlio, che neè stato l'architetto, lhauea messa in un suo
libro d'architettura, che ha ultimamente fatto et uuol
far stampare, Et io nelho fatta leuare, parendomi, ch'el
uederla in disegno fusse per leuarle piti tosto, che per
darle punto di riputatione, Ma se V. Ex. la liorrà pur
qualella è, non mancherò d'ubidirla cosi in questo, come
in quel tutto, che la mi comanderà sempre et gliela
manderò, il che anco non saprei far per adesso per non
esser in luogo commodo. »

« Di Marigiies in Borgogna ali XVI dottobre 1546.

« Di V. Ex. «a

« obedientissimo Fratello etSer.re Hip. Car.ie da Este. »

Una lettera di Luigi Anicliini

Luigi Anicliini ferrarese, di cui il Vasari parla come
di artefice prodigioso, e di cui l'Aretino tesse elogi per
l'acutezza lincea della vista, rimase in tempi posteriori
confuso con Francesco Anicliini dal Baruffaldi, dal Crespi,
dal Mariette, dal Vettori e dal Gori. Il Morelli, biblio-
tecario della Marciana, nelle sue annotazioni all'Anonimo,
per primo distinse chiaramente le persone dei due inta-
gliatori di gemme. La giustezza delle sue osservazioni
riceve una riprova dalla lettera che noi qui riproduciamo,
e che ci fornisce ragguaglio di lavori di Luigi Anicliini,
e cioè di pietre preziose intagliate e incastonate in due
corone regali per la Serenissima Repubblica di Venezia.

A Venezia l'artista aveva posto sua sede, e là lo
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