Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA.

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« impresso in Venezia l'anno 1496 per Ioannem Rubeum
Vercellensem » (in fol.) un'antica incisione italiana di
singolare bellezza. L'incisione rappresenta la Madonna
seduta in un giardino, col capo coperto da un velo e
incoronato. Dietro di lei stanno a sinistra i santi Giro-
lamo e Domenico con libri in mano, il primo col cappello
cardinalizio sul capo, la barba lunga, a' piedi il leone;
a destra san Sebastiano trafitto da due frecce, tenendo
in mano un .cartellino e la palma del martirio, e san
Tommaso, anch'esso, come san Domenico, senza attributi.
La Vergine tiene sul ginocchio sinistro un libro aperto,
o sta nell'atto di appoggiare una corona sul capo a santa
Agata, inginocchiata a sinistra innanzi a lei, con le
tenaglie al petto. Ai piedi della Madonna v'è il Bam-
bino ignudo che sta seduto su d'un cuscino, e infila
l'anello nuziale nel dito a santa Caterina, inginocchiata
devotamente a destra con accanto la sua ruota; contem-
poraneamente il Bambino toglie un fiore dalle mani di
un pattimi. Quattro altri putti, seduti ad ambo i lati
sul terreno sparso qua e là di ciuffi d'orba, suonano l'uno
il flauto, l'altro il tamburello, il terzo la viola, il quarto
il liuto. Le dimensioni dell'incisione sono di millimetri
235 per 170. 1 )

Trattasi cortamente di un lavoro veneziano, clic ap-
partiene senza dubbio alla fino del secolo xv; cosicché
al foglio si potrebbe ascrivere una data quasi contempo-
ranea a quella del libro stampato in cui è stato trovato.
Il disegno delle figure è di una bellezza perfetta, e spira
tutto il fascino delle Madonne del Bellini, allo quali fanno
pensare anche gli angioletti che suonano sul davanti.-
Sembra dall'insieme che la composiziono sia tolta da
una pittura, cosa che, almeno nelle incisioni in rame
del quattrocento; avviene in Italia più spesso che in Ger-
mania. Pui' troppo la primitiva semplicità o grandezza
della rappresentazióne del foglio colorito leggermente
di azzurro, giallo e violetto, fu guastata con ritocchi
male eseguiti con la penna, ritocchi che non si limitano
ai contorni, ma si estendono anche a tutte le partico-
larità dello pieghe dolle vesti, dei capelli o della barba ;
dei santi, e via discorrendo, e provengono forse dalla stessa
mano di uno clic una volta possedette il libro, o che
sulla pagina bianca scrisse le parole. « Ego mater dilec-
tionis, ecc. » e sotto l'incisione, sul foglio su cui è stam-
pata, aggiunse i noti versi ; « Avo regina coelorum - avo
domina angolorum - salvo radix sancta - ex qua mundo
lux est orta- Ave gloriosa - super omnes speciosa - vale
valde decora - prò nobis sempor christum exora. »

M. L.

Collezioni storiche od artistiche dell'ere-
dità Mofosinì a Venezia. —.La defunta contossa Lo-
rodan Morosini Gattorburg aveva manifestato il pensiero,
che gli credi tradussero poi in promessa al sindaco di

1 Pur troppo non mi fu possibile vedere L'originale, ma sol- [
tanto una riproduzione in fototipia pubblicata dal signor Ca-
stendili, [

Venezia, di donare alla città le suo collezioni storiche
ed artistiche.

Siccome però tale donazione sarebbe fatta allo Stato
in condizioni alquanto gravose, dura ancora una vertenza,
per la quale la cessione non potò finora aver luogo.

La collezione storica si compone d'una ricca arme-
ria, che contiene anche le armi e i trofei e le memorie
di diversa specie del Peloponnesiaco : di un archivio con
atti e documenti ufficiali assai importanti per la storia
di Venezia, con manoscritti riguardanti cose veneziane,
con disegni e piante di città, portolani od altro: di dipinti,
molti do' quali rappresentano i fatti della guerra del
Peloponneso o di altro impreso venete; molti, eseguiti
da Pietro Longhi e dal figlio Alessandro, i costumi della
vita veneziana del secolo scorso: di ritratti in colori ed
in marmo dei Morosini e dei Grimani: di stoffe, sigilli,
privilegi, diplomi, ecc.

La collezione artistica non è ne ricca nè varia, ma
può vantare uno splendido quadro del Tiziano nel ritratto
del dogo Grimani, il miglioro dei tre che ne esistono,
magistralmente illustrato dai sigg. Cavalcasene e Crovve
{Tiziano, Voi. I. pagg. 213-214); un altro ritratto del
procuratore Grimani, eseguito dal Prete Genovese (Ber-
nardo Strozzi); un quadro raffigurante la Beata Vergine,
S. Giovanni Battista e Santa Caterina, di Pietro do in-
gannatis, allievo di Giovanni Bellini, del quale si conosce
soltanto un'altra opera nel museo di Berlino; un busto in
bronzo di senator veneto, modellato dal Vittoria; un para-
lume in ferro con lavori in agemina e cesellature, e con
dorature, opera fiorentina del secolo xv; otto maioliche
uscite dalle fabbriche d'Urbino, ed eseguito per Isabella
d'Este, di cui mostrano lo stemma, da mastro Avelli di
Rovigo; belle tappezzerie in soprarizzo, ed un fine arazzo
fiammingo rappresentante una caccia.

La biblioteca, ricca di circa 5800 volumi, contiene
pure qualche incunabolo prezioso c q.talché rarissima
edizione, come per esempio, quella in foglio, stampata
a Venezia nel 1502, in idioma spaglinolo, di Marco Polo
e i suoi viaggi, con ,;.ratteri gotici e figuro intercalate
nel tosto.

l'i sperabile che tutti questi tesori storici ed arti-
stici possano restare a Venezia.

E. A.

Quadro di Ambrogio da Possano, detto
il Borg-Oig-nono. — La pinacoteca di Brera s'è da
poco tempo arricchita d'un altro bollissimo quadro del
più gentile e divoto tra gli artisti lombardi, Ambrogio
da Fossano, detto il Borgognone.

Il dipinto è su tavola; misura ni. 2. 10 in altezza
per m. 0. 85 in larghezza, e rappresenta in figura intera
san Rocco ai piedi della beata Vergine col bambino e
con san Giovannino in gloria. Proviene dalla congrega-
zione di carità in Milano ed ò benissimo conservato.
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