Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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dentes, predietos Laurentium et Caesarem ad eprum
ius huiusmodi plenario et integre restituimus, distric-
tius inhibentes prefeto Nascentorio et cuicunque alteri
sub indignationis apostolice et rebellionis, > ac duorùm
millium ducatorum auri do camera prò una camere
apostolice et alia medietatibus Laurentio et Caesari
predictis applicandorum penis, ae contra decreti et con-
cessionis sedecim virorum, ac Sixti et Leonìs predeces-
sorum huiusmodi ac presentami litterarum tenorem,
etiam vigore nostraruni litterarum oidóm Nasceri torio
concessarum predietaium, in civitate seu territorio pre-
dictis fornaces vitrorum absque dictprum Laurontii et
Caesaris ve! successorum predictorum consensu aut liocir
tia, tenere, aut vitra huiusmodi fabricare seu fabricari
lacere presumant. Quocirca dilectis filiis modernis et
prò tempore existentibus legato et Iociimtenenti oius'
ac gubernatori prò nobis a sede apostolica in dieta civi-
tate etc. mandamus, quatinus ipsi vel duo aut unus
coroni per se vel alium seu alios presentes litteras, ubi
et quando expedire viderint, et prò parte Laurentii et
Caesaris predictororum fuerint requisiti, solemniter
publicantes, eisquo in premissis efficacis defensionis pre-
sidio assistentos, faciant auctoritate nostra singulas
Sixti et Leonis predecessori!m, ac presentes nostras lit-
teras huiusmodi iuxta iliarum continentiam et tenorem
inviolabiliter observari, hecnon eosdem Laurentium ot
Caesarem ac eorum quemlibot, ipsorumque herodos et
successores decreto, concessione, statuto, ordinationo ac
inhibitione predictis pacifico gaudero, non pormittentes
eos aut eorum aliquem por dictum Nascontorium, et
quoseumque alios do super quomodolibot indebito mo-
lestari, aut eisdem Sixti et Leonis seu presentibus lit-
teris convenir!, oontradictores por censurati) etc. Invo-
cato etiam ad hoc, si opus fuerit, aùxilio bracini secu-
laris. Non obstantibus premissis ac constitutionibus et
ordinationibus apostolicis, necnòn diete civitatis iura-
mento, confirrnatione apostolica vel quavis fi rmitate alia
roboratis statutis et consuetudinibus contrariis quibus-
scunque, seu si dicto Nascentorió voi quibusvis aliis
communiter vel divisim ab eadom sit sode indultum
(pio I interdici, suspendi voi oxeommunicari non pòssint
por litteras apostolicas non faciontos plcnam et oxpres"
sani, ac do verba et verbum de indulto huiusmodi men-
tioàem. Nulli ergo etc. nostre absolutionis, cassationis
irritationis, revocationis, annullàtionis, approbationis'
cònfirmationis, statuti, decreti, ordinatìonis, concossionis'
restifutionis, inhibitionis ot mandata infringere etc!
Siquis etc. Datum Romie apud Sanctum Petrum anno
eie. Millesimo quingentesimo vigesimoquarto, vii. kal.
Septembris, pontificatus nostri anno primo.

Un pittore della corte desìi Sforza nel
1485. — Riportiamo un interessante documento pub-
blicato noi Monumenta Hungarice Hislorica (Magyar tiir-
ténelmi omlókok. kiadja a magyar tudomànyos Aka-
démia tSrténelmi bizottsaga. Negyedik osztàly. Harmadik

kotet. Budapest, 1877. A pag. 44: Istruzioni all'amba-
sciatore Maffeo Trivilliensi del duca di Milano), riferen-
tesi a un pittore della corto sforzesca, che doveva eseguire
per Mattia Corvino, re d'Ungheria, una Madonna.Sarebbe
Leonardo da Vinci? «.... ot perchè havemo intoso, che
la Sua Maestà se delecta multo de bolle pieturc, presortim
che habino in so qualche devotiono, ritrovandose do pre-
sentii qua uno optimo pintore, al quale havendo veduto
experientiadel ingenio suo, non cognoscemo pare, havemo
dato ordine cum opso pletore, elio no facia una figura
de Nostra Donna quanto bolla exceliente ot devota la
sapia più fare, senza sparagno do sposa alcuna, ot so
accinga ad lopora do presento, no facia altro lavoro finche
l'abia finita, la quale poi man laremo ad donare alla pro-
fata Sua Maestà. Datum Mediolani die XIII Aprili» 1485.

«A Terzagus.»

0. M.

Le tele del Costa nella cappella lìcnti-
VOglio a Bologna. — Una riparazione elio ha riscosso
lodi dalla cittadinanza bolognese è stata quella dello
telo del Costa in San Giacomo Maggioro a Bologna, le
quali apparivano offuscate e danneggiato assai. Ora quello
tele si vedono, staccato dal loro luogo, in un localo della
stessa chiesa, e in attesa ohe sia provveduto alla ven-
tilazione della cappella. Sarebbe utile ohe si traessero
ora lo fotografie di quei quadri, che devono considerarsi
conio l'opera primitiva dell'illustre pittore ferrarese.

0. M.

Una tela attribuita al Cossa in S» Gio-
vanni in Monte a Bologna. — Molto opportu-
namente si è levata la scritta apocrifa che era tracciata
in bianco nel basso del trono della Vergine, nel quadro
che si trova appeso lateralmente in una cappella a sini-
stra, della chiesa di S. Giovanni in Monto a Bologna.
Sotto la iscrizione VfNCENTius de Ferris et suis, è
apparsa l'altra, in bello lettore romane: Può Ambrosio
Saraceno Anno D.ni mcccci.xxxxii. Questa scritta esclude
la ipotesi che il quadro appartenga, conio si è voluto,
a Francesco del Cossa, morto innanzi a quell'anno. La
grande affinità di maniera che il quadro tiene con lo
opere di Francesco del Cossa, lascia ritenerlo di un allievo
di lui, ignorato sin qui.

0. M.

Una porta del palazzo ducale di Gub-
bio. — Sappiamo che il Ministero della pubblica istru-
zione ha ricuperato una porla del palazzo ducale di
Gubbio recante in tarsia le diviso di Guidobaldo da
Montefeltro, cosi come si vedono sulle tarsie del palazzo
d'Urbino. Quel vetusto palazzo fu smantellato dai pro-
prietarii smaniosi di' far guadagni: i camini furono
acquistati dal duca di Chaulnes, una scrivania passò
nelle mani doi marchesi Ranghiassi-Brancaleoni, altre
I porto intarsiato furono acquistate dal sig. Maghorini
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