Archivio storico dell'arte — 2.1889

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

le spoglio del devastato castello e si avvia a nuovo stragi
e nuovi saccheggi. Da un lato giace uccisa una dama
riccamente vestita. Una fanciulla non sa staccarle lo
sguardo d'addosso; ma la madre la trascina seco. Due
altre donne, o meglio due furie, si spingono innanzi un
contadino che per dileggio indossa l'abito ricamato d'un
barone, o lo incoraggiano a nuovi delitti. 1 volti di tutta
quella gente, specialmente delle donne, sono terribili. Il
colorito del quadro è pure bellissimo. Tutto fa ritenere
che questa opera vada incontro a un meritato successo.

L'altro quadro che dalla metropoli inglese dove an-
dare a figurare al prossimo salon di Parigi è del pittore
inglese Dudley Hardy. Rappresenta la vita di Londra,
e se veramente dove dare idea della grandiosità e del
movimento di quella immensa città, non ci meraviglie-
remo noll'approndore che la tela è di enormi propor-
zioni e misura in lunghezza oltre sei metri e quattro
circa por altezza.

— Il commercio dei quadri falsi ha fatto in Francia
tanti progressi che i più abili e rinomati periti di pit-
turo han deciso di formare una camera sindacalo, con
lo scopo precipuo di promuovere la presentazione e l'a-
dozione di una logge severamente punitiva contro i fal-
sificatola dei quadri, e i venditori di tele false e di copio
battezzato por originali. Una simil legge credo che da-
rebbe molto da fare anche presso di noi. La camera
sindacalo anzidetta dovrebbe pure occuparsi per ottenere
che allo celebri vendite dell'hotel Drouot dovessero assi-
storo dei veri periti autorizzati, e non già dei primi
venuti che si spacciano per tali, come avviene attual-
mente. Non vi ha dubbio che so la camera sindacalo
riuscirà noi suo intento, la pubblica fedo sarà più effi-
cacemente tutelata, e i poco intelligenti acquisitori cor-
reranno molto minor liscino di empire lo loro gallorie
di croste, come dicono i francesi. Decisamente anche per
noi queste sarebbero disposizioni provvidenziali.

— Fra gli scultori italiani è stato aperto il concorso
por un monumento a Cristoforo Colombo da erigersi a
Nuova-York in occasiono del quarto centenario della
scoperta dell'America, coi denari di una sottoscrizione
iniziatasi dal cav. Barsotti, proprietario del giornale II
Prograsso italo-amoricatto.

Questo monumento dove sorgere in quella città sopra
una piazza prospiciente il maro, e dove comporsi di un
semplice piedistallo o di una statua; ma di proporzioni
grandissime; dai cento ai cencinquanta piedi d'altezza,
così richiedendo l'ampiezza del luogo. La statua o lo
lettore dell'epigrafe devono essere in bronzo, il piedistallo
in granito. 11 cesto non deve eccedere Io centomila lire,
e i bozzetti dovranno esser consegnati entro il 23 del
prossimo settembre qui in Roma per esservi giudicati.
Ai primi di maggio del 1892 lo scultore prescelto dovrà
consognare il monumento tutto pronto al rappresentante
del periodico suddetto in Napoli, ove no sarà eseguito
l'imbarco. Quando la sottoscrizione raggiungesse una
somma superiore alle centomila lire previsto, dell'ecce-
denza saran fatto duo parti, una dello quali toccherà

come premio allo scultore od una sarà destinata alle
spese della inaugurazione. Speriamo che si giunga a
comporre per quella città lontana un'opera che riesca
d'onoro non solo al grande navigatore, ma anche all'arto
italiana.

— A Parigi sono stati venduti all'incanto gli ultimi
avanzi di quel celebro Palazzo delle Tuileries nel quale
si è svolta tanta parte, bella e brutta, della storia nazio-
nale francese, e che è caduto nel modo che a tutti
è certamente noto. Alcuni resti più importanti e di
vero artistico pregio sono stati salvati dalla ammini-
strazione delle Dello Arti per arricchirne il Louvre
c la Scuola d'architettura. Tra i più importanti citiamo
un'arcata di Filiberto Dolorino e un altro lavoro di
Giovanni Bularid. Questi avanzi saranno eretti sul
luogo stesso ove porgeva il palazzo, nel giardino (dio
deve occuparne l'area. Al Louvre sono stati destinati
due superbi peducci scolpiti. Setto statuo del frontone
sono pure stato riservate; come anche due cartello ili
pietra, sullo quali Caterina do' Medici, in segno di dolore
per la morte di Enrico 11, aveva fatto scolpire diversi
oggetti, come penne, specchi, e collane, spezzati.

— A Vienna, nel palazzo dei principi Schwarzcnbcrg,
si è approntata la più gran mostra di oreficeria (dio sia
mai stata fatta. La sua importanza, dal lato tecnico non
solo, ma anche da quello artistico è grandissima: non
parliamo poi della sua straordinaria ricchezza. Fra le
cose di maggior importanza si nota un vasellame da
tavola in oro, proveniente dall'antico Egitto e di pro-
prietà del museo del Commercio di Vienna: una tazza
Ornata di smeraldi di straordinaria grandezza; alcuni
ostensori ricchissimi del medio evo, spettanti al tesoro
della cattedrale di S. Stefano, e un orologio astronomico
singolarissimo, inviato dall'Ordine teutonico.

Un'esposizione consimile potrebbe riuscire splendi-
dissima anche presso di noi. Roma, che no ha tenute
tanto e di tanti generi nei passati anni, potrebbe imitar
Vienna nell'anno-venturo : ma in tal caso non sarebbe
male di sfionderò in sorveglianza ciò che si è speso
finora a faro assordare il pubblico coll'infornaio fracasso
dei Concerti situati sotto le volto sonorissime del palazzo
delle Bello Arti, i (piali più che allottare stordiscono
addirittura.

— Nella cronaca procedente parlai della esposiziono
dei pittori-incisori tenutasi a Parigi nel decorso feb-
braio : ora mi convien ricordare un'altra esposiziono
speciale, apertasi in quella città sui primi del corrente
mese di aprilo. Intendo par'aro della esposiziono dei pa-
stellisti, inauguratasi la sera del 4 di questo mese dal
presidente Carnet in persona. La società dei pastellisti,
costituitasi or sono cinque artni, apro al pubblico ogni
anno una mostra di lavori a pastello eseguiti dai suoi
soci. Tale mostra è riuscita quest'anno più importante
di tutte le procedenti, pochi essendo i lavori esposti ma
tutti eccellenti. Tra i più notevoli si citano dei ritratti
muliebri del sig. Machard, un campo di battaglia del
sig. Lewis Brown, un quadretto della signora Cazin,
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