Archivio storico dell'arte — 2.1889

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ESPOSIZIONE DI CERAMICA IN ROMA

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rappresentante alcune faneiulline e pieno di grazia,
od altri assai che troppo lungo riuscirebbe enumerare qui
tutti, dovuti all'abilità dei signori Montonard, Duoz,
Puvis de Chavannes, Lfesnard ecc.

Come si vedo, tutti i generi di lavori artistici hanno
modo in quella grande metropoli di far le loro prove e
porsi in evidenza; d'ondo resulta in ogni ramo dell'arte

quella gara e quella emulazione, che conduco a poco a
poco a una perfezione che è più facile ammirare che
raggiùngere.

Speriamo che in avvenire anche lo nostro grandi
città si decidano a imitare tali esempi.
Marzo-Aprile 1889.

C. Galeazzi

ESPOSIZIONE DI CERAMICA IN ROMA

Il giorno 26 corr. si è inaugurata solennemente la
mostra di ceramica, vetraria od arti affini nel palazzo
delle esposizioni in Roma. Chi pensasse di trovarvi una
collezione storica, tale da poter darò un concetto dello
svolgimento dei diversi rami d'arto ammessi all'esposi-
zione, si troverebbe senza dubbio ingannato; ma se inve-
ce vi cerchiamo esemplari pregevoli od anche preziosi,
atti ad educare il gusto degli artefici e degli amatori,
e saggi di nuovi tentativi, dovremo riconoscere ch'essa
sia sufficientemente riuscita, e che sia utile e piacevole
il visitarla. Chi sa (pianto sia difficile l'indurrò i posses-
sori d'oggetti d'arte a privarsene per un certo tempo ed
esporli ai rischi dei trasporti e dei viaggi, e come non
sia facile l'allcttare i produttori a sottostare ad ingenti
spese senza speranza di larghi compensi, dovrà dar lode
alla commissione o al Museo industrialo d'ossero riusciti
a raccogliere un numero d'oggetti considerevole.

La mostra apparisce senza dubbio monca e imper-
fetta a paragono di quella de' tessuti e merletti dell'anno
scorso, e più ancora se si confronta colle collezioni stra-
niero pubbliche o private, e non può negarsi che la man-
canza di certe manifestazioni dell'arte ceramica o veti-aria
si faccia troppo fortemente sentire. Perchè, ad esempio,
non vi sono saggi di grandi musaici decorativi, mentre
in Italia abbiamo due fabbriche a Venezia ed a Roma
veramente importanti? Porche non vi è rappresentata
l'arte de'la grande pittura in ceramica alla bai-boline, la
manifestazione più moderna e torso più elevata, cui certo
è riserbato un grande avvenire e che in Francia, spe-
cialmente per opera del Laurin, è tanto avanzata? Noi
abbiamo avuto occasiono di vedere alcune prove che
avrebbero dovuto incoraggiare artisti di vaglia ad appli-
catisi.

Pochissimi sono gli esemplari di pittura su vetri da
finestre, dei quali soli si potrebbe fare una esposizione
speciale. Invano cercheresti in tutta l'esposizione un pozzo
che per importanza storica ed artistica si potesse mettere

a paragono colla celebre dalmatica di Carlo Magno, che
l'anno scorso primeggiava nella mostra di tessuti e mer-
lotti. Nulla vi è pervenuto dalle autorità ecclesiastiche,
che specialmente in ismalti, posseggono cose stupende ; ed
i pochi saggi qua e là sparsi delle celebri maioliche ita-
liane non danno che una pallida idea dello grandi raccolte
di Faenza, Pesaro, Urbino, Loreto, Firenze, ecc. E qui
veramente è più da lamentare il poco patriottismo di chi
poteva concorrere alla buona riuscita della esposizione,
che da rimproverarne la comm'ssiono.

Ma ciò per cui non si può far a meno di far appunto
agli ordinatori della mostra è la mancanza di un ordino
logico, almeno approssimativo: si vedono oggetti antichi
e moderni nelle medesimo sale, senza distinzione d'epoca
o di qualità; e questo difetto, so ora difficile ad evitarsi
del tutto per non dividere gli oggetti di ciascun espo-
sitore, poteva pure in qualche parto correggersi, giacché
qua e là, nonostante i riguardi dovuti agli espositori,
si trova un principio di ordinamento, che crediamo
sarebbe stato possibile di estendere alquanto.

In una mostra storica dell'arto, cho dove servire spe-
cialmente per educare il sentimento artistico nella classo
degli industriali, l'ordine almeno cronologico o qualitativo
ò di suprema importanza.

Ma abbiamo già abbastanza fatto della critica od ora
ci è grato rilevare quello che merita veramente ammi-
razione.

Non è nostro compito parlare minutamente de' varii
oggetti che meritano un esame accurato, ma ci limite-
remo qui solo ad indicare quasi a guida del visitatore
qualche oggetto che più ha fermato la nostra attenzione.
Ed è duopo formarsi avanti uno schema per giudicare
gli oggetti, corcando di ordinarli nella propria monto
meglio cho non siano al loro posto. Distinguiamo almeno
gli oggetti in antichi e moderni, i primi in orientali,
ita'ici od arcaici, classici, del medio evo, del Rinasci-
mento, e cosi via; o in ciascuna di queste elassi le scuole
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