Archivio storico dell'arte — 2.1889

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QUADRI DI MAESTRI ITALIANI IN POSSESSO DI PRIVATI A BERLINO

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destra si vede san Giovanni, coperto di pelle grigia con manto carmino chiaro, la mano destra
alzata, nella sinistra la croce. Le figure hanno l'altezza di circa un palmo; i loro movimenti sono
di una grazia veramente rara; il disogno perfetto fin ne'più minuti particolari, il colorito vivo e
chiaro. Tuttavia io crederei che il dipinto sia da porsi fra i primi lavori del pittore, tanto più che
specialmente il lungo e delicato ovale del volto della Madonna ha maggiore analogia con le sue
prime opere, come ad esempio VAdorazione del bambino nell'Accademia di Firenze (n. 12), di
quello che con le posteriori.

Di un maestro il quale per la tecnica, specialmente nel colorito roseo delle carni, mostra ad evi-
denza di essere in relazione con Fra Filippo, è una Madonna seduta, in mezza figura, grande circa
tre quarti del naturale; essa tiene ritto in piedi il bambino, il quale con la mano sinistra preme alla
bocca un uccello; a destra due, a sinistra un piccolo angelo, di dietro un cespuglio di rose dal
fogliame scuro. Il tono chiaro delle carni, i capelli giallo-bianchicci, i colori vivi ed i chiari bian-
castri ricordano perfettamente la maniera di Filippo; non cosi il tipo della Madonna che a me
richiama alla mente il Baldovinetti. Affatto particolare è poi l'orecchio, molto grande, tanto lungo
quanto largo; questa forma dell'orecchio si ritrova del tutto uguale in un artista che, secondo il
Vasari, ha imitato Filippo, e questi è Francesco Pesellino: a quanto mi è stato detto, il quadro fu
anche attribuito a questo pittore ; ma in ogni caso esso è opera di un artista che nel colore e nella
tecnica è sotto l'influenza di Fra Filippo.

Sandro Botticelli è rappresentato da un bellissimo ritratto di giovane proveniente dalla col-
lezione Frizzoni di Bergamo; esso ha una sottoveste rosso carmino e la sopravesta grigio cupo;
quest'ultima, gettata all'indietro dalla parte sinistra, mostra la fodera gialla; il giovane guarda
dritto in faccia allo'spettatore, e sul capo incorniciato da un'abbondante chioma scura arricciata,
ha un berretto rosso. I contorni sono privi di qualunque durezza, tenera la modellazione delle carni
dal fono caldo giallo, e sembra che il quadro sia dipinto a leggera tempera.

Il quarto dipinto fiorentino del Quattrocento è una piccola Madonna col bambino di Sebastiano
Mainardi, che nella composizione è perfettamente eguale a quella che si trova in possesso di Mr. Shaw
Boston *. A destra si vede la Madonna in mezza figura, in atto di adorare il bambino, rivolta per
metà verso sinistra; a sinistra il bambino seduto su un cuscino che sta su una gradinata, volto
alquanto a destra verso la Madonna; esso tiene la destra alzata, quasi per allontanare qualche-
duno; la sinistra, che sostiene una palla, s'appoggia ad una coscia. Nel fondo un paesaggio montuoso
con una città turrita posta in riva al mare. Le carni sono dipinte su fondo verde; il loro tono
caldo, con ombre brune e forti chiari di color rosa; il quadro è conservato benissimo, ed è molto
buono e per il Mainardi veramente caratteristico. Per far menzione di tutti i maestri fiorentini che
figurano in questa collezione, nomineremo in fine una buona replica del noto ritratto di Cosimo
de' Medici con armatura grigia, attribuito qui al Bronzino, laddove lo stesso ritratto nella reale
galleria di Berlino (n. 337) porta il nome del Vasari.

Alla scuola veneziana appartengono due quadri: uno, piccolissimo, rappresenta in mezza figura
la Madonna col bambino, san Francesco ed una monaca; il secondo è un ritratto in metà della
grandezza naturale. Il primo porta la scritta Joannes Bellinus faciebat: la Madonna sta seduta
innanzi ad una tenda verde, col capo piegato a destra verso una monaca vestita di grigio, la quale
tiene ambe le mani appoggiate sul petto; il bambino, in piedi sul ginocchio destro della madre,
porge un piccolo crocifisso a san Francesco che sta in piedi a sinistra; nel fondo si vedono dei
monti azzurri che spiccano sul cielo azzurro chiaro sparso di lievi nuvolette bianche. La segnatura del
quadretto che è molto grazioso e dipinto con colore delicato e grasso, non ci dà però il nome del suo
vero autore; piuttosto il tono bruno caldo delle carni di san Francesco, le mani larghe con le dita
corte e forti, la luce chiara e viva accennano a Cima da Conegliano, al quale la pittura è anche
con buona ragione attribuita. Il secondo quadro è entrato appunto in quest'anno nella collezione del
signor Hainauer; in esso è raffigurato il capo di un giovane imberbe, volto per metà verso sinistra,
con berretta di color violetto scuro, spiovente in giù, e la giubba pieghettata, fuori della quale
all'altezza del collo sporge una sottile striscia della camicia bianca; il fondo è verde scuro. Il viso

1 Vedine la notizia nel « Repertorium fùr Kunstwissenschaft » voi. xi, p. 80.
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