Archivio storico dell'arte — 2.1889

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FRITZ HARGK

l'ultima cifra non era leggibile. Siccome era evidente che questa scritta era stata restaurata, la
feci pulire, e la parola Veronensis, meno poche linee staccate, scomparve, mentre il resto rimase
dimostrando per tal modo di essere l'antica segnatura. Il proprietario antecedente acquistò il quadro
a Venezia, e certo sarà esso quello slesso che è citato dal Magrini, il quale probabilmente avrà
letto male il nome del mese in causa d'una spaccatura che attraversa la targhetta.

Un'altra testa di Cristo appartiene certo alla scuola veneziana, ma è difficile il determinarne
l'autore. Il capo, circondato da folti capelli rossicci ricciuti, si vede di faccia; gli occhi guardano
alquanto a sinistra. La bocca nettamente disegnata con l'angolo marcato, lo sguardo penetrante, e
specialmente l'esecuzione particolareggiata dell'iride e della pupilla dimostrano, a mio giudizio, una
dipendenza da Antonello, come pure il tono delle carni in colore ad olio giallo chiaro, sottile e fluido.
Potrebbe forse essere un'opera di Pietro da Messina; però l'unico quadro autentico di questo maestro
che io conosca, a S. Maria Formosa a Venezia, non basta a confermare tale attibuzione.

Due altri quadri in possesso di privali in questa città mi sono rimasti sconosciuti, e questi sono
un Sacrifìcio d'Isacco, probabilmente di un maestro ferrarese, presso il conte Blankensee-Firks, ed
un piccolo S. Girolamo di proprietà del conte Perponcher, già nominalo dal Bode. 1

Fritz Harck.-

Jahrbuch der hón. preussischen Kunstsammlungen, 1883, p. 14(i-147.
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