Archivio storico dell'arte — 2.1889

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UMBERTO ROSSI

di ottone, su cui è rapportata in alto rilievo una figurina della Vergine coronala, col bambino in
braccio, fiancheggiata da due angeli portanti lercie, entro un'edicola gotica; questa rappresenta-
zione fu mollo in uso in Francia nel secolo decimoquarto, e la trovammo già parecchie volte ripe-
tuta nei dittici d'avorio di quell'epoca. Assai bello è un piede di reliquiario a base emisferica, divisa
in tre segmenti, ognuno dei quali ha un circolo d'argento con ornati in niello; uno di questi nielli
si rimuove a cerniera per riporre le reliquie aneli»; nell'interno della base: il nodo è pure adorno
di piastrine niellale e di fogliami e fragole. 1 L'ante di questo piede ini sembra italiana al pari di
quella di un altro che ha l'asta esagonale smallala, secondo il procedimento champlevè, a colori
rossi e neri di grazioso disegno. Viene poi una coppa d'argento cesellalo, che potè forse servire ad
uso di patena, al centro della quale v'è il monogramma di Cristo in lettere gotiche, circondato da
una ghirlanda di pampini e grappoli d'uva; intorno gira un ornamento ad archi acuti sostenuti da
colonnelle. 2

Una statuetta della Vergine d'argento lavorata a sbalzo è il più bel monumento chi; la rac-
colta Garrand ci offra dell'oreficeria francese del trecento; su una piccola base adorna di molivi
architettonici, la Vergine è ritta con un manto che le scende in larghi panneggiamenti fino ai piedi
e con una corona a fiori adorna di pietre preziose : porta sul braccio sinistro il bambino nudo, cur-
vandosi un [)>'dalla parte opposta, con quel movimento naturale che gli scultori francesi del medio
evo esageravano spesso fino a penderlo grottesco. Questa figura che devo appari enere alla grande
scuola artistica, formatasi sotto il regno di Carlo V, è improntata con molta nobiltà e insieme con
molta grazia; il bambino si può dire copialo egregiamente dal vero, tanto le proporzioni ne sono
corrette e tanto n'è spontaneo il movimento. 3 I'] della stessa epoca e della stessa scuola una statuetta
di madonna più piccola, di bronzo dorato, Lavorata ugualmente a sbalzo e che posa su una base
esagona fregiata di pietre preziose greggie; sul braccio sinistro proteso doveva recare il bambino,
che oggi manca. Sono anche degne di nota quattro placchette d'argento a rilievo coi simboli degli
evangelisti, che servirono forse d'ornamento alla rilegatura di qualche libro.

Passiamo ora ad occuparci degli oggetti d'oreficeria religiosa del secolo decimoquinto, che nella
collezione Carrand sono molto numerosi e quasi tutti d'importanza grandissima. Le croci da altare
sono quattro; la prima è in bronzo con rapporti in argento ed ha nella faccia anteriore il croci-
fisso in tutto rilievo e sei smalti quasi interamente scomparsi, di forma quadriloba; il rovescio è
clorato ed inciso, e nelle formelle che corrispondono agli smalli del davanti, sono raffigurati l'agnello
mistico, san Pietro, san Paolo, san Marco, san Giovanni e un altro santo non determinabile; sembra
lavoro il aliano della prima metà del quattrocento ed è fattura di artista mediocre.

Un'altra ha nel davanti il crocifisso ed alle estremità quattro smalti champlevès, colle figure
risparmiate e (inamente incise che rappresentano la Vergine, san Giovanni, il simbolo del pellicano
e un teschio con due ossa sotto i piedi del Cristo: a me pare di vedere in questa croce un rarissimo
esempio di smalti cliamplevès eseguiti da artefice ilaliano, poiché la figura della Vergine e più an-
cora ([nella di san Giovanni sono disegnate ed incise con tanta inaeslriaed insieme con tanto senti-
mento di verità naturalistica, chi; non ne trovo l'eguale se non nelle produzioni della scuola fioren-
tina sul finire del quattrocento: la parte posteriore è incisa e vi si ripete la figura del Cristo coi
simboli degli evangelisti alle quattro estremità. Bisogna notare che tutto il lavoro della croce e
specialmente quello del rovescio, è di molto inferiore a quello degli smalti, che vi sono rapportati
sopra; questi sono degni di un grande artista, quello rivela solo una consumata abilità manuale.

La terza croce è d'argento, con una figura di Cristo piuttosto mal fatta; per compenso sono
assai interessanti e ben eseguiti gli smalti translucidi che l'adornano, in cui sono effigiati Dio padre,
la Vergine, san Giovanni, san Michele e quattro cherubini, e al rovescio l'agnello mistico, i quattro

1 Potrebbe anche darsi che questo piede avesse ser-
vito per un ostensorio, ed in tal caso la base vuota
doveva far l'ufficio di pisside.

2 Questa coppa è uno dei pochissimi oggetti su cui
ci rimangono annotazioni del sig. Carrand, ed è dietro
il di lui giudizio ohe i' assegno al secolo decimoquarto,

quantunque certe caratteristiche possano farla credere
senza dubbio del seguente.

3 Una statuetta della Vergine sedente, che ha molta
affinità colla nostra, è conservata nel museo di Cluny e
fu pubblicata dal sig. Labarte nella sua opera sopra
citata, tomo 11, pag. 110.
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