Archivio storico dell'arte — 2.1889

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SPERANDIO DA MANTOVA

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di; tutti i particolari. L'artista non ha miralo che alle leggi essenziali della struttura, ed ha fatto
una tosta tutta di maniera, ma notevole per 1' espressione della placidezza e dell'abbandono della
morte. I due angioli sostenenti gli scudi nella baso sono opera assai trascurata, ed hanno la carat-
teristica già notata come propria dello Sperandio nella disposizione delle pieghe intorno alle gambe:
come ne' suoi rovesci di medaglie, quelle ligure hanno pesanti le leste e modellate con senso quasi
puerile della l'orma, grossolane le inani, sgangherati gl'insiemi, affastellate le pieghe, che sembrano
all'ondarsi nelle membra.

Il Vasari racconta che Niccolò di Piero, richiamato da Milano in patria da' suoi concittadini,
nel tornarsene ad Arezzo, dovette fermarsi in Bologna e fare nel convento de'Frali minori la
sepoltura di papa Alessandro V ; ma il Vasari errò certamente in quel luogo, così come nel discorrere de'
lavori di Niccolò di Piero nella Fraternità di Arezzo, accennò all'aiuto che lo scultore ebbe da scalpellini

BUSTO DI GIOVANNI II BKNTIVOGLIO

(Colleziono Orloff a Parigi)

di Settignano, mentre da documenti sicuri si inferisce che l'insigne bassorilievo di Nostra Donna che
ricuopre sotto il suo aperto manto il popolo aretino, non appartiene, come volle il Vasari, a Niccolò di
Piero, ma a Bernardo di Matteo da Settignano maestro d'intaglio. 1 Non può supporsi che lo Sperandio
facesse una riduzione dell'antico sepolcro di Niccolò di Piero; perchè il monumento ò in terra
cotta, di fattura facile e rapida. D'altronde l'esecutore di esso dimostra evidentemente di non essere
stalo vivente al tempo della morte di Alessandro V, sì per lo stile, come pei' avere trascurato di dare
alla testa del papa i tratti fisionomici.

Il monumento di Alessandro V è stato recentemente scomposto ne' suoi pezzi, e riportato dalla
Certosa di Bologna alla chiesa di san Francesco, ov' era primitivamente. Quando, durante il governo
napoleonico, il sepolcro fu levato dal suo posto per essere trasportalo alla Certosa, era addossato ad
un muro appartenente ad uno dei rifacimenti subiti dalla chiesa di san Francesco ne' secoli xvi e xvn,
la qual cosa potrebbe dar sospetto che il sepolcro fosse stato mosso dal suo posto primitivo e pro-

1 I documenti che a ciò si riferiscono saranno pub- italiano, stanno per esser fatti di pubblica ragione. Un
blicati per intero da Ubaldo Pasqui, ne' suoi Documenti cenno di que'documenti fu dato dall'A. nella Nuova
aretini, che auspice la direzione dell' Archivio storico Guida di Arezzo (Arezzo, 1882).

Archivio Storico dell'Arte,. - Anno II, Fase. V-VI.

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