Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 247
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.39
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.45
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0283
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0283
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
LÀ GASSA DI TERRACINA

247

dell'arte orientale nel suo ritorno alle antiche forme ed all'antico stile: tale influsso insieme cogli
elementi imbarbariti dell'arte classica greco-romana, è pure spiccato negli ornati delle arcate e
dei capitelli ecc. delle nostre chiese romaniche, in tutte quelle rappresentazioni animalesche di cui
abbiamo parlato, in quegli intrecci di fogliame rotondeggiante, seghettato e con costole simmetri-
camente disposte, che formano poi il carattere principale degli ornati francesi specialmente fino
al secolo siili.

Nella nostra cassa però l'elemento orientale vi è predominante, specialmente ove anche si con-
sideri il genere delle cose espresse e l'unità del concetto, evidente più che in nessun altro monu-
mento, quello della lotta tra il iene ed il male, tra i vizii e le virtù, come nel dualismo delle
religioni d'Oriente e particolarmente della persiana. Dove tuttavia non saprei trovare il carattere del-
l'arte venutaci dall'Oriente, ma piuttosto locale, di Roma e dei suoi dintorni, nell' vili e non più
oltre del ix secolo, è negli ornamenti de' pilastri e degli archi che, nella maniera stessa usata
sui sarcofagi incominciando particolarmente dal secolo iv, incorniciano quasi le rappresentazioni
descritte. Nell'ordine superiore infatti troviamo quelle strie rettilinee entro strette fascie, come
sui pilastrini scolpiti nel pluteo di S. Agnese fuori le mura, e meglio sugli archetti e pilastri della
bocca di pozzo esistente nel palazzo del Ministero d'Agricoltura : monumenti ambedue della fine
del secolo vili.

Per le considerazioni esposte, e tenuto pur conto della rozzezza del lavoro, mentre il legno
impiegato è il cedro del Libano e la destinazione della cassa non era ad un uso comune, io rimango
convinto ch'essa non sia che una copia abbastanza libera eseguita -non anteriormente all'vin
nè posteriormente alla fine del secolo ix da un artista locale, d'un'altra cassa lavorata di certo
in Oriente e venuta in Italia per mezzo de' bizantini che ancora nel ix secolo dominavano la Pu-
glia e la Calabria, o per mezzo di Amalfi che diveniva ricca col fornire all'Europa i prodotti e
le manifatture dell'Asia, da cui naturalmente^era venuta anche la materia prima, cioè il cedro

del Libano.

Natale Baldoria
loading ...