Archivio storico dell'arte — 2.1889

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NUOVI DOCUMENTI

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Bernardo Accolti, che, morto Raffaello, no comprò la
casa e l'unì alle sue.

Lavori di topografìa romana intrapresi da Raffaello.

E poiché sono a discorrere di Raffaello, non mi paro
inutile produrre una testimonianza, nuova, benché
stampata, sui lavori di topografia romana ch'egli ese-
guiva por ordine di Leon X quando fu colto dalla morto.
Cajo Silvano Germanico, poeta latino fiorito in Roma
sotto quel pontefice, enumerando i benefici da esso recati
alla città di Roma, accenna pure al suo proposito di
far scavare i fondamenti degli antichi edilìzi poi' rica-
varne le piante e riprodurli in tavolo dipinte: l opera
troncala sul principio dalla morte che colpi Raffaello.

Saepe Leo infaridasque vices, sortemque malignam,
Roma, tuam doluit : qualom te fata negarunt
Impia barbaricusque furor flanimaoque nocentes
Temporibus nostris, talem sub pectore grandi
Concipit, ac nimium casus miseratur acorbos,
Mirus amor! Postquam delubra minantia Coelo
Divorum convulsa jacent, fastigia postquam
Nullius superant aedis super aothera notae,
Ut saltem veteris vestigia certa figurae
Nota forent, roserare latentia jussit ab imo
Fluidamente solo, et pìctis mandare tabcllis.
Sed tanti artificem monumenti in limine primo
Sustulit, ac claris mors obstitit invida cooptis.

Questo passo conferma quel che sapevamo da altre
testimonianze, che cioè l'opera rimase interrotta sul bel
principio, in limine primo. Rimane solo a spiegare la
lettera del Peregrino al duca di Mantova, di cui era
ambasciatore in Roma, pubblicata dal Luzio. Il Peregrino,
agli 8 di giugno 1532, mandava al duca un « disogno
di Roma stampato hora di nuovo, secondo che anticha-
mente era edificata a tempo de l'antichi romani ». E a'
28 dello stesso mese riscriveva : «fra puochi giorni se
ne stamparà un altro (disogno), pur di Roma, che fu
disegno di Raphael da Urbino, et è bellissima cosa, et
molto copiosa ».

D. Gnoli

Altri Spampani pittori

Il sig. N. B. nell'articolotto in cui parlò dei pittori
di Norcia Antonio e Paolo Sparapane (vedi p. 92) non
fece parola di un maestro Francesco della stessa famiglia
nominato nel contratto che l'anno scorso pubblicai a
p. 84 di quest'Arc/iiTOO. E poiché mi si porgo l'occasione,
non voglio più a lungo lasciare inedite le memorie che
degli Sparapani cavai dall'archivio notarile di Norcia
quando vi fui come R. Ispettore degli scavi e monumenti
umbri, a visitare la celebro Castellina. Si vedrà da esse,
che non pur tre, ma sei furono i membri di questa fami-
glia che in meno di un secolo coltivarono la pittura.

1533, 27 febbraio. — I salitesi di Frascario, villaggio

ì In Statuam Leonia X Pont. Opt. Max. Sylva. Roma, 1524.

del comune di Norcia, allogano a Francesco e Vincenzo
dì Piertommaso Sparapane la pittura di una cappella e
del resto di una tribuna in S. Maria del Rovaio, con
un istromènto di questo tenore.

(Rog. M. Antonii de Fusconibus, prot. d.an. 1533, c. 27).

«lo. Maria Andree Lallutii et Perangelus Tome Cicconis
de villa Frascarii com. Nursie, ut sanctensos diete ville,
dicto nomine dederunt ad pingendum m.° Francisco et
m.° Vincontio mes. Pertomo Sparapanis de Nurcia presen-
tibus - imam capollam existentem in ecclesia S. Marie Ro-
vani do dieta villa ac residuimi cuiusdam tribune existentis
in dieta ecclesia cimi figuris et imaginibus ad electio-
nèm dictorùnì magistri francisci et magistri Vineontii prò
pretio extimando et declamando per Andream Dominici
Bìcti Mei de dieta villa, absentem tanquam prosentem,
in quem Andream diete partes dictam extimationem
remiseruat, cui dederunt licentiam et liberam potcsta-
tem dictam extimationem fiendi, intimandi et apretiandi
diebus feriatis vel non, partibus eitatis, vel non citatis,
partibus presentibus voi absentibus, una parte citata, et
altera non, una parte presente, altera vero absente, se-
dendo, stando, et ambulando, alte, basse, summarie, sim-
pliciter et do plano, et dato, voi non dato termino
dierum, cui termino diete partes ex mine renuntiaverunt,
promicteutos dicti contrahentes dictis nominibus omnem
extimationem et declarationom fiendam per dictum An-
dream, semper et omni tempore actendere et observare,
et contra non tacere vel venire per so vel alium seu
alios, aliqua oecaxiono, ratione vel causa, et ab ea non
appellare, non reclamare, non potere consilium sapien-
tis, aut eam reducore ad arbitrium boni viri, etiam si
essent enormiter lesi, et o.ffensi, etiam si intorvenissot
dolus dicti Andree, sub pena centum librarum denario-
rum applicandorum i>ro medietate camere comunis Nursie
et mihi notario prò ea stipulanti, et prò altera medie-
tate parti observanti : prò quibus obsorvandis dicti con-
traentes dictis nominibus obligavorunt se ipsos et omnia
et singula eorum bona mobilia et stabilia, presentia et
futura, et promiserunt se realiter et personaliter cogì
et constrìngi et convoniri in curia Nursie Cassie Vissi
Rome Neapolis, et generaliter ubique Iocorum - Volontes
insuper quod dictus Andreas possit dictam extimationem,
quandocumque ei placuerit fieri etc. Renuntiantes etc,
iuraverunt etc. et turando promiserunt sub pena dupli
etc. quam penam etc. »

1535, 27 decembro. — M°. Francesco di Piertommaso
Sparapane a nome suo e dei fratelli Vincenzo e Girolamo,
ed i santesi della chiesa di S. Pietro del castello di Santa
Maria nel contado di Norcia, eleggono il perito a sti-
mare le figure di una cappella e di un presepio dipin-
tovi dai suddetti maestri ; ed il perito le apprezza, come
negli atti che testualmente si riportano:
(Rog. cit, prot. d. an. 1535, c. 260 t.).
« Mr. Franciscus Portome Sparapanis tam suo no-
mino quam etiam nomine et vice suorum fratrum prò
quibus de rato promisit, et se principaliter obligavit ex
una, et Petrus Paulus Vannis da castro S. Marie comi-
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