Archivio storico dell'arte — 2.1889

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NUOVI DOCUMENTI

Statua colossale di Tiberio riparata da
Gian Battista della Porta

Gian Battista della Porta, appartenente alla famiglia
do' famosi scultori originaria di Porlezza nel territorio
comasco, aveva preso a restaurare una statua colossale
di Tiberio Imperatore, venduta nel 1566 da Mario Ciotto
al cardinale Ippolito II d'Este per la sua villa di Tivoli.
Lasciato incompiuto il restauro dolla statua, Gillio dalla
Ullieto o della Vellita fiammingo e Agostino Carboni
scultori si obbligarono a fare il restante. All'atto di ob-
bligazione, erano presenti Cornelio Fochetto e il noto
antiquario Vincenzo Stampa.

A. V.

(Archivio di Stato in Modena - Cancelleria Ducale -
Scultori.)

« Per la presente noi infrascritti confessiamo et di-
chiariamo hauer proso, dalli Agenti di Mons.1' 111.»'" di
Ferrara a finire la statua colossa di Tiberio Imperatore
già cominciata da Giovati Battista della Porta per prezzo
di scuti dieci di moneta cioè da accomodami la sua
testa Antica sopra il busto, et fare il naso alla tosta di
nouo et finire una mano cominciata et fare un braccio
di nouo et finire di condurre le gambe, et arrotarla et
darli la tinta accio accompagni lantieo, attutte nostre
spese ecetto il marmo et promettiamo darla finita per
tutto Gennaro proximo con questo che ci sia dato sciti
Cinque al presente, et il resto quando sarà finita pro-
mettiamo che ogni cosa stara bene di quello cho hauremo
fatto noi, conformo all'antico et in fede sottoscritioremo
la prosento quale uogliamo che habbi forza di obligo
camerale con tutte sue clausole et censure, et cosi Juramo,
Questo di xiij di Dicembre 1567 in Roma, presenti gli
infrascritti tcstimonij

« Io gillio del'1 idiote fiamingo scoltoro afermo quanto
di sopra si contiene

« Io agostin charboni schultore afermo quanto di
sopra si chontiene

« Io Cornelio fochetlo foie presente quanto di sopra

« Io Vincentio Stampa fui presento a quanto di
sopra. »

Cittadinanza del Vignola

Il Barozzi nato nel 1507, a Vignola, in quel di Mo-
dena, da padre oriundo milanese, se ne andò ancora bam-
bino a Bologna, ove fu educato nell'arte. E Bologna,
come il Vignola stosso dichiara nel documento qui rife-
rito, gli conferi la cittadinanza. Il documento ci presenta
il celebre architetto, in atto di mostrare all'oratore estense
e al papa Gregorio XIII i disegni di una chiesa, clic
vuol fare il He di Spagna, cioè Y Escuriale. I disegni
del Vignola furono da Filippo II anteposti a quelli de'
più celebri architetti del tempo.

A. V.

(Archivio di Stato in Modena - Cancelleria Ducale -
Dispacci da Roma.)

« 111.'»" et Kcc.m" S.r" et patrone col.1»"

« Adi vij giugno 1572.

..... « Io era stato presente al desinare di sua S.t>\

et nell'enirarui, et farli la riuerenza, mi fece di testa,
mostrando uedermi volentieri, si come fece ancora nel
fine del mangiare, perche mi chiamo, acciò uedessi certi
disegni del Vignola, d'una Chiesa, che vuol faro il Re
di Spagna, et nel uedorli hobbe ancora piacere di sen-
tirmi ragionare, et uolso ch'io li tenessi in mano, con
molta domestichezza, perilche uolendo far' fauore al Vi-
gnola, perche in uoro il disegno lo mei itaua, mi disse,
questo è de nostri da Bologna, replicai Padre Santo, gli
è pur' do nostri da Modona, essendo nato a Vignola.
S. S.ta soggiunse sotto che diocesi ò Vignola? dissi di
Modona, in spirituale e temporale. Il Vignola soggiunse
io sono nato a Vignola, et allenato a Bologna et sono
Cittadino Bolognese et cosi si fini.......

« Di Roma etc.
« Di V. E.

« Hum.mo et deu.mo S.re
« Guron Bertano »

(foris) All' 111.'»» et Eccmo S.™ et patrone col;
il Si* Duca di Ferrara. »
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