Archivio storico dell'arte — 2.1889

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

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RECENSIONI E CENNI BIBLIOGRAFICI

Louis Courajod - Les origines de la Renaissance en
France au XIV et au XV siècle; Paris 1888.

Eugène Muntz-Les artistes francais du XIV siècle et
la propagande gothique en Italie («L'Ami des Mo-
numenta» 1889 n. 9.)

Il signor Courajod, ben noto agli studiosi della storia
dell'arte per altri coscienziosi ed importanti lavori, traccia
a larghe linee, nell'opuscolo citato, lo svolgimento del-
l' arte e specialmente della scultura francese, dal se-
colo xin al xvi, fermandosi particolarmente a conside-
rarla in quella sua fase, in cui per influsso dell'arte
fiamminga abbandonasi del tutto all' imitazione del
vero; ed è il periodo che corre dalla seconda metà del
secolo xiv fino all'epoca di Carlo Vili, nella quale l'arte
italiana, affatto invadente, finisce per prevalere. In questo
periodo il signor Courajod trova le origini e lo sviluppo
del Rinasciménto in Francia, intendendo por rinascimento
non già soltanto l'imitazione dell'antico, che, secondo il
ch.° autore, non fu che uno de' felici avvenimenti della
grande rivoluziono; ma anche l'imitazione del vero, che
dovette apparecchiarne la via.

Intanto il Courajod fa giustamente notare l'alto grado
di sviluppo a cui la scultura francese era arrivata in
que'secoli; so non che esagera asserendo ch'essa potè
esercitare tale predominio sulla scultura italiana coeva
da trascinarla del tutto per la propria via e da darlo
il primo impulso al suo rinascimento. Parlando dello
sculture famose, eseguite nel secolo xm a Parigi, a
Chartres, a Reims, ad Amiens, ad Auxorre, ed in altri
luoghi, l'A. afferma ch'esse possiedono nella loro sem-
plicità anche la mollezza, la grazia o la nobiltà ; rivo-
lano un'arte che, pur imitando la natura, resta entro i
limiti dell'idealo; un'arte che procede fino ad un risul-
tato definitivo, presagio di un lungo avvenire, regina
indiscussa durante l'intero secolo xui per tutta l'Europa
occidentale. Essa, arriva a dire l'A., era giunta alla
cima, al di là della qua'e i progressi divengono impos-
sibili o dannosi. Asserzione quest'ultima, che sembrerà
troppo ardita, ove si ponga mente che sebbene, l'arto
gotica avesse allargato il campo ove poteva esercitarsi,
per una maggiore libertà nel concepimento do' soggetti
biblici, per il grande sviluppo dello rappresentazioni
allegoriche, o, quel ch'è più, per un nuovo sentimento
che spingeva a decorare con varia sontuosità i monu-
menti, onde tanto nello composizioni, quanto nelle sin-

gole figure, essa aveva trovato in abbondanza nuovi
motivi ; qualche cosa però mancavale ancora, ed era la
ricerca profonda, scrupolosa, indefessa del movimento
e delle espressioni, specialmente nel ritrarre l'uomo nelle
varietà delle sue azioni e dell'indole sua; quella ricerca,
che, unita allo studio dell'antichità ed agli sforzi indi-
viduali di ciascun artista, .diede tanto impulso all' arte
italiana. So troviamo talvolta nel confronto fra loro
delle diverse opere gotiche differenti caratteri, questi
non devono attribuirsi a concepimenti speciali di singoli
artisti, ma a tendenze locali, a sentimenti propri di certi
ambienti, di ciascuna provincia; poiché in Francia la
scultura non assurse mai alla piena libertà di sé stessa,
come già era avvenuto in Grecia, in Roma e nel Rina-
scimento italiano; ma si considerò sempre come arte
decorativa, e non ne perdeva il carattere anche quando
non doveva servire all'architettura.

E pur vero, come continua a dire il signor Cou-
rajod, che l'arte gotica francese potè nel secolo xiv
entrare nel campo della realtà e tradurre inclinazioni
e pensieri mono alti di quelli nella sfera de'quali s'era
prima esercitata ; ma puro in questa fase del suo svol-
gimento io non trovo cho ne sia stato essenzialmente
mutato il carattere. Il cammino dell'arte è progressivo;
il verismo della scuola fiamminga, che già specia'mente
dalla seconda metà del secolo xiv comincia ad imporsi a
Parigi, dove la regalità iniziava il vero organamento
politico della Francia, ha bensì portato, specialmente per
una materiale ricerca de' particolari, ad un maggior
carattere nelle figure, ed a far cho il ritratto, di cui
v'era stato dapprima un uso assai limitato, diventasse
quasi lo scopo dell'arte nuova ; ma all'infuori di questo,
la. statuaria non tentò nuovo vie, continuò a riprodurre
tipi, forme e composizioni che avea già trovato, soltanto
esagerando una certa tendenza alla snellezza, alla grazia
ed all'eleganza - che in giusta misura si riscontrano
già pure nell'arte antecedente - e perciò cadendo spesso
nel lezioso e nel falso. La tecnica esecuzione diventava
più raffinata, e quindi tanto gli ornati quanto le figure
perdevano della loro grandiosità, assumendo angolosità
e secchezza. Essendosi curati i particolari più cho l'in-
sieme, ne derivò quel tritume di pieghe in ciascuna figura
e quell'affastellamento nelle composizioni, cho devesi
generalmente notare nelle opere gotiche del secolo xiv.
Nò ciò apparisco soltanto no' grandi lavori marmorei
fatti servire ad ornamento delle chiese, bensì anche
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