Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

Una piccola imagine non nominata dal Bodo è la
miniatura, lavoro di un artista lombardo e probabilmente
milanese, che si trova in.veme a quella di Ludovico il
Moro nell'atto di donazione tatto da Beatrice in favore
del marito, ora conservato nel British Museum a Londra,
e che nel principio porta la data : « In nomine Domini
Nostri Jesu Christi. anno natalis eius millesimo qua"

DETTAGLIO DI UN QUADRO DI B. ZEN A LE

(Pinacoteca di Brera)

tringentesimo nonagosimo quarto Indicione duodecima
Die martis vigesimo octauo lanuarij ». Vi ritroviamo la
solita acconciatura del capo, al collo un monile con me-
daglione simile a quello della galleria Pitti. In questa
miniatura vediamo inoltro più fortemente espresso un
particolare che è comune e caratteristico a quasi tutti
i ritratti di Beatrice, compreso quello dell'Ambrosiana:

nella Certosa di Pavia, delle quali i lettori troveran-
no qui sotto una piccola riproduzione. Delle quattro
teste, tre sono provvedute ciascuna di una targhetta.
Nella prima, cominciando da sinistra, leggesi Bianca Ma-
ria Ducissa Mi.i ; la targhetta della seconda è caduta; la
terza porta la scritta Isabella Ducissa Mediolan, e
nella quarta leggesi il nome Bona Maria Ducissa Mii.

MINIATURA LOMBARDA
(British Museum)

Ora io credo che nella testa sprovveduta della targhetta
debba vedersi precisamente il ritratto di Beatrice d'Este.
L'acconciatura del capo ed il vezzo di perle che le
circonda il collo sono in perfetta analogia con quelli
degli altri ritratti; inoltre il tipo del volto, del quale
nella nostra non troppo felice riproduzione si può a
pena'distinguere il profilo, è veramente quello di Beatrice.



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SCULTURE SULLA PORTA DELLA STANZA DEL LAVABO NELLA CERTOSA DI PAVIA

i riccioli che si avanzano sulle guance, allontanandosi
dalla massa dei capelli che scendono lisci fin sotto gli
orecchi e poi son tirati all'indietro.

Press' a poco a questa epoca dovrebbe appartenere
un altro ritratto che finora, per quanto io sappia, non
fu da nessuno identificato, ma si disse con termine gene-
rale rappresentante una duchessa di Milano: è una delle
quattro teste che si vedono scolpito sopra la bella
porta della stanza del Lavabo, eseguita da G. A. Omodeo,

Fermandomi alla Certosa di Pavia, nominerò ancora
la statua giacente che faceva parte della tomba di Bea-
trice, ora nella navata sinistra della chiesa. Il sepolcro
fu commesso da Ludovico il Moro a Cristoforo So'ari,
detto il Gobbo, nel 1498. La duchessa è raffigurata di-
stesa, con la testa appoggiata su d'un cuscino, le mani
incrociate davanti sulla cintola e coperte da un fazzoletto
conorli sfrangiati; ricchissimo il vestiario, nel quale si os-
serva una particolarità già notata parlando del quadro
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