Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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dello Zenale, cioè le lunghe fettucce che qui scendono
dalle spalle e sono disposte lungo i fianchi della figura.
L'acconciatura del capo è alquanto diversa dalla solita:
i capelli formano una folta cornice di riccioli intorno
alla fronte, cornice che è continuata da due ricci abba-
stanza lunghi che partendo dalle guancie scendono sul
petto fino all'altezza del seno. I tratti del volto non si
possono facilmente ravvicinare a quelli che già ci sono
noti: il viso è grasso e privo affatto di espressione, il
collo sgraziatamente ingrossato; però, osservando la sta-
tua di fianco invece che di fronte, si trova che il pro-
filo corrisponde perfettamente a quello degli altri ritratti.

Di medaglie nelle quali sia raffigurata questa prin-
cipessa, non son riuscito a trovarne che una, quella che
pubblicò l'Armand (voi. I, h. 21) attribuendola, non so
se abbastanza ragionevolmente, al Caradosso. Da una
parte d'essa si vede il busto di Ludovico il Moro con la
scritta Ludovico. M. Sp. Anglus. Dux. M. 1497; dal-
l'altra il busto in profilo a sinistra di Beatrice, con la
solita acconciatura del capo, circondato dalla iscrizione
Beatkix Sp. Angla. Estsis. Ducissa. Mli.

Questi i ritratti della gentile e mite principessa che,
a quanto ci ò raccontato, impedì finché visse l'esecu-
zione dei piani del crudele marito, ritardando, so non
scongiurando, la rovina della casa d'Aragona. Se la serie
loro non è del tutto completa, l'averli riuniti potrà al-
meno servire a facilitare il raffronto con altri che ancora
esistessero; e sopra tutto sarebbe desiderabile e molto
interessante il rinvenire per mezzo del confronto il pri-
mo nominato, quello dipinto noi 1485 da Cosma Tura.

Giuseppe Coceva

Pitturo a Gubbio. Nota per la iconogra-
fia delle rappresentazioni di S. Francesco.—

Nel volume recentemente pubblicato dall'avvi 0. Luca-
relli col titolo di Memorie e guida slorica di Gubbio
troviamo (pag. 496) la notizia, che in una sala del pa-
lazzo dei Consoli si vede un affresco del secolo xvi o
del principio del xvn, in cui è rappresentato Giacomello
Spada che porge a S. Francesco le stoffe per rivestirsi,
ed un altro affresco in cui è raffigurato & Francesco
seminudo in una bottega da sarto. Nei primitivi bio-
grafi del santo non trovasi alcuna notizia di questo
Giacomello Spada; però molti documenti che gli si rife-
riscono furono indicati dal padre Diego dallo Grotte di
Cnstro. i

A proposito di Giacomello Spada vediamo nella
Miscellanea Francescana (anno iv, fase, i) rammentata
una pittura, oggi perduta, del chiostro di S. Francesco
in Gubbio, colorita a chiaro-scuro nel secolo xiv e xv
insieme con altre, delle quali son rimaste poche e deboli
tracce. Rappresentava S. Francesco ignudo rivestito da
un uomo sull'ingresso di una casa. Sotto la figura
dell'uomo si legge Giacomellus Spada, e sulle pareti

i Meraviglie di san Francesco in Gubbio. Gubbio, Romitelli,
1886, y. 11-14.

della casa vedesi ripetuto tre volte un blasone, che è
una spada sguainata capovolta fra due stelle. Da un
lato si vede una città con torri, campanili, case, ponte
levatoio, ecc., e sopra vi è scritto Eugubi. La pittura
è riprodotta in incisione nell'opera Epitome Annalium
Ordinis minorum Francisci Haroldi (voi. i, p. 29) e
sotto vi si legge una relazione di parecchi eugubini in
data del 28 marzo 1657, nella quale lo pitture mono-
crome del chiostro francescano sono dette di « roza e
antica maniera. » C.

Un ritratto e un disegno di Giulio Campi
nel museo del Louvre. — In un articoletto pubbli-
cato nella Chronique des Arts (1889, n. 18) il signor L.
Mosnard parla di un ritratto d'uomo dai capelli e dalla
barba nera, datato del 1501, che si trova nel Louvre
(n.° 250). Esso è detto di scuola veneziana, e nel catalogo
è anche espressa la supposizione che possa essere di un
artista tedesco che lavorò in Italia. L'A. invece, confron-
tandolo con un ritratto del museo di Stoccarda (a. 22 >)
che è evidentemente della stossa mano, e che, stato
attribuito prima erroneamente a Giovanni Bellini, fu dal
Crowo e dal Cavalcasene messo giustamente in relaziono
con alcune figuro di scuola cremonese nella cattedrale
di Cremona, crede di poterlo ragionevolmente attribuirò
a Giulio Campi, al quale accenna anche il piccolo pozzo
di paesaggio montuoso che si vede alla sinistra del
personaggio, in cui ad onta della sua poca estensione,
si può riscontrare dell'analogia con quello molto più
grande cho forma il fondo di un quadro d'argomento
religioso di Giulio Campi nel museo di Brera.

Allo stesso pittore il Mesnard ascrive anche un dise-
gno, puro nel Louvre (n. 376;, che rappresenta un ala-
bardiere, e che finora fu ritenuto di mano di Tiziano,
laddove invece una figura di alabardiere che corrisponde
esattamente al disegno del Louvre, trovasi in una serie
di pitture di Giulio Campi nella chiesa di S. Agata a
Cremona, rappresentanti scene della vita della santa
titolare. Q.

Codici miniati italiani in vendita a
Londra. — Una parto dei codici Hàmiltóniani acqui-
stati anni or sono dal Governo prussiano, furono ora
riceduti da quel Governo e Baritono, in numero di 91,
venduti a Londra il 23 del corrente mese. Nel catalogo
pubblicatone figurano parecchi codici miniati italiani, e
i principali fra essi sono: un Testamento vecchio scritto
in italiano noi 1390 da Giovanni di Bartolomeo Niccoli;
un Antifonale del secolo xv ed un Terenzio pure del
secolo xv. Sono adorni di miniature veneziane un Psal-
terium del 1461; un Ciceronis Tusculanae e un esem-
plare delle Rime del Petrarca, ambedue del secolo xv •
finalmente un altro Psalterium del secolo xv, scritto e
miniato in Firenze por la casa de' Modici, ed un Colu-
mella, De re rustica con la data 1468 o con ornati
attribuiti a Girolamo dei Libri.
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