Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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su tappeto che si trova nella galleria d'Apollo al Lou-
vre; di proprietà della Manifattura nazionale di arazzi.

Oltre a questi ritratti e a quelli di artisti francesi e
d'altri paesi che non nominiamo, figurano nell' esposi-
zione varii documenti, fra i quali uno importante, per-
chè è il più antico (1549) nel quale si trova il nome di
« architetto », e che fu donato alla Società centrale de-
gli architetti dal sig. Lance; havvi inoltre una collezione
d'autografi dei più celebri architetti, appartenente alla
Ecole des Beaux-Arts.

Fra le medaglie commemorative è notevole quella
che si riferisce alla fondazione del palazzo di S. Marco
(palazzo Venezia) a Roma, di proprietà del sig. Muntz.

In fine sono esposte diverse medaglie greche e ro-
mane con motivi architettonici ; una collezione di sigilli
del medio evo pure con motivi architettonici, ed altre
medaglie, con eguali motivi, del Rinascimento e dei se-
coli xvn, xviii e xix.

C.

Norme ministeriali per la trascrizione di
documenti archivistici relativi alla storia
dell' arto. — Allo scopo di conformare le ricerche
di documenti che si fanno in varii archivi per servire
allo studio storico ed ai restauri di monumenti nazio-
nali e oggetti d'arte del regno, il Ministero della P. Istru-
zione ha fatto compilare un modulo, secondo il quale
tali documenti dovranno essere trascritti; per tal modo
le copie che verranno trasmesso al Ministero, avranno
una uniformità che non potrà che giovare alla loro clas-
sificazione.

ét< questo modulo, che potrà seguirsi con vantaggio
anche dai privati ricercatori, crediamo utile dar notizia
ai lettori del nostro Archivio. Il formato del foglio sul
quale si trascrive il documento è quello generalmente
noto sotto il nome di « protocollo ». Nella prima pagina
si scrivono le indicazioni generali intorno al documento,
ossia: 1°. Data di tempo (anno in cifre arabiche, indi-
zione, mese e giorno) e di luogo (tratta testualmente
dal documento). Sunto in volgare del documento, ossia
cenno brevissimo, diplomatico, del contenuto. — 2°. Ubi-
cazione, segnatura, qualità e stato dell' originale (città,
istituto, serio, filza e registro, numero d' ordine o di
carta, retto o verso, e colonna, ecc. ecc.; dove l'origi-
nale, e se l'originale sia autografo o apografo, se au-
tentico o no, da chi fatto e come, quando, ecc.). — 3°. Note
bibliografiche (se il documento sia edito o no, e come,
da chi e dove, se integralmente e esattamente, e su quale
originale sia stata condotta l'edizione, e in quale opera
si trovi, indicando dell'opera nome e cognome dell'au-
tore, il titolo, il luogo e tempo e sesto della stampa, e
infine la pagina).

Nella seconda pagina comincia la trascrizione del do-
cumento. Essa è divisa in tre colonne, delle quali quella
di mezzo è larga circa il doppio delle due laterali. Nella
colonna laterale a sinistra devono trascriversi le Note
marginali dell' originale (rubriche, titoli, osservazioni,

date ed altre note correlative ma non integranti del do-
cumento). La colonna di mezzo è destinata al Tèsto del
documento, il quale deve essere trascritto con la più
scrupolosa fedeltà, rispettando l'ortografia, la punteggia-
tura, la stessa grafia dell'originale; facondo seguire d'un
fac-simile a penna le parole di dubbia interpretazione,
e osservando costantemente certi segni convenzionali,
quali ad esempio le parentisi curve ( ) per indicare le
parole ommesso nell'originale e supplito nella copia dal
copiatore; le parentesi quadrate [ ] per includere le let-
tere e parole supplite dal copiatore ove l'originale pre-
senti abrasioni o strappi; i punti .... a rappresentare
le lacune non colmate dal copiatore stesso, tenendo per
norma di rappresentare con ogni punto uno spazio uguale
all'incirca a quello tenuto da una lettera dell'originale;
infine la indicazione (sic) per accusare tutte le anomalie
ortografiche e sintattiche dell'originale. Devesi ritornare
a capo ad ogni principio di riga dell'originale, nume-
rando progressivamente la trascrizione d'ogni carta. L'ul-
tima colonna è finalmente riservata per le Note paleo-
grafiche e descrittive sui caratteri esteriori del documento,
cioè indicazioni preciso e compendiose della forma della
scrittura dell'originale, delle sue particolarità generali
o speciali; quindi la serie delle noto descrittive dell'o-
riginale, dello cassature, correzioni, aggiunte interli-
neari o marginali, abrasioni, ecc., e l'indicazione sulle
differenze di mano nella scrittura, distinguendole per
carattere e tempo. Per queste note si devono usare le
lettere dell'alfabeto (a), (b), (c), (d), ecc.

In fondo a ciascuna pagina si aggiungeranno, non
più a tre colonne, ma in tutta la larghezza della pagina,
le Note storiche e illuslratioe del contenuto del docu-
mento, le «piali avranno il loro richiamo nel testo per
mezzo di numeri arabici.

C.

Per il catalogo generale degli oggetti
d'arte del Regno. — Per la compilazione delle
schede di questo catalogo il Ministero della P. Istru-
zione ha pubblicato, fin dal settembre dello scorso anno,
alcune norme che qui brevemente riassumiamo.

Per ogni oggetto d'arte verrà corredata delle notizie
opportune, in triplice esemplare, una scheda del catalogo
generale; dei tre esemplari uno sarà conservato da chi
tiene in consegna l'oggetto, il secondo sarà rilasciato a chi
all'occorrenza possa o debba assumersi la rinnovazione
della consegna, il terzo sarà spedito al Ministero della
P. Istruzione.

La scheda consta di un foglio di quattro pagine. Nella
prima si deve scrivere in alto a sinistra il nome della
provincia, a destra quello del comuue, e subito sotto
l'indicazione del luogo dove l'oggetto d'arto si trova;
il resto della pagina è destinato per una metà alla de-
nominazione dell'oggetto, alla sua descrizione e al nome
dell'autore al quale è attribuito ; nella seconda metà de-
vono seguire i dati sull'ubicazione attuale di esso, l'in-
dicazione se essa sia originaria, antica o no, e quali vi-
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