Archivio storico dell'arte — 2.1889

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EUGÈNE MUNTZ

osserva quella cura di riprodurre minuziosamente la natura, che il Mantegna aveva comune con
gli artisti del Quattrocento. Gli alberi che hanno le loro radici nei crepacci della caverna sono
resi con una finitezza prodigiosa; nemmeno un Van Eyck avrebbe potuto trattarli con più amore.
Ma questa è un'analisi troppo minuta delle cose, e si scusa questa minuziosità pensando che il
Mantegna, quando eseguì quel lavoro che per ogni altro rispetto è ammirabile, non aveva ancora
trent'anni. Ci sarà poi abbastanza tempo per la pittura floscia e molle; e questi difetti trionfarono
anche troppo presto nella pittura del Cinquecento.

Terminerò facendo un voto: che i due frammenti della predella esposti nel museo di Tours
sieno di nuovo uniti al frammento principale e gli sieno posti accanto nel museo del Louvre, il
quale nella galleria detta dei sette metri contiene una scelta così importante di quadri del Man-
tegna. Per realizzare questo desiderio basterà una decisione ministeriale, giacché si sa che in Francia
le opere d'arte concesse dal governo ai musei di Provincia sono loro affidate soltanto a titolo di
prestito, e che quindi esso può sempre ritirarli. Allora soltanto si potrà vedere l'importanza del
quadro magnifico nell'insieme, che quel grande artista eseguiva in un'età in cui gli altri maestri
cominciano appena ad affrancarsi.

Eugène Muntz
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