Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 306
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.50
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.55
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0346
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0346
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
NUOVI DOCUMENTI

La croce astile di Cesarino del Ro-
scetto per la chiesa di S. Medardo
in Arcevia.

Il primo, che ci venne a dare ampie notizie e docu-
menti intorno a questo celebre orafo perugino emulo
del Cellini, fu l'eruditissimo ed infaticabile ricercatore
dogli archivi il cav. prof. Adamo Rossi di Perugia che
nel Giornale di Erudizione Artistica pubb'icò molte
memorie di Francesco di Valeriano detto il Roscetto e
dei suoi figli Federico e Cesarino. Parlando di quest'ul-
timo, sotto Ja data del 28 giugno 1524, si trova che ri-
cevè da Giambattista di Andrea, altrimenti Subbio, di Roc-
cacontrada, oggi Arcevia, fiorini 50 a conto di una croce
di argento, ch'eg'i promise fabbricare per la chiesa di san
Medardo. Rovistando da qualche anno l'archivio nota-
rile di Arcevia, ebbi la fortuna di rinvenirne due istro-
monti di allogazioni!, e tre altri istromenti di consegna
dell'opera e del relativo acconto di pagamento. Dei
cinque documenti, quattro ne pubblico, essendone uno
in parto già edito. 11 testo della allogazione nella sua
curiosa dicitura parto latina e parto italiana dando una
idea abbastanza esatta dell'opera da eseguirsi, mi dispensa
dal fare una descrizione di questo oggetto d'oreficeria,
che nello stato in cui trovasi ridotto non produce nel-
l'osservatore quella eccellente impressione che avrebbe
dovuto produrre; solo dirò, ch'esso è composto del solito
fusto di legno e di ferro ricoperto di una lamina d'ar-
gento bulinata e cesellata con vari ornamenti di legge-
rissimo gradito. La croco ha il fusto alto centimetri
sessantuno e la traversa è larga centimetri quaranta.
11 diametro della palla, che serve por innestare la croco
all'asta, è di centimetri diciasette.

E un grande peccato cho sia oggi rimasta man-
cante di tutti gli ornamenti anche d'oro cho vi dovevano
essere specialmente intorno allo quattro estremità tri-
lobate, ove sono tuttora i fori per innostarveli; od i più
vecchi ricordano avere inteso dire, che vi orano dei
globi ed altro decorazioni tolte e smarrite, per la solita

incuria dei sagrestani, per cui oggi si può dire cho
questa croce ha perduto la sua tipica forma. Di ossa
parlai la prima volta nella Lettera diretta al Conte Sac-
coni, 1 ove lamentavo lo stato deplorevole in cui era ri-
dotta; e dove riportai solo un brano di uno dei duo
{strumenti di allogazione, che quantunque rogato dal-
l'istesso notaio, fu rinvenuto in un altro protocollo ed
è nella dicitura molto differente da quello che oggi qui
si pubblica, come ognuno può agevolmente vedere.

Dal documento di consegna, che porta la data 29 ago-
sto 152C, si rileva che Cesarino non ebbe compiuto
il lavoro nel termino convenuto, ma solo dieciotto mesi
dopo, e forse anche per questa ragiono sembra che i
committenti fossero rimasti poco soddisfatti; e recipro-
camente si presero altro tempo per nominare le persone
perito nell'arte, cho socondoipatti dovoano fissarne il com-
penso. Però Cesarino del Roscetto ebbe a morire nel
maggio del 1527, cioè circa nove mesi dopo la consogna
di questo oggetto d'arto, e credo elio per la malattia
elio avrà preceduto la morte non abbia potuto compiere
ciò che si era stabilito, molto più che por quanto ri-
cerche siansi fatte, non si è potuto sul proposito rin-
venire altri documenti. I quali certo si sarebbero tro-
vati, so anche gli erodi di lui, come ebbero a cuore di

1 A. Ansklmi, A propOiitQ (iella classiju'azìone dei Mona-
menti Nazionali nella Provincia di Ancona. 2* edizione, Foli-
gnu, Tomassini, 1SXS, pag. 50, 51. Qui pure trovasi parte del-
l'allogazione già edita, che tranne nella dicitura, nel resto cor-
risponde a quella che qui .si pubblica, e parlando di questa
croce cosi mi esprimeva :

« Ma sopra tutti gli altri oggetti d'oreficeria non dobbiamo
j noi dimenticare la importantissima Croce astile di argento, che
l'idotta in pessimo stato e mancante di quasi tutti gli ornamenti
e delle molte figure di rilievo, tranne di quella del Crocifisso
che sembra però rinnovata, dell'Eterno Padre, della Vergine,
di S. Giovanni e della Maddalena, credo tuttavia p >ssa esser
(lucila (mentre di altre croci di argento non si ha alcun ricordo)
allogata il 2(> Giugno 1624 dai Sindaci di S. Medardo al cele-
berrimo orafo di Perugia Cesarino del Roscetto, emulo del Cel-
lini, coetaneo di Raffaello e compagno con lui nello apprendere
l'arte del disegno da Pietro Perugino!...»
loading ...