Archivio storico dell'arte — 2.1889

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MISCELLANEA

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' 1516, 7 dicembre. — I priori del comune di Spoleto
e il numero dei trentasei, che avevano la stessa facoltà
dell'arringa generale, lo creano cittadino, unitamente ai
figli e discendenti in linea maschile.

L'atto comincia con l'elogio : « Cognita fide et virtute
magistri Iohannis... Hyspani, pictoris excellentissimi,
qui in dieta civitate plurinios annos degens nupsit », o
finisco con la condizione che « in huius muneris memo-
riam tapetum prò mensa parva palati! comunis tradat. 1 »

1517, 21 novembre. — In detta città vien pure eletto
capitano dell'arte do' pittori. 2

1522, 10 luglio. — Promette ad un notaio di Spo-
leto stipolante per l'opera della chiesa di S. Martino di
Trevi, di condurre a fine per la festa di S. Maria di agosto
una tavola convenuta con gli operai di detta chiesa. '1

« Magister Johannes Hispanus pictor et civis spoleta-
nus sponto etc. promisit et convenit mihi notario stipu-
lanti prò opera S. Martini de Trevio dare et perficero
usquo ad festum S. Marie de mense augusti quoddam opus
sive picturas conventas cura operariis diete ecclesie cum
hac condictione quod opus additimi ultra conventionem,
faeiendum próut fr. Riccardus ordinis minorimi de ob-
servantia S. Fràncisci sibi magistro -Johanni nomino suo
et oporariorum seu factorum, sibi satisfiat morces de-
bita. Et si non perficeretur intra dietimi terminimi im-
mediate secuturum, (ipse debeat dare picturas factas
àbsque alia mercede, et ita promisit mihi notario, obli-
gahdo se etc. '.

1520. — Dipingo la Madonna del Rosario con due
gruppi di frati e monache domenicane : quadro d'altare
da me veduto in Roma nella galleria Spiridon, recante
l'iscrizione IO • HISPANVS • PINX • AD ■ MDXX ■ e da
piedi in una cartella il distico: PVRPVREAS • PRE-
RETE • ROSAS • FLORESQ. MARIE ■ VT- VOBIS FRTJ-
CT'UM ■ PREBEAT ■ ILLA • SVVM

1525, 20 ottobre. — Donna Clarice gli ha dato a
dipingere nel duomo di Todi per 24 ducati d'oro una
seconda cappella intitolata a S. Fortunato, e in questo
giorno gli fa pagare dall'operaio un acconto di 28
carlini.

1525, 10 novembre. — Egli riceve dallo stesso operaio
por lo stesso lavoro tre ducati d'oro. '

1 Archivio secreto di Spoleto. IirJ'ormalìones ab an. 1516-

1519, e. 136 t.

' Uh. cit., c. 274.

:! Più ili un visitatore della pinacoteca comunale di Trevi, in-
certo dinanzi alla gran tavola che ultimamente vi fu aggiunta,
rappresentante l'incoronazione di Maria, so debita noverarla tra
le genuine dello Spagna, n attribuirla a Jacopo Siculo, vedrà con
piacere riprodotto in queste colonne l'atto notarile, affatto scono-
sciuto, che pone il suggello alla tradizione. Invece è senza dubbio
del Siculo l'altra incoronazione molto simile a questa di Trevi,
che ammirasi nella chiesa dell'Annunziata presso Norcia, come
dall'appostavi iscrizione: IACOBUS SICULUS FACIEBAT. Il
Siculo è artista di inerito, che vogliono scolare e congiunto dello
Spagna.

4 Archivio notarile di Spoleto. Hog. di Taldio Montani, prot.
1520-1537, c. 101.
» Ibid.
« Ibid.

1525, 28 novembre. — Più altri tre ducati d'oro. 1
1525, 11 dicembre. — Più bolognini quaranta. 3
1525, 23 dicembro. — Più fiorini uno. ?
1525, 25 dicembre. — Più carlini quattordici. *

1525, 30 dicembre. — Più fiorini ventidue e bolo-
gnini quaranta. r>

La cappella di M. Agamennone e le due di donna
Clarice erano nella navata destra ed avevano la forma
di nicchioni. In occasione degli ultimi restauri furono
trovati i resti delle pitture dietro i fondelli, costrutti
per raddrizzare la parete. Il maggiore di questi e il meno
guasto, rappresentante Dio Padre che tiene fra lo braccia
un crocifisso, fu-distaccato e riattaccato più su verso la
tribuna. Nello camere della sagrestia esiste pure un avanzo
del tabernacolo dell'organo, lo mezze figuro di san Pietro
e di san Paolo.

1526, 11 settembre. — Si è ricondotto a Spoleto e
nelle vicinanze ha proso a dipingerò la tribuna di S. Gia-
como, pel quale lavoro confessa di aver ricevuto fino al
presento giorno fiorini 66.

Cosi il pittore di mano propria nel libro secondo delle
sepolture della parrocchia sotto la rubrica Cappella di
S. Sebastiano.

« Mastro Johanni pictore fo confesso bavere receputi
fino al presente dì per parto della pentura della trobuna
de san Jaco in tutto fior, sexantasei. »

1526, 21 ottobre — « Item più ebbe dicto mastro
Johanni pictore per parte del suo salario ciò è per lo
pegnere della capella grande fiorini vinti quatro per le
mano di Brutterò de Sancto et Tomasso de Zugaro da
Sancto Jaco. »

1526. — Nelle candeliere di detta tribuna leggesi in
una ANO DNI e nell'altra M. D. XXVI. '

1527, 26 dicembre. — Scrive di sua mano nel ci-
tato libretto : « Ricordo facio a di 26 do Decembre come
che in questo dì ho recente fiorini diciotto per conto
de la tribuna.

Me restano debitore de fiorini dodece, etc ».

1527. — È la data sognata a numeri romani sotto
la figura di S. Sebastiano.

1528, 2 febbraio. — Aveva cominciato a dipingere
nella stessa chiesa la cappella di S. Sebastiano e di
S. Antonio, e ricevuto a conto di esso fiorini 34, com-
putate due some e mezzo di mosto che « introno, scrive
il pittore, in el conto de la capella de santo Antonio ».

1528, 29 febbraio. — Scrive nel citato libretto « Io
Mastro Jovanno sopradicto lo Spagna pentoro me facio
confesso de oserò enteramente pagato de fiorini cìonto
e trenta do la pentura de la tribuna per le manne
de Brunoro e Tomaso suo compagno a dì 29 de
Febraro 1528 ».

1530. — Eragià morto; e si ricava dalle quietanze

1 Ibid.

» Ibid.

8 Ibid.

4 Ibid.

5 Ibid.
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