Archivio storico dell'arte — 2.1889

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LA FACCIATA DEL DUOMO D'ORVIETO

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zioni '. Fra gli altri marmi registrati nel 13(31 come provenienza romana sono quindici pezzi del
peso di venticinque migliaia 2, nel 1362 quarantacinque traini 8 e nel 1303 altre migliaia.

Nel 1364 entrò capomaestro dell'Opera Paolo di Antonio da Siena scultore ','eal suo tempo
fu girata la scala tonda di una colonna di lacciaia con pietrame della valle del Cero del Fossato.
Rosso di Ligo e Buccio di Galasso petraioli lavoravano scoiti, cantoni, tavolette e leghe di maci-
nello per detta scala nel 1367 e nel 1368, a proseguimento delle pianelle o tavolette di macinegno,
dei gradoni scotti, dei cantoni ad accia, a scalpello e a nasella o quadri o a (ilo cominciati fin
dal 1345 ■>: nell'anno 1368 il capomaestro mandò in Roma a comprare marmo, fra cui sessanta
pezzi di cercini « e a Corneto, a Montalto e a Roma stessa spedì maestro Paolo di Matteo clic
fece acquisti ivi e fuori della città '. Dalle Capanne di Malborghetto messer Latino degli Orsini
mandava marmi della sua tenuta del castello dell'Isola di Ponteveleno, prima per una quantità di
libbre quindicimila e poi in più carrate e in varie volte fino al peso complessivo di trentaquattro-
mila seicento 8. Tredici pezzi di marmo « socterratum », sotto Magliano Sabino, venivano condotti
per Tevere nell'agosto 1369 ». Tutto questo materiale si accrebbe nella fine di dotto anno e nel
successivo per ventiquattro some di pietre rosse della petraia di Sosselvole pesate ottomila cinque-
cento libbre, che furono lavorate da Antonio di Bartolonuccio petraiolo e muratore, a bozzelli di
un solo pezzo e di due pezzi, per circondarne la grande rota o finestra tonda, per varie tavolette
di marmo nero 10 e per altro estratto sotto la città di Amelia

Negli anni 1372 e 1373 fino al 1388, in cui fu capomaestro Giovanni di Stefano da Siena, di
cui il Luzi riporta documenti che ricordano certi marmi provveduti per una porta, forse per
una porta di fianco alla chiesa, Pefruccio di Benedetto da Orvieto operava i cibori, sotto ai
quali si raccolgono le statue dei profeti appoggiate a dossali di pietra rossa da ambedue i lati della
finestra rotonda 12.

Cosi la facciata era stata condotta fin sopra all'occhio ,:!, lavorandovi di marmi romani 11 e
carraresi 15 maestro Rinaldino da Guascogna, lodatissimo intagliatore e scultore di figure, foglie e
decorazioni 16. Ora egli è notato come nel 1373 si fosse scoperto un difetto nella costruzione della
facciata ''. I soprastanti si fecero capaci di mandare in Firenze Lorenzo Catalani a cercare due
maestri che si recassero in Orvieto. Accettarono di venire maestro Ambrogio e maestro Francesco
fiorentini, i quali condottisi qua e veduto il lavoro, ne considerarono il difetto e avvisarono quello
era da fare 18. Ma non si dice dove e in che consistesse il male. Peraltro mi sembra che si possa
facilmente indovinare. Erasi posto mano ad innalzare le cuspidi laterali o meglio frontespizi, che
così erano chiamati. La costruzione di queste ali che veleggiano in aria libere da ogni lato poteva
dare qualche dubbio per la solidità, per le giuste proporzioni e per la eleganza. Anche il pensiero che il
Maitani aveva accennato nella sua pergamena di due disegni differenti nei frontespizi laterali, l'uno di
essi frontespizi fondato sopra uno spazio quadrato, l'altro nascente al di sopra di una loggia, poteva
lasciare sospesi gli animi nella scelta. Non che si abbia la certezza del fatto, ma per avventura
non altrimenti che in questo tempo occorse che si modificassero le cuspidi laterali da quello che
indicava il disegno del Maitani. Se ne parlerà un poco più avanti, quando cadrà più opportuno
toccare del coronamento della facciata, coronamento che era allora una questione per Orvieto come
poi fu una questione per Firenze.

1 Arch. detto, Cam. vi, c. 317.

2 Arch. detto, Memorie e contratti cit. c. 131, 142

e 177.

3 Arch. detto, ivi, c. 131.

' Arch. del Comune, Rif. ad an. c. 30.
■ Arch. dell'Opera, Memorie, 1356-1381 c. 33 t. 33
o 40, Cam. ni, 1345, settembre 20.
" Arch. dotto, ivi, c. 40.
' Arch. dotto, ivi.

» Arch. detto, Memorie 1356-1381, c. 60,■69'.-Cam, ix,
1369, ottobre 6, 10; novembre 17, 10, 20, 23, 26, 36,
30; dicembre 19: 29.

" Arch. detto, Cam. ix.

10 Arch. detto, Cam. ix, 1369, novembre 17; 1370,
settembre 23.

11 Arch. detto, Memorie 1356-1381, c. 110.

Arch. dotto, Cam. ix, 1372, settombre 25: 1373,
marzo 5, 19; aprile 9.

,:i Arch. detto, Cam. ix, 1379, gennaio 22.

14 Arch. del Comune, Rif. 1372, dicembre 15.
" Arch. dell'Opera Cam. ix, 1379, gennaio 22.
": Arch. del Comune Rif. 1389, gennaio 4.

" Arch. dell'Opera, Cam. ix.

15 Arch. detto, Cam. ix, 1373, luglio 2.
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