Archivio storico dell'arte — 2.1889

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ERCOLE DE'' ROBERTI

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con noliilc corteo e col seguilo di sei trombetti i quali avevano pennoni dipinti da Ercole stesso.1
Si venne a sapere che Ercole segui il principe nel viaggio da una lettera datata 2 novembre 1-102
della duchessa Eleonora, lettera che il pittore stesso recapitò all'abbadessa delle Murate a Firenze.
Mandando, scriveva la duchessa, « Ercule prestante pletore nostro dilectissimo, e presente esibi-
lare, a Roma con lo Illustrissimo nostro figliuolo, gli abbiamo ordinato che veda alcune cose, e ce
ne dia relazione, come voi intenderete. Per la qual cosa vi confortiamo che vi piaccia prestargli,
riguardo a quanto vi dirà in nostro nome, quella fede che vi lerreste se vi parlassimo».2 Da
questa lettera chiaramente si vede che Ercole de' Roberti fu onorato di liducia dalla duchessa, a
pari di un gentiluomo della corte, e che ebbe affidate delicate missioni, e fu tenuto degno di ac-
compagnare a Roma il primogenito di Ercole I, il futuro sovrano degli stati estensi. Il. Gregoro-
vius che parlò-a lungo di quella visita di don Alfonso ad Alessandro VI, e seguì il giovane prin-
cipe nelle liete.accoglienze, nella supposta visita di lui alla bella Lucrezia Borgia, dai grandi
occhioni e dai lunghi capelli biondi, non fa parola del pittore che accompagnò il principe nell'alma
Roma.

Quella familiarità e quella confidenza tra i principi estensi e il pittore traspare anche dalla
supplica che Ercole de' Roberti diresse nel 1493 al duca, per ottenere la esazione a suo profitto
del prezzo della condanna inflitta a Ludovico di Frassoni o Facchini, bandito dagli stali e con-
dannato alla multa di lire cinquanladue, per avere al Finale ferito nel capo certo Domenico Ràm-
baldo modenese 3. E la domanda fu accolta benignamente, e la multa esatta a favore dell'artista.
Egli era veramente a quel tempo prediletto dalla corte. A lui facevano capo gli altri pittori, ed egli
si prestava ai capricci de' suoi mecenati, tanto da dipingere cose di niun conto, che non apporta-
vano gloria nò a loro, nò a lui '. Pel giardino della duchessa, indorò uno putino, et uno pomo
da sparavento et uno quadrato de madama et una gobio, dipapagalo; dipinse merli, camini, fregi,
e muri nella loggia del giardino 5; pel cardinale Ippolito I d'Este diresse l'esecuzione di insegne

1 Arch. sudd. — Zornale de Usita, Q Q Q, 1492, a c. 2:
« vili do zenaro. alo 111."'° n. S. d. al suo ohapitolo

L. quindéxe s. quindexe do m. per la S™ a ni" erchules
de ruberti depinotóré ■ contanti por lo proxio do peze
500 d'oro da lui comprato per adornare la imagìno
de la gloriosa Verzone Maria che lo a [iroso lo gabelo
grande come in R.° de la camara a c. 102 do lamio 1491
L. xv. s. xv.»

a c. 12 v: — xj de aprile. «Alo 111."'° n. s. d. al
suo chapitolo L. quat." s. sei do m, per la soa S." a
m" Erchules depintore por pagare onzo 1. do azuro
oltramarino per ornare la gloriosa Verzono maria elio
e suxo al chanto de la loza nova fata solo la sala
grande.. ... L. vai', s. vj. »

a c. 12 v: vru de aprile. « .... a m° erchulos depin-
tore contanti vidolicet. L. 30. adi 5 de questo e L. 10
questo di per page de depinture in le stanzie de la
111.""1 n. M. in lo zardino et in loratorio — L. xl. s. d. »

a c. 29 v: 2 ottobre. « . . . . a ni Erchules depintoro
por aver depinto penoncelj 6 di trombo da campo missi a
oro et arzento a mordente .... fati fare per la andata
de lo 111."'° don Alfonso da Roma.... L. 33 s. d. »

2 Cfr. L. N. Cittadella, appendice all'opera cit. Do-
cumenti ecc.

3 Arch. sudd. — Mandati. 1493 (32) a c. ,97:

« a 111."" etex"" Due. S. Vra humilmente expone her-
culedegli Ruberti pictor etServitor do Vra S. elio essendo
stato bannito ot Condannato in libro cinquantadue de
m. uno Leo di frassoni seu facilini, per hav.er ferito

Domenico Rambaldo modonose al finale in la tosla cum
sanguis effusione Iccirco Supp.ca a Vra. S. so dignj
dita Condemnatione pecuniaria donarla, ali pedi din
piedj de V™ S. di continuo se ricomanda: Et lice do
gratia.

« Ill.mtìs dnus noster Dux cct. sic ut petit supp" do-
nat Condemnationem predictam et Ideo ot factor genoralis
domini oam sibi assignari, sivc ad eius benefltìum exigi
ad omneni eius beneplacitum de gratia.

« Siverius de Siverij viiij martij 1493.»

4 Non però da far salami pel principe Alfonso, come
suppose il Campori, malo interpretando il seguente
documento in cui si dico che gli fu dato un maiale por
faro salami, d'ordine del duca Alfonso. Mandati, 1494
a c. 35 v. « dato un porco ad mag.'" hercule depinctorc
por fare salame por lo Illu. m. Alphonso.

Ultim." dee. 1493».

5 Arch. sudd. — Libro X de la munizione, 1493,
a c. 37 v.

« Spesa del zardino do madama de dare per una sua
ragione levada da questo — a c. 24 — L. 86. s. 13 d. 10.

« E de dare adi 9 de septenbre L. desesepte s. quatro
iti. per lei ala camara duellale per tanti che adi 7 dicto
la pago contanti por lei a m° hercule depinctore per
dorare uno putino et uno pomo da sparavero ot uno
quadreto de madama et una gabia da papagalo et per
depinzero merli camini e frisi et muri in dicto zardino
corno al m." X a c. 16. et a credito a lei in questo in
somma de L. 112. 11. 10 a c. 159. — L. xvu s. un.
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