Archivio storico dell'arte — 2.1889

Seite: 360
DOI Heft: 10.11588/diglit.17348.58
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17348.61
DOI Seite: 10.11588/diglit.17348#0403
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1889/0403
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
0.5
1 cm
facsimile
360

ADOLFO VENTURI

Roma, sognata nel rovescio Ercole da Ferrara. La predellina è divisa in tre scompartimenti : "nel
mezzo vedesi un aliare e Melchisedec vestito di bianco che alza la destra in atto di benedire, e
tiene con la sinistra un vassoio col calice e con due pani. Innanzi a lui stanno ginocchioni Abramo
vestito da guerriero e un altro in costume orientale. A destra Abramo, sempre in veste guerresca,
s'avanza sul suo cavallo, seguilo da altri guerrieri, in mezzo ad un popolo di donne con putti fra
te braccia; a sinistra una zuffa, esprimente Abramo che insegue il re degli Elamiti e gli alleati
di quésto: alcune donne fuggono, un guerriero con lo scudo imbracciato s'avventa contro il ne-
mico, un altro, posto il piede sul petto di un caduto, alza la daga per stenderlo morto; le teste
dei destrieri si alzano spaurite e i guerrieri si curvano por reggersi. Lo stento con cui sono dise-
gnate certe figure, la mancanza di (niello smalto di colorito proprio di Ercole, attestano che la
tavola chigiana è una copia antica di un originale di Ercole Roberti, come lo dimostra anche la
somiglianza del guerriero con lo scudo imbracciato con ([nello che si vede nella predella di Dresda,
nella cattura di (.risto. Il dott. Hardt ascrive anche al nostro pittore un quadro rappresentante
La Cena, di colori vivi, sottilmente disegnato, nella National Gallery, proveniente dalla raccolta
Hamilton; ma non ci sembra quel quadro della solidità propria del Roberti, bensì di un miniatore
dipendente da questo maestro. L'Harck gli attribuisce ancora due quadri, a noi ignoti, presso il
sig. Gooke a Richmond, raffiguranti Medea che guida due bambini sopra rovine ardenti e La fla-
gellazione di Cristo, con certe figure albeggianti la maniera di Schongauer. A Ferrara, nella galleria
Santini, vedesi pure di lui una mezza figura di un guerriero con giaco e maglia, da Cesare Cit-
tadella che già lo possedeva descritto come un san Michele: vedesi entro un'ellissi il guerriero con
tocco rosso in capo, ornalo il braccio sinistro da una targa e in atto di tenere una banderuola con la
mano destra. Nel British Museum, secondo l'Hardy, trovasi pure un disegno di una Crocifissione,
attribuito al Ghiberti e da lui al Roberti, ma, a dir vero, non si riscontra il fare di questo maestro
sicuro e penetrante. Fare che si rileva invece dal disegno attribuito al Man teglia del museo Correr
(n. 25) in Venezia, rappresentante una zuffa di cavalieri, parto a piedi e parte a cavallo. Vi è lo
stesso cavaliere, visto di dietro, quale apparti nella predella e ne' bassorilievi del trono dell'ancona
di Brera; e i nudi, nella loro rapida mossa, pure rammentano i monocromàti del quadro di Ercole
a Milano. Nella collezione Albertina a Vienna, secondo il Courajod, trovasi pure un disegno a matita
rossa, rappresentante Giuditta in atto di mozzare la lesta ad Oloferne, anticamente ascritto a Gio-
vanni Bellini ma da attribuirsi piuttosto a Ercole da Ferrara '.

Quale influsso esercitasse il Roberti sopra i suoi contemporanei non ci è dato di determinare.
Solo diremo che Lorenzo Costa, specialmente noi Trionfi, della cappella Bentivoglio mostra dipen-
denza da lui: e accenneremo anche ad una gran tavola della galleria Estense, rappresentante la Cro-
cifissione, opera primitiva forse di Francesco Bianchi Ferrari, già attribuita falsamente a Gherardo
d'Harlem, e che lascia scorgere l'influsso del Roberti.

Ci basii intanto col sussidio delle notizie archivistiche di avere dato gli elementi biografici
del Roberti, ed anche di avere allargalo il campo delle ricerche stilistiche. Nel secolo scorso il
canonico Crespi, confrontando il San Giorgio di Ercole Grandi con la predella di Dresda attribuita
allo stesso autore, notò come la maniera dei due dipinti non s'accordasse. Sino ai giorni nostri
fummo ridotti a prendere pure per punto dipartenza del nostro giudizio la predella di Dresda; ora
invece il campo delle ricerche stilistiche si è esleso, e specialmente nella grande ancona di Brera
si trovano elementi nuovi per la storia e per la critica. Purtroppo fu breve la vita di Ercole de'
Roberti; e l'età matura gli fu data dagli storiografi, non dalla sorte. E a noi che, per la distru-
zione avvenuta degli affreschi di S. Pietro a Bologna, di Belriguardo, della loggetta dell'oratorio
del giardino di Eleonora d'Aragona, possiamo appena vedere l'artista di sfuggila, quella vita fu
ancora più breve del vero, fu una meteora luminosa dell'arte ferrarese.

Adolfo Venturi

1 Li Cour.v.toi), L'imitaliÓH des objaln d'ari nnlìques (« Oa/.ottf! dns Beanx-Arts », v. 34, 1886).
loading ...