Archivio storico dell'arte — 2.1889

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ETTORI'" GENTILI

zione della torre aggiungono una prova alle altre già portate dell'essere stato S. Pietro costrutto
non più tardi dei primi anni dell'ottavo secolo.

Di fronte alla torre, appoggiatesi per qualche metro alla parete laterale esterna della nave
a destra, si ergeva l'episcopio ora pressoché diruto. In un antico codice da me posseduto ho ritro-
valo un piccolo disegno di Toscaiiella, che; mi permette ristabilire all'incirca l'antica forma del
ricco palazzo ; e ciò con tanto maggiore probabilità di esattezza, inquantochò nel fondo a paesaggio
di una delle lunette nel chiostro della Chiesa del Riposò a Toscanella ini fu dato ritrovare una
veduta dell'abside di S. Pietro con la vista dell'episcopio in tutto eguale alla rappresentazione
datano nel mio codice del quindicesimo secolo. Il dipinto della lunetta è opera della fine del 1500.
Le finestre che ancor rimangono dell'episcopio sono bifore molto gentilmente ornate nei capitelli,
negli archetti e nelle lunette; e tali per le loro forme e per i loro fregi, da potersi certamente
assegnare al xm secolo la loro costruzione.

Disgraziatamente non ho potuto in nessun luogo trovare qualche antica rappresentazione della
porta che chiudeva il piazzale posto innanzi alla chiesa e vi dava accesso; e troppo poco resta
ora di esso, perchè si possa tentarne la ricostruzione.

Riassumendo :

La chiesa primitiva è della fine del settimo secolo e dei primissimi dell'ottavo: e perciò la più
antica in fra tutte le conosciute di stile lombardo ; per somma ventura le aggiunzioni del x e
del xii secolo nulla tolsero al mirabile organismo del nobile edificio.

Sono del x secolo la cripta, le due arcate più prossime alla fronte, la facciata delle navi
minori e quasi tutta la parte superiore della facciata della nave centrale.

Appartiene al xn secolo ed alla scuola dei marmorari romani tutta la parte inferiore della
fronte centrale, e, della superiore, il molto elegante rosone e le due bifore che lo spalleggiano.

Il letto fu piii (s più volto rifatto, nò Ira i varj imbastardimenti è possibile discernere le parti
originali. Tuttavia alcuni resti dell'antichissima copertura credo aver ritrovati sopra il santuario,
ove appunto oggi, specialmente a perpendicolo dell'arco santo, più immediato e maggiore è il
bisogno di riparazioni e restauri.

Il tempio, forse in grazia del completo abbandono in cui fu lascialo dal 1500 ad oggi, è assai
ben conservato. Tuttavia è necessario togliere sul dinanzi della fronte la terra ed i rovinacci che
vi si sono coi secoli accumulali: essi, rialzando il piano del piazzale esterno, sono causa che l'acqua
delle pioggie si infiltri continuamente nel tempio. E altresì indispensabile restituire al primiero
livello il terreno che fiancheggia la chiesa, cosicché le acque possano avere opportuno scolo più
rapido, e sia lolla con ciò l'umidità clic, specialmente nella cripta, è sicura e continua cagione
di danni. ,

Ettore Gentili
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